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Sequestro di armi e divieto di detenzione

20 dicembre 2017


Sequestro di armi e divieto di detenzione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 dicembre 2017



Sei mesi fa, a seguito di un controllo di routine, i carabinieri mi sequestrarono tre armi da fuoco (regolarmente denunciate e detenute). La prefettura dispose poi il divieto della detenzione, giudicandomi “inaffidabile”, perché ritenne superficiali le modalità di custodia: in armadi e cassetti, senza sistema di chiusura (art 20, 20 bis 20 ter, legge 110). Non mi è stato notificato alcun provvedimento di convalida del sequestro.  Sono incensurato e conduco vita regolare. Vorrei far ricorso al Ministero degli interni. Nel frattempo dovrò provvedere alla cessione delle armi a terzi non conviventi che ne posseggano i requisiti. È stato tutto condotto in maniera legale? Vi è un modo per recuperare quanto sequestrato?

Prima di affrontare nel merito il quesito, è bene chiarire che a seguito dell’intervento di sei mesi fa dei Carabinieri, è stato avviato nei confronti del lettore un vero e proprio procedimento penale, nel quale gli si contestano i reati di cui agli artt. 20 e 20-bis l. n. 110/1975.

Pertanto, quest’ultimo è interessato da due distinti, benché connessi, procedimenti: uno penale, nell’ambito del quale è stato disposto il sequestro, l’altro amministrativo, nell’ambito del quale è stato disposto il divieto di detenzione di armi.

Indubbiamente il sequestro di cui all’art. 354 c.p.p. necessita di convalida da parte del Pubblico ministero entro il termine perentorio di 48 ore dalla trasmissione del verbale da parte dei Carabinieri, che deve avvenire anch’essa entro 48 ore dal sequestro.

La convalida deve essere necessariamente e immediatamente notificata all’interessato, ma ai fini della validità del sequestro ciò che conta è la tempestività della convalida, non anche della notifica. In altre parole: il sequestro non decade se il magistrato lo ha comunque convalidato entro i termini di legge, ma non ha notificato la convalida all’interessato.

La mancata notifica, però, consentirebbe al lettore di rientrare nei termini per impugnare il sequestro con richiesta di riesame, ciò che è possibile soltanto entro 10 giorni dalla notifica del decreto di convalida.

Per capire quale sia la strada migliore per la difesa del lettore, occorrerà verificare nel fascicolo delle indagini preliminari se è stato o meno depositato il decreto di convalida e la data del deposito.

Acquisite queste informazioni si potrà individuare la strada più utile: se la richiesta di riesame al tribunale, ovvero una semplice richiesta di restituzione motivata al pubblico ministero.

Indubbiamente la richiesta di riesame ha maggiori possibilità di successo.

Il quesito in esame attiene al solo procedimento penale, pertanto di quello si è trattato finora.

Per quel che riguarda il procedimento amministrativo si può solo accennare che difficilmente si potrà ottenere un esito positivo e risolutivo in pendenza del connesso procedimento penale; allo stesso tempo nessun magistrato acconsentirebbe alla restituzione delle armi se il Prefetto ha ordinato nei confronti del lettore il divieto di detenzione delle armi. Si potrebbe quindi tentare, con possibilità di successo non preventivabili, di chiedere e ottenere dal Ministero dell’Interno una sospensione del provvedimento in attesa dell’esito del procedimento penale, eventualmente chiedendo che ciò avvenga subordinatamente alla prova di avere provveduto a organizzare in condizioni di maggior sicurezza la custodia delle armi.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Andrea Iurato


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