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Licenziamento piccole aziende: quando spetta la reintegra sul posto


Licenziamento piccole aziende: quando spetta la reintegra sul posto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 dicembre 2017



Anche dopo il Job Act e l’abrogazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, se il licenziamento avviene per motivi diversi dalla contestazione scatta la reintegra.

Con la modifica introdotta dal Job Act e l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, si è capovolta la regola che voleva, in caso di licenziamento illegittimo, la reintegra del dipendente. Oggi, tutt’al più, se all’esito dell’impugnazione il giudice dovesse ritenere il licenziamento nullo, il dipendente avrebbe diritto nella gran parte dei casi al solo risarcimento del danno. Ma non sempre. Ci sono ancora dei margini per sperare di riottenere il posto. Si ha ancora diritto alla reintegra in caso di licenziamento discriminatorio o per condotte che, in realtà, il dipendente non ha commesso. E ciò a prescindere dalle dimensioni dell’azienda (se cioè con meno o più di 15 dipendenti). Una recente sentenza del Tribunale di Busto Arsizio [1] ha definito un ulteriore caso in cui spetta la reintegra sul posto in caso di licenziamento presso piccole aziende: quando il datore cambia, nel corso del procedimento disciplinare, i termini della contestazione e, quindi, sebbene contesta prima al dipendente un determinato fatto, poi decide di licenziarlo per un altro. Per comprendere meglio di cosa stiamo parlando vediamo due esempi:

Sei impiegato da diversi anni in una piccola azienda con poco meno di 15 dipendenti. Un giorno ti arriva una lettera di contestazione del datore di lavoro con cui vieni accusato di aver abbandonato il posto nel corso di una mattinata. Provi a difenderti sostenendo di non esserti mai allontanato dal lavoro ma di essere stato impegnato a soccorrere un cliente che si era sentito male. Ciò nonostante non vieni creduto. Così ti arriva la lettera di licenziamento che prontamente contesti. Nel corso della causa in tribunale, riesci a portare la testimonianza del cliente il quale conferma la tua versione. Insomma, non c’è mai stato abbandono del posto di lavoro.

Questo è uno dei casi in cui ti spetta la reintegra.

Leggi anche Licenziamento illegittimo: spetta la reintegra o il risarcimento?

La seconda ipotesi è quella rappresentata dalla sentenza in commento. Immaginiamo che il datore di lavoro ti contesti un comportamento negligente avuto in un preciso giorno e, a fronte di ciò, avvii il procedimento disciplinare. All’esito delle tue difese, l’imprenditore si accorge che, tutto sommato, le tue difese sono credibili; ma volendoti ormai mandare a casa, ti invia una lettera di licenziamento contestandoti, più in generale, un comportamento rivolto all’insubordinazione e alla litigiosità.

Anche in questo caso ti spetta la reintegra sul posto e non il semplice risarcimento.

Un ultimo caso in cui spetta sempre la reintegra è quando il licenziamento avviene per motivi discriminatori, ossia per motivi attinenti al sesso, alla razza, alla religione, alle idee politiche o sindacali, allo stato di eventuale gravidanza.

note

[1] Trib. Busto Arsizio, sent. n. 479/17 del 14.12.2017.

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