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Terreno demaniale soggetto a uso civico e richiesta di pagamento

17 dicembre 2017


Terreno demaniale soggetto a uso civico e richiesta di pagamento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 dicembre 2017



Sono proprietario di una villetta. Il Comune mi ha inviato un sollecito di pagamento relativamente ad un relitto di terreno demaniale, soggetto ad uso civico, su cui ho installato venti anni fa un forno con annessa panchina. In passato il Tar non mi ha riconosciuto proprietario del terreno. Non so se contestare la lettera dove si indica la somma da pagare senza indicare i criteri di calcolo oppure esibire le quietanze di pagamento (di cui sono in possesso).

 Nel rispondere al quesito, si evidenzia quanto segue:

  1. da ciò che emerge dalle informazioni fornite dal lettore, relativamente al relitto di terreno gravato da uso civico questi non può vantare un titolo perché sia considerato legittimo il relativo possesso: esiste infatti una sentenza del Tar (ora certamente divenuta definitiva per non essere stata impugnata nei termini) che accerta la natura demaniale del relitto, né risultano essere state intraprese le procedure di legge per la legittimazione e successiva affrancazione del fondo;
  2. la lettera inviata al lettore dall’avvocatura comunale evidentemente presuppone questa situazione, ma, al contempo, definisce l’entità dell’importo richiestogli a titolo di canone come stabilita in via meramente transattiva (e, quindi, di fatto contestabile nel suo ammontare ove i criteri utilizzati per la sua determinazione risultassero essere errati o basati su parametri non confacenti alla tipologia del terreno).

Tanto premesso, il suggerimento è quello di rispondere alla suddetta raccomandata a.r.:

– esibendo le ricevute dei pagamenti eseguiti onde evitare l’aggravio dei costi a carico del lettore derivanti dall’avvio delle procedure giudiziarie minacciate (indipendentemente dal fatto che poi, all’esito del giudizio, tali spese possano essere pure poste a carico del Comune ove il lettore risultasse vincitore)

– e sottolineando in ogni caso che la Pubblica amministrazione, come il cittadino, ha il dovere di provvedere alla conservazione dei documenti e di evitare di gravare il cittadino di oneri evitabili semplicemente con l’ordinaria diligenza (cioè con la semplice conservazione dei dati attestanti i pagamenti eseguiti).

Al contempo, poi, nella medesima raccomandata di riscontro, il lettore ha il diritto di richiedere di poter accedere alla perizia redatta per la quantificazione del canone, evidenziando il suo diritto ed interesse a conoscere le modalità ed i criteri attraverso cui si sia pervenuti alla quantificazione suddetta (onde poterla anche, eventualmente, contestare) e la carenza di trasparenza nel non essere stato determinato tale canone nel contraddittorio tra le parti (evitando così in radice la possibilità di contestazione) e, in ogni caso, nel non essere stata tale perizia già allegata alla raccomandata con cui gli è stato chiesto il pagamento dell’importo da detta perizia quantificato.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Angelo Forte


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