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Lo sai che? Posto prenotato in treno: che rischio se ne occupo un altro?

Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 dicembre 2017

Trenitalia: incorre in una denuncia chi si sposta dal nostro posto prenotato?

La legge prevede che chiunque vi abbia interesse può sporgere formale denuncia e/o querela.

Come si legge nell’articolo pubblicato sul sito di ‘La Legge per Tutti’ vi sono alcuni reati per i quali è necessario redigere una querela (con espressa richiesta di punizione del colpevole) ed altri per i quali sono sufficienti anche una denuncia o un esposto affinché il pubblico ministero svolga le sue indagini.

Nel caso che il lettore sottopone alla nostra attenzione, la sua fidanzata:

– ha certamente subito un disservizio;

– ma ha comunque viaggiato sul treno che aveva scelto ed ha viaggiato seduta.

Ciò significa che Trenitalia ha rispettato il contratto tacitamente sottoscritto con la sua fidanzata all’atto della vendita del biglietto (erogazione del biglietto in cambio del prezzo pagato), tranne che per quanto concerne il posto a sedere.

Tale omissione non è penalmente rilevante ma consente alla fidanzata del lettore di esercitare un’azione civile per il risarcimento dei danni. È bene spiegare qual è la differenza.

  1. L’omissione non è penalmente rilevante perché non è possibile sostenere che Trenitalia abbia realizzato una truffa in quanto mancano tutti gli elementi costitutivi del reato (gli artifici ed i raggiri ed il profitto ingiusto per la società a danno della fidanzata del lettore), né la condotta descritta sembra idonea a configurare altro reato idoneo a giustificare una querela.

In ogni caso, nulla vieta che il lettore presenti una denuncia ai carabinieri (o alla procura della Repubblica) in cui narra quanto accaduto e chiede che l’Autorità Giudiziaria valuti se in tale condotta ravvisa qualche reato.

Deve concludere la sua narrazione così: “Alla luce di quanto sopra esposto chiedo che l’autorità giudiziaria adita voglia valutare se, nella condotta posta in essere da Trenitalia (e dal capotreno di turno sul treno n……. diretto a ….. del ….alle ore ……) si rilevi qualche fattispecie delittuosa; in tal caso sin d’ora si chiede la punizione del colpevole per i reati commessi e ci si riserva la costituzione di parte civile in giudizio”.

A parere dello scrivente, non si ritiene che tutto ciò possa servire a far sorgere un procedimento penale a carico di Trenitalia ma, se il lettore vuole tentare, questo è il modo giusto.

  1. Civilisticamente (cioè in tema di risarcibilità del danno) la fidanzata del lettore ha qualche possibilità che può far valere:

– presentando un reclamo, oltre che a Trenitalia, anche alle associazioni dei consumatori (per esempio ADUC) ed all’autorità di regolazione trasporti, nel quale il lettore chiede il risarcimento del danno arrecato alla sua fidanzata dalla variazione di posto;

– o promuovendo un’azione legale (davanti al giudice civile) contro Trenitalia per il risarcimento.

Anche in questo caso, però, è indispensabile specificare la natura del danno subito. Non basta, infatti, che vi sia stato un semplice disservizio (che può essere giustificabile) ma che tale disservizio abbia determinato ansia o fastidio alla sua fidanzata per l’intero viaggio (ad esempio, aveva scelto un posto accanto al finestrino perché soffre di claustrofobia ed è stata costretta a sedere in un posto lato corridoio molto affollato e non ha fatto che piangere per tutto il tempo).

È pertanto consigliabile più un contatto diretto con Trenitalia (con lettera raccomandata di messa in mora o reclamo) piuttosto che l’azione civile. Questo in quanto la procedura civilistica:

– ha dei costi;

– prevede la condanna al pagamento delle spese del processo a carico di chi abbia proposto l’azione civile qualora il giudice la ritenga infondata.

Sarebbe opportuno che la lettera (di messa in mora) fosse inviata da un legale, lo stesso che poi provvederebbe ad iniziare l’eventuale procedimento civile per il risarcimento.

Si tenga presente che la somma che il lettore potrebbe ricevere è veramente esigua (difficile da quantificare), per cui è da valutare bene se ne valga la pena.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Sabina Coppola


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