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Riforma della contumacia in appello: quando vale?

17 dicembre 2017


Riforma della contumacia in appello: quando vale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 dicembre 2017



Con riguardo alla riforma della disciplina della contumacia ex legge 67 del 2014, per ciò che riguarda il grado d’appello, le sentenze in camera di consiglio, dove sovente nel verbale d’udienza si legge che l’imputato è “non comparso” o “assente” si applica la nuova disciplina ex legge 67 del 2014 oppure, vale sempre il vecchio istituto della contumacia e quindi all’imputato non presente (contumace) va in ogni caso notificato l’estratto contumaciale? In altre parole, nel secondo grado, la riforma della contumacia vale solo per le sedute dibattimentali o anche in camera di consiglio?

La questione non ha trovato ancora una pacifica interpretazione.

A seguito della L. 67/2014 semplicemente non esiste più la contumacia dell’imputato e, quindi, non esiste più l’estratto contumaciale. Nel caso di procedimenti in camera di consiglio, (in grado di appello solo il cd. giudizio abbreviato) però, esistono delle previsioni “speciali” che imporrebbero, stante anche il «principio di specialità», la notifica del cosiddetto «avviso di deposito della sentenza», dal quale decorrerebbero i termini per proporre eventualmente il ricorso per cassazione.

La disposizione dell’art. 442 co. 3 cod.proc.pen. prevede, infatti, che la sentenza, emessa dal giudice, in sede di giudizio abbreviato, venga notificata all’imputato che, durante il procedimento penale a proprio carico, “non sia comparso”.

È bene precisare che, come specificato in diverse occasioni dalla giurisprudenza della Cassazione, l’inciso “non comparso” debba essere inteso nel senso di imputato “assente per tutto lo svolgimento del procedimento”.

La maggior parte delle cancellerie giudiziarie penali, pur se la questione non può dirsi definitivamente chiarita, sta procedendo nel senso di notificare all’imputato “non comparso” (nel senso poco sopra chiarito) l’avviso del deposito della sentenza essendo questo, anche a parere dello scrivente, la soluzione giuridicamente più corretta e rispettosa dei fondamentali diritti difensivi dell’imputato.

Volendo, perciò, concludere, è opinione di chi scrive che, nel caso di sentenza emessa a seguito di giudizio abbreviato, l’imputato assente per tutta la durata del procedimento (non deve mai essere comparso) ha diritto alla notificazione dell’avviso del deposito della sentenza emessa in camera di consiglio.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Antonio Ciotola

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