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Ricorso contro l’assoluzione con rito abbreviato

17 dicembre 2017


Ricorso contro l’assoluzione con rito abbreviato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 dicembre 2017



Ho denunciato per stalking e falso ideologico un vigile urbano e, nonostante i trenta testimoni a mio favore, è rimasto in piedi solo il falso ideologico. In primo grado è stato condannato a due anni più risarcimento della parte civile. In secondo grado è stato, invece, assolto perché il fatto non costituisce reato. C’è un modo per fare ricorso in cassazione? Il PM non vuole fare ricorso dal momento che è una sentenza derivata da rito abbreviato.

La legge (proprio l’art. 576 cpp) consente di presentare ricorso per cassazione avverso la sentenza di assoluzione emessa nei confronti del vigile urbano, purché ai soli effetti civili (cioè per ottenere il risarcimento del danno).

Rispetto a tale circostanza è bene, però, segnalare che:

– con la riforma del processo penale il lettore non può sottoscrivere il ricorso per cassazione che deve essere redatto e sottoscritto da un avvocato iscritto all’albo speciale degli avvocati cassazionisti;

– che la Corte di cassazione (che il lettore compulserebbe con il ricorso) può valutare solo profili di legittimità della sentenza di secondo grado. Ciò significa che, anche se il Procuratore Generale presentasse ricorso per cassazione, i giudici non potrebbero entrare nel merito della questione stabilendo se il lettore ha ragione o a torto, ma potrebbero solo verificare se la sentenza è motivata correttamente e se è stata emessa in violazione di legge. Con il ricorso presentato dal lettore (parte civile) i giudici potranno valutare solo l’aspetto relativo al risarcimento del danno.

Qualora questi dovesse decidere di presentare il ricorso per cassazione, ha tempo fino a 90 gg dalla data di emissione della sentenza + 45 gg.

Il consiglio che si offre, però, al lettore è di valutare con attenzione l’opportunità di presentare il ricorso in quanto, nel caso in cui la cassazione dovesse dichiararlo inammissibile, sarebbe condannato al pagamento di € 2000,00 in favore della cassa delle ammende. Ciò che questi può fare è di scrivere una richiesta indirizzata al Procuratore Generale con la quale lo invita a presentare ricorso per cassazione, esponendo i motivi. Quasi come se chiedesse al Procuratore Generale di sposarne le ragioni e sottoscriverlo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Sabina Coppola

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