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Promessa di mutuo

23 dicembre 2017


Promessa di mutuo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 dicembre 2017



Io e mia moglie vorremmo dividere una somma cospicua di denaro tra i nostri figli a titolo di prestito. Lo vorremmo fare con un contratto preliminare con cui ci obblighiamo a farlo non appena avremo le somme. Come dobbiamo procedere nel rispetto della legge?

Dal punto di vista giuridico ciò che il lettore e sua moglie hanno intenzione di realizzare viene definito promessa di mutuo.

Il mutuo, infatti, è il contratto con il quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di danaro (o di altre cose fungibili) e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie (cioè, nel caso specifico, danaro).

La promessa di mutuo (disciplinata dall’articolo 1822 del codice civile) è invece l’obbligo a consegnare una determinata quantità di danaro che una parte si assume nei confronti di un’altra.

Nessuna norma impone la forma scritta per il contratto di mutuo o per la promessa di mutuo, ma è di gran lunga preferibile mettere per iscritto le condizioni dell’accordo onde evitare spiacevoli, ma sempre possibili, inconvenienti.

In particolare, si suggerisce nella scrittura privata di specificare nel dettaglio:

1) le modalità ed i termini dei versamenti con l’indicazione delle coordinate bancarie dei conti correnti dei mutuanti (il lettore e sua moglie) e dei mutuatari (i loro figli);

2) il termine per la restituzione delle somme oggetto del mutuo oppure le modalità della restituzione delle somme prestate (sempre, comunque, indicando il momento a partire dal quale la restituzione dovrà avere inizio;

3) se ed in quale misura i loro figli dovranno corrispondere gli interessi sulle somme corrisposte (la legge, cioè l’articolo 1815 del codice civile, stabilisce che se nulla viene stabilito al riguardo il mutuo si intende concesso a titolo oneroso cioè produttivo di interessi nella misura del tasso legale fissato dall’articolo 1284 del codice civile).

Si precisa, poi, che la legge stabilisce che chi ha promesso di dare il mutuo può rifiutare l’adempimento della propria obbligazione (cioè si può rifiutare di versare le somme che si era obbligato a versare) se le condizioni patrimoniali dell’altro contraente sono divenute tali da rendere notevolmente difficile la restituzione, e non gli sono offerte idonee garanzie.

Sarà, perciò, opportuno inserire nella scrittura privata anche una clausola che riproduca quanto sopra indicato, prevedendo altresì che se in caso le condizioni patrimoniali dei figli del lettore (o anche di uno solo di essi) dovessero divenire tali da far supporre notevolmente difficile la restituzione delle somme versate, allora, in assenza di prestazione di idonea garanzia, verrà meno l’obbligo ad iniziare il versamento delle somme (se il peggioramento delle condizioni patrimoniali dovesse aver luogo prima del versamento della prima mensilità) oppure il figlio o i figli le cui condizioni patrimoniali si fossero aggravate sarà obbligato alla immediata restituzione delle somme fino a quel momento versategli (cosiddetta decadenza dal termine). Ogni volta, poi, che si procederà all’effettuazione del bonifico bancario delle somme in favore dei figli del lettore e della sua moglie, si suggerisce di richiamare nella causale dell’accredito la scrittura privata che costituisce la fonte dell’impegno e la giustificazione del versamento stesso (e se il prestito non dovesse prevedere l’obbligo degli interessi a carico dei mutuatari, specificare che si tratta di prestito infruttifero).

Si consiglia, infine, di registrare la scrittura privata presso l’Agenzia delle Entrate allo scopo:

1) di conferire all’atto una data certa (in assenza di registrazione, infatti, la data dell’atto non sarà certa) e l’atto sarà ovviamente soggetto al pagamento dell’imposta di registro;

2) di evitare spiacevoli conseguenze a chi percepisce il danaro (i loro figli) in tema di accertamenti fiscali da redditometro.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

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