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Bonifico ad un parente: come farsi restituire il prestito

14 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 dicembre 2017



Una guida contenente le informazioni essenziali per capire come ottenere la restituzione di una somma di denaro bonificata ad un parente                           

Se ci si chiede come farsi restituire il prestito bonificato ad un parente, la risposta è che occorre sempre, per prudenza, inviargli una raccomandata con avviso di ricevimento chiedendo il rimborso per la data convenuta e poi, in mancanza di restituzione della somma, avviare un’azione legale.

Che cos’è per la legge il prestito di denaro?

Nel momento in cui si presta con un bonifico una somma di denaro ad un parente o ad una qualsiasi altra persona, in realtà si conclude quello che la legge [1] definisce un contratto di mutuo.

Naturalmente si può parlare di mutuo a condizione che tra chi presta la somma e chi la riceve ci fu l’accordo (anche verbale) che la somma deve essere restituita (altrimenti se l’accordo sulla restituzione della somma non ci fu, allora non si tratterebbe di mutuo ma di donazione, cioè di un regalo).

Non è essenziale che sia fissata la data della restituzione: per la legge, cioè, si tratta sempre di mutuo anche quando per il prestito non è stata stabilita tra chi presta e chi riceve una data precisa per la restituzione.

Il prestito di denaro per la legge è un contratto di mutuo

Cosa accade se non è stato stabilito un termine per la restituzione del prestito?

Se non fu stabilito un termine preciso per la restituzione della somma data in prestito con bonifico, oppure se l’accordo fu che la somma sarebbe stata restituita quando il parente sarebbe stato in grado di restituirla, in tutte e due questi casi per stabilire il termine per ottenere la restituzione del prestito occorre rivolgersi al giudice [2].

Occorrerà, cioè, in questi casi iniziare un procedimento davanti all’autorità giudiziaria nel quale il giudice, tenuto conto di ogni circostanza utile, determinerà egli stesso la data entro la quale la somma prestata dovrà essere restituita.

Una volta poi che sia stata ottenuta dal giudice la fissazione di un termine per la restituzione della somma bonificata, si dovrà poi inviare al parente destinatario del bonifico una richiesta scritta di restituzione della somma e, in mancanza di restituzione, iniziare un altro procedimento davanti all’autorità giudiziaria per ottenere la condanna del parente inadempiente alla restituzione della somma (ed al pagamento delle spese legali).

Se non fu fissato dalle parti un termine per la restituzione della somma, il termine lo fissa il giudice

Il prestito produce automaticamente interessi?

Se nel momento in cui la somma fu bonificata non fu stabilito tra le parti che il prestito doveva considerarsi gratuito, allora il parente (salvo diverso accordo scritto) è tenuto a corrispondere gli interessi al tasso legale [3] che:

  • dal 1° gennaio 2017 è pari allo 0,1% annuo,
  • mentre dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 è stato pari allo 0,2%,
  • dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 è stato pari allo 0,5%,
  • dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2014 è stato pari all’1% annuo,
  • dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2013 era pari al 2,5% annuo,
  • dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2011 era pari all’1,5%,
  • dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2010 era pari all’1%,
  • dal 1°gennaio 2008 al 31 dicembre 2009 era pari al 3% annuo,
  • dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2007 era pari al 2,5%.

Naturalmente è possibile prevedere un tasso di interessi più elevato di quello legale a condizione che l’accordo sul tasso risulti da atto scritto e che non superi i limiti del tasso d’usura.

Ripetiamo quindi che:

  • se le parti non mettono per iscritto nulla, allora sono automaticamente dovuti gli interessi al tasso legale;
  • il prestito non produce invece alcun interesse (cioè è gratuito) solo se le parti si accordano in modo esplicito per la gratuità;
  • infine, per pretendere interessi a tassi superiori a quelli legali è necessario un accordo scritto con l’indicazione precisa del tasso praticato (sempre entro i tassi di usura).

Il prestito produce interessi al tasso legale

Dopo quanto tempo si prescrive il diritto ad ottenere la restituzione del prestito bonificato?

Il diritto di ottenere la restituzione della somma prestata si prescrive in dieci anni che partono dal giorno in cui le somme sono state prestate (questo vale sia nel caso di prestito in cui non è stato previsto dalle parti il termine per la restituzione, sia nel caso di prestito in cui le parti non hanno previsto nemmeno la restituzione a rate).

Ciò significa che:

  • nel caso in cui non fosse stata fissata tra le parti la data della restituzione, per ottenere indietro la somma ed evitare la prescrizione si dovrà richiedere al giudice che sia lui a stabilire la data della restituzione (con la procedura stabilita dalla legge [4]) e questa procedura dovrà essere avviata entro e non oltre dieci anni dal momento in cui la somma fu prestata, altrimenti il diritto a recuperare la somma sarà prescritto;
  • nel caso in cui, invece, le parti fissarono un termine per la restituzione della somma, è chiaro che occorrerà avviare la procedura per il recupero (lettera raccomandata a.r. ed eventualmente azione legale in giudizio) entro il termine di dieci anni dal momento in cui la somma fu prestata;
  • nel caso in cui le parti si accordarono sulla restituzione a rate del prestito, la prescrizione di dieci anni del diritto ad ottenere la restituzione dell’importo comincia a decorrere dalla data fissata per il pagamento dell’ultima rata [5].

Occorre precisare che l’eventuale azione legale in giudizio per ottenere la restituzione della somma bonificata dovrà essere preceduta da un tentativo obbligatorio di definizione bonaria chiamato “negoziazione assistita” con assistenza di un legale.

Il diritto ad ottenere la restituzione del prestito si prescrive in dieci anni

Quali prove occorre fornire nella causa avviata per ottenere la restituzione del prestito?

Ovviamente, per poter agire in giudizio (nel caso in cui non ci sarà stata la restituzione spontanea del prestito), si dovrà attentamente valutare di quali prove si dispone poiché toccherà a chi chiede il rimborso dimostrare al giudice:

  • di aver prestato quella somma;
  • quando l’ha prestata;
  • a chi l’ha prestata;
  • eventualmente l’accordo sugli interessi superiori al tasso legale.

In presenza di queste prove (più semplici da fornire se vi sono le tracce dei bonifici), il giudizio avviato non potrà che avere esito positivo.

Nel giudizio per ottenere la restituzione del prestito bisogna provare l’esistenza del prestito


note

[1] Art. 1813 cod. civ.

[2] Art. 1817 cod. civ.

[3] Art. 1815 cod. civ.

[4] Art. 1817 cod civ.

[5] Cass. civ., sent. n. 17798 del 30/08/2011.


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