HOME Articoli

Lo sai che? Usucapione: si può chiederlo anche senza avere il possesso del bene?

Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2017

Ho recintato la mia proprietà e il mio vicino, dopo averlo querelato per avere invaso il cortile della mia casa con un escavatore, ha chiesto il reintegro nel possesso di varie servitù di passaggio nel terreno da me recintato. Il giudice lo ha concesso solo per un tratto, che ho provveduto a liberare. Ho però poi avviato una causa per riacquistare il possesso pieno della mia proprietà e il confinante ha presentato domande riconvenzionali di usucapione relative sia alla servitù sul tratto (di cui all’ordinanza del giudice) sia alle altre presunte servitù.

Si può formulare domanda di usucapione per qualcosa (in questo caso un diritto reale di servitù ) di cui certamente non si ha il possesso? Per chiedere l’usucapione di un bene o di un diritto non è necessario che io ne abbia ancora il possesso, nel momento in cui lo chiedo? Non c’è possesso attuale perché il possesso presunto non è stato recuperato dal confinante a seguito di azione possessoria ed è stato perciò interrotto.

L’interruzione nel possesso (e perciò dell’usucapione) deve essere rilevata d’ufficio dal giudice o è necessaria istanza di parte? cosa posso fare se l’avvocato non l’avesse rilevata esplicitamente?

Per rispondere ai quesiti occorre innanzitutto dire che, nell’ottica dell’azione possessoria iniziata dal  confinante del lettore, l’avere da parte di quest’ultimo posto una recinzione su quella che egli ritiene essere una parte di fondo gravata da servitù, costituisce atto che integra una interruzione “naturale” del possesso esercitato su quella particella oggetto di recinzione (e come tale ha prodotto la reazione del confinante).

Per interruzione naturale dell’usucapione, infatti, si intende la privazione materiale del possesso (utile ad usucapire) a seguito di spoglio, oppure, ma non è questo il caso, di impossibilità di continuare ad esercitare il possesso per fatto di terzo o a causa di eventi naturali (in tal senso si è espressa la Corte di Cassazione con sentenza n. 10.652 del 1994).

Recintando, quindi, la proprietà il lettore ha interrotto l’usucapione, cioè il corso del possesso utile al suo confinante per usucapire la servitù.

Occorre subito aggiungere, però, che l’effetto di interruzione del possesso si produce, nei casi di interruzione naturale dell’usucapione dovuta ad atti di spoglio, solo a condizione che (come stabilisce l’articolo 1167 del codice civile) il possessore (cioè il confinante del lettore) sia stato privato del possesso per oltre un anno.

Se, invece, il possessore agisce entro l’anno dal sofferto spoglio (depositando entro questo termine il ricorso che introduce l’azione possessoria) e poi effettivamente recupera il possesso (anche oltre l’anno dal sofferto spoglio), l’effetto interruttivo dell’usucapione non si produrrà e l’usucapiente potrà considerare nel calcolo del periodo necessario per usucapire anche il periodo di possesso antecedente al sofferto spoglio (è quello che stabilisce chiaramente il secondo comma dell’articolo 1167 del codice civile).

Dunque nel caso in esame, tolta la particella per la quale il vicino confinante ha ottenuto dal giudice il reintegro nel possesso, per le altre particelle per le quali non è stato concesso reintegro, si deve affermare (sulla base dei dati a disposizione) che si è verificata l’interruzione del possesso e che, quindi, non possa essere computato, per verificare se si sia compiuta l’usucapione, il periodo anteriore allo spoglio.

Fatte queste premesse, occorre dire che le domande riconvenzionali del confinante, aventi ad oggetto l’usucapione della servitù di passaggio sulle particelle per le quali non ha ottenuto la reintegra nel possesso,

sono sicuramente proponibili (nel senso che nessuno può impedirgli di proporle), ma poi occorrerà che dimostri in giudizio (fornendo le relative prove) che siano fondate nel merito e cioè che egli abbia esercitato per il periodo richiesto dalle legge (almeno venti anni) un possesso continuo e non interrotto, né viziato da violenza o clandestinità.

Questo è ciò che l’usucapiente (cioè colui che agisca invocando l’usucapione, come nel caso specifico, di un diritto reale immobiliare) ha l’onere di dimostrare per poter ambire ad ottenere l’accoglimento delle proprie domande giudiziali.

Al lettore, invece, nel caso in cui il suo avversario avesse in modo completo soddisfatto ai suoi oneri probatori (dimostrando, come si diceva, di aver esercitato il possesso caratterizzato come sopra descritto), toccherà fornire la prova di eventuali vizi del possesso altrui (violenza o clandestinità) e di fatti impeditivi dell’acquisto domandato dall’avversario (attore in riconvenzionale).

Per quanto attiene all’aspetto particolare della prova dell’avvenuta interruzione naturale dell’altrui possesso, vi è un precedente (sentenza della Corte di Cassazione, n. 13.921 del 25 settembre 2002) secondo il quale proposta eccezione di usucapione, il giudice può rilevare d’ufficio il difetto di continuità del possesso risultante dagli atti processuali, anche se l’interruzione non sia stata dedotta dall’attore.

In base a questo precedente, si può affermare che:

  • – il giudice può (quindi non è obbligato) rilevare d’ufficio che il possesso di chi reclama l’usucapione risulta interrotto;
  • – il giudice può effettuare questo rilievo d’ufficio solo se l’interruzione emerga dagli atti processuali depositati o assunti ritualmente dalle parti;
  • – sarebbe comunque opportuno che l’interruzione sia eccepita dalla parte (proprio perché, se non lo si facesse, non si potrebbe contare sul fatto che necessariamente debba essere il giudice a rilevarla d’ufficio).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI