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Famiglie senza lavoro: ma le donne sono le più attive

21 marzo 2017


Famiglie senza lavoro: ma le donne sono le più attive

> Business Pubblicato il 21 marzo 2017



Ecco i dati delle famiglie senza lavoro: ecco in quante lavora invece solo la donna, i risultati inaspettati dell’Istat. 

Donne attive sul mercato del lavoro, più degli uomini. Nel nostro Paese è una tendenza che ciclicamente ritorna nella storia, con una società che in varie epoche si è contraddistinta come matriarcale e che sembra ora invertire ulteriormente la tendenza presa negli ultimi decenni.

I dati Istat: pochi cambiamenti dall’anno scorso

Pochi o nulli i cambiamenti dallo scorso anno per quanto riguarda i redditi familiari: continua ad essere molto alto il numero di famiglie senza un reddito da lavoro, con cifre pari a 1 milione e 85mila famiglie prive di reddito. Bilanciato con gli altri dati emersi negli scorsi mesi e di cui vi abbiamo accennato, appare sempre più chiara la disillusione degli italiani nel trovare lavoro. Sebbene si sia registrato in passato una crescita degli occupati, questa è dovuta principalmente all’aumento degli inattivi, degli scoraggiati che hanno perso le speranze di trovare posti di lavoro.

Attive le donne: mantengono le nostre famiglie

L’altro dato emerso dai dati rilasciati dall’Inps se da un lato preoccupa dall’altro rassicura.

Alle famiglie prive di reddito, infatti, vanno aggiunte altre 970mila famiglie con coniugi tra 26 e 64 anni in cui ad esser occupato è una sola persona. La notizia positiva è che dei due lavora la donna, che lavora a tempo pieno o part time, con uomini più scoraggiati che mai.

Un’inversione di tendenza che fa piacere, specie se incrociata con i dati rilasciati negli scorsi mesi (proprio in prossimità della festa della donna) sull’imprenditorialità femminile, ed attestanti la nascita solo nel 2016 di più di 10mila imprese a conduzione femminile: la caparbietà delle donne ha successo in imprenditoria e porta una continua e costante crescita su attività di ogni tipo: aziende agricole, ristoranti, moda, made in Italy, con un’incidenza particolarmente forte nelle attività di servizi, con circa 120mila imprese femminili a rappresentare più del 50% del settore.

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