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Lo sai che? Pensioni, Ape social e volontario a 63 anni e 5 mesi

Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2017

Accesso all’Ape sociale e all’Ape volontario 5 mesi più tardi per effetto degli adeguamenti alla speranza di vita.

La pensione a 67 anni  fa slittare di 5 mesi in avanti i requisiti per ottenere l’Ape sociale e volontario: l’anticipo pensionistico, difatti, non può essere richiesto se mancano più di 3 anni e 7 mesi alla maturazione di requisiti per la pensione.

Questo comporta che, sia nel caso in cui l’Ape sia a carico dello Stato (Ape sociale), sia nel caso in cui sia ottenuto grazie a un prestito bancario (Ape volontario), l’anticipo possa essere richiesto non prima del compimento di 63 anni e 5 mesi di età.

L’inasprimento dei requisiti per ottenere l’anticipo pensionistico si accompagnerà, però, all’ampliamento dell’Ape social: potranno beneficiare dell’anticipo pensionistico a carico dello Stato, difatti, 4 nuove categorie di addetti ai lavori gravosi, assieme ai disoccupati a seguito di contratto a termine ed ai disoccupati che non hanno beneficiato della Naspi.

Si rafforza, poi, la cosiddetta Ape rosa, cioè il bonus contributivo per le donne con figli che consente uno sconto sino a 2 anni di contributi. Queste novità, contenute nella legge di Bilancio 2018, si sommano poi alle nuove circolari Inps, che consentono di estendere l’Ape social ai rioccupati per non più di 6 mesi e a chi possiede contributi esteri.

Per quanto riguarda le nuove disposizioni contenute nella legge di bilancio 2018, si deve attendere l’ok definitivo della Commissione Bilancio di Palazzo Madama e la terza e ultima lettura del testo di legge al Senato. Le novità in materia di Ape social contenute nelle circolari Inps, invece, sono già operative, così come lo è l’aumento del requisito per l’accesso a tutti gli anticipi pensionistici a 63 anni e 5 mesi.

Facciamo allora il punto della situazione per capire, innanzitutto, come funzionano l’Ape volontario e l’Ape social e chi ne ha diritto, per poi capire che cosa cambia con l’Ape social e volontario a 63 anni e 5 mesi, e quali sono le altre modifiche all’Ape per il 2018.

Come funziona l’Ape volontario e chi ne ha diritto

L’Ape volontario è un assegno mensile, riconosciuto grazie a un prestito bancario, che può essere richiesto a partire dai 63 anni di età e che sostiene il lavoratore fino al perfezionamento del requisito d’età per la pensione di vecchiaia (dal 2018 pari a 66 anni e 7 mesi per tutti, dal 2019 pari a 67 anni), sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi. Ciò significa che, considerato l’aumento a 67 anni dell’età pensionabile dal 2019, l’Ape potrà essere richiesto solo a partire da 63 anni e 5 mesi di età.

Per chiedere l’Ape volontario si devono possedere almeno 20 anni di contributi, più ulteriori requisiti legati all’importo della pensione: in particolare, la futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento dell’Ape, non può risultare inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo (cioè a 702,65 euro al mese, 710,38 euro dal 2018).

L’assegno corrisponde a una percentuale della futura pensione,  dal 90% al 75%: la restituzione del prestito pesa sulle rate della futura pensione mediamente tra il 4,2% e il 4,6% per ogni anno di anticipo, a seconda della percentuale della pensione richiesta.

A causa dell’incidenza del prestito sulla futura pensione, per accedere all’Ape volontario sono richiesti specifici requisiti legati ad eventuali prestiti pregressi del pensionato. Nel dettaglio, l’Ape volontario non può essere concesso se il rateo relativo al prestito, da solo o assieme ad altri debiti pregressi, supera il 30% della pensione.

Inoltre, l’Ape volontario è precluso per i protestati, per chi ha debiti scaduti o sconfinanti, per chi ha pignoramenti in corso o procedure di sovraindebitamento e a chi risulta nei cosiddetti registri dei cattivi pagatori.

Come funziona l’Ape sociale e chi ne ha diritto

L’Ape sociale, come l’Ape volontario, è un assegno mensile, a carico dello Stato, che può essere richiesto a partire dai 63 anni di età e che sostiene il lavoratore fino al perfezionamento del requisito d’età per la pensione di vecchiaia (dal 2018 pari a 66 anni e 7 mesi per tutti, dal 2019 pari a 67 anni), sino a un massimo di 3 anni e 7 mesi. Ciò significa che, considerato l’aumento a 67 anni dell’età pensionabile dal 2019, l’Ape sociale potrà essere richiesto solo a partire da 63 anni e 5 mesi di età.

L’assegno è uguale alla futura pensione, ma non può superare 1.500 euro mensili.

Possono accedere all’Ape sociale, nello specifico, i lavoratori che, al momento della domanda, abbiano già compiuto 63 anni di età e che siano, o siano stati, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago, che comprende gli iscritti al fondo pensione lavoratori dipendenti e alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi), alle forme sostitutive ed esclusive della stessa, o alla gestione Separata Inps, purché cessino l’attività lavorativa e non siano già titolari di pensione diretta.

I beneficiari dell’Ape sociale devono possedere almeno 30 anni di contributi (contando tutti i periodi non coincidenti maturati presso le gestioni Inps) se appartengono a una delle seguenti categorie:

  • lavoratori che risultano disoccupati a seguito di licenziamento, anche collettivo, o di dimissioni per giusta causa, o per effetto di risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria; perché gli appartenenti a questa categoria possano beneficiare dell’Ape sociale, è necessario che abbiano terminato da almeno tre mesi di percepire la prestazione di disoccupazione e che non si siano rioccupati (il trattamento non spetta, dunque, a chi non ha percepito la Naspi o un sussidio analogo);
  • lavoratori che assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, ai sensi della Legge 104;
  • lavoratori che possiedono un’invalidità uguale o superiore al 74%.

Sono invece necessari 36 anni di contributi per un’ulteriore categoria beneficiaria dell’Ape sociale, gli addetti ai lavori faticosi e rischiosi: si tratta di coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente rischiosa o pesante, che deve far parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Ape sociale, novità 2018

Nel 2018 cambiano i requisiti richiesti ai lavoratori per ottenere l’Ape sociale.

In particolare, potranno accedere alla misura anche i lavoratori disoccupati:

  • il cui rapporto di lavoro è cessato a seguito di un contratto a termine, se hanno alle spalle almeno 18 mesi di contratti negli ultimi 3 anni (questo requisito potrebbe essere alleggerito);
  • che non hanno percepito la Naspi;
  • che sono stati rioccupati con un contratto di lavoro subordinato, con i voucher o col contratto di prestazione occasionale o il libretto famiglia per non più di 6 mesi complessivamente [1].

L’Ape social è stato poi ampliato, nella legge di Bilancio 2018, a 4 nuove categorie di addetti ai lavori gravosi:

  • pescatori;
  • lavoratori marittimi;
  • operai agricoli;
  • operai degli impianti siderurgici.

Con un recente messaggio [2], l’Inps ha poi chiarito che, nel requisito contributivo utile all’Ape sociale, pari come abbiamo visto a 30 o 36 anni, potranno essere inclusi i contributi per il lavoro all’estero in Paesi europei o convenzionati con l’Italia, purché il lavoratore ne chieda la totalizzazione.

Per quanto riguarda le donne, è stata introdotta un’agevolazione per l’accesso all’Ape social. Si tratta della cosiddetta Ape rosa, o Ape donne: la misura consiste nella possibilità di accedere all’Ape sociale, per le donne con figli, con uno sconto di 1 anno di contributi per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni.

Ultima novità della legge di Bilancio 2018 è l’estensione dell’Ape sociale a coloro che maturano i requisiti richiesti per l’anticipo pensionistico a carico dello Stato entro il 31 dicembre 2019.

note

[1] Inps Mess. 4195/2017.

[2] Inps Mess. 4170/2017.

[3] Mlps nota 11/09/2017.


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5 Commenti

  1. Salve,
    ma come è possibile andare in pensione a 63 anni e 5 mesi, allora questo significa che chi è del 55 ed il prossimo anno compie 63 non potrà andare in pensione, visto e considerato che il termine utile per presentare domanda è 31 marzo 2018, questa è una bella truffa.

  2. IO SOFFRO DEL MORBO DI PARKINSON HO FATTO LA DOMANDA E HO FATTO LA VISITA MI ANNO SUBITO RICONOSCIUTA LA SOSTA PERCHE NON RIESCO A CAMMINARE ASPETTO L ESITO DELLA COMMISSIONE SANITARIA SE MI DANNO IL SETTANTA 75 PER CENTO MIA MOGLIE PUO CHIEDERE L ,ANTICIPO ALLA PENSIONE PERCHE MI DEVE ASSISTERE GRAZIE

  3. Se non tolgono lo scalino della quota Inail le Rsa pur essendo lavoro gravoso eccome se lo è non ci andranno fino alla vecchiaia …….

  4. Chiedo un’ informazione in merito alla liquidazione degli arretrati che l ‘ INPS dovrà pagare sull’ ape social : se si hanno debiti con l’ agenzia delle entrate o con l’ INPS stesso ci sara’ il pignoramento di tutto l’ importo e proseguira’ per tutto il periodo spettante? Grazie. Serafino.

  5. Buongiorno,
    Ho presentato la domanda per APE SOCIAL il 22 Giugno 2017, sono trascorsi 8 mesi e nessuna risposta da parte
    dell’INPS, eppure dovevano rispondere entro il 15 Ottobre 2017. Ho fatto già 2 solleciti, mi sono recato 3 volte agli sportelli INPS . . . nessuno sa darmi una risposta . . .
    Che fine ha fatto la mia domanda ???
    Entrando con il mio PIN nel sito INPS si legge:
    ” Domanda IN ELABORAZIONE ”
    Ho Un Padre di 92 Anni, Legge 104 articolo 3 Comma 3
    Ho una Mamma di 90 Anni, Legge 104 Articolo 3, Comma 3, ho tutti i requisiti per avere questo beneficio
    Come mai non viene riconosciuto ???
    Grazie e spero tanto che la legge sia uguale per tutti !! Diego

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