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Lo sai che? Conto corrente cointestato: cosa fare se muore un cointestatario

Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2017

Qualche mese fa è venuto a mancare mio padre. Io e lui avevamo un conto corrente cointestato a firma disgiunta, su cui veniva accreditata solo la pensione di mio padre e veniva addebitato un rid di un finanziamento a lui intestato. Alla sua morte ho subito comunicato alla banca il suo decesso e il conto è stato bloccato ed io ho restituito le carte di debito e credito a me intestate. Dal momento che detto conto è in rosso, devo coprire io la somma totale? Tra due mesi farò la rinuncia di successione.

Purtroppo come si evince dal quesito, il momento maggiormente critico della cointestazione di un conto corrente è senza dubbio rappresentato dalla morte di uno dei cointestatari.

In via generale in caso di conti correnti cointestati si presume che la metà appartenga al de cuius e la restante metà al cointestatario.

Quindi, in caso di conto in attivo, quota che cade in successione è pari alla metà del saldo al momento della morte.

Tanto premesso va detto che il debito nei confronti della banca costituisce, invece, una passività.

Nel caso specifico, pertanto, il lettore sarà obbligato al pagamento di questa passività per due ordini di motivi:

1) in quanto cointestatario del conto;

2) in quanto erede dell’altro cointestatario.

Tuttavia, se la seconda fonte di obbligazione può essere superata mediante la rinuncia all’eredità, la prima non può essere eliminata. Infatti, l’art. 1854 c.c. stabilisce che nel caso in cui il conto corrente sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni, attive e passive, anche disgiuntamente, i cointestatari sono considerati creditori o debitori in solido del saldo del conto.

In sostanza la cointestazione del conto ha l’effetto di porre ciascun intestatario, nei confronti della banca, nella posizione di creditore o debitore in solido del saldo del conto corrente.

In caso di conto corrente cointestato, dunque, opera il regime della solidarietà sia passiva che attiva.

Ciò vuol dire che l’operazione posta in essere da uno solo degli intestatari vincola anche gli altri.

Tale principio opera in quanto in un conto cointestato, ogni atto di disposizione del singolo si presume effettuato con il consenso degli altri intestatari.

Infatti, così come il contitolare ha diritto di chiedere, anche dopo la morte dell’altro, l’adempimento dell’intero saldo del conto, allo stesso modo la banca può chiedere per intero il pagamento delle passività. Ne deriva che ogni contitolare è solidalmente responsabile nei confronti della banca per il saldo passivo del conto corrente.

Alla luce di quanto esposto e sulla scorta di quanto riferito nel quesito, ne consegue che il lettore in quanto unico cointestatario superstite del conto corrente sarà chiamato al pagamento della passività anche qualora dovesse procedere a rinunciare all’eredità, atteso che la sua obbligazione nei confronti della banca non ha solo natura successoria ma è personale.

Detto ciò, deve precisarsi altresì che – estinto per intero il debito nei confronti dell’Istituto – il lettore potrà eventualmente esigere il 50% di quanto pagato da altri eredi che abbiano accettato l’eredità o che provvederanno a farlo.

Articolo tratto dalla consulenza dell’avv. Chiara Samperisi


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