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Lo sai che? Se cado da una moto non in garanzia vengo risarcito?

Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2017

Ho denunciato il fatto alla casa produttrice che però mi ha invitato a recarmi a mie spese da un loro concessionario ufficiale o da una loro officina autorizzata per avere un’analisi tecnica e mi ha anche negato il risarcimento perché il mezzo non è più in garanzia. Cosa posso fare per essere risarcito?

Il motociclo è stato acquistato, da come si legge nel quesito, circa un anno fa. Tuttavia, già al tempo dell’acquisto, il mezzo aveva dieci anni di vita (vedi data di immatricolazione). Purtroppo, secondo la legge [1], le case produttrici offrono una garanzia limitata nel tempo.

Detta garanzia, che di norma dura solo 2 anni, può essere prolungata di qualche anno sulla base di specifici accordi stipulati tra le parti.

Il prolungamento del tempo di garanzia (che naturalmente ha un costo) è – generalmente – disposto per ulteriori 24 mesi.

Le case produttrici, infatti, non possono addossarsi per un tempo illimitato il rischio e le conseguenze derivanti dai vizi della cosa, soprattutto se correlati alla usura e vetustà cui il mezzo sia naturalmente sottoposto.

In buona sostanza, è da escludere che l’azienda produttrice possa garantire il buon funzionamento di un veicolo o di un motociclo (sotto la propria responsabilità e a proprie spese) per ben un decennio.

Come già detto, questa responsabilità è limitata nel tempo. Tempo che – purtroppo – nel caso di specie è da intendersi ampiamente trascorso.

Nessuna pretesa, quindi, potrà essere avanzata nei confronti della casa produttrice del motociclo del lettore.

Ciò detto, c’è un ulteriore aspetto da analizzare.

Come riferito nel quesito posto, il motociclo di cui si sta parlando non è stato acquistato né direttamente dalla casa produttrice, nè da un rivenditore autorizzato, bensì da un privato.

In realtà anche nel mercato dell’usato la legge [2] obbliga i rivenditori a garantire i mezzi venduti.

Detto obbligo, però, vale esclusivamente per i rivenditori autorizzati e non anche per i venditori privati. Tuttavia, sui venditori privati grava un’altra tipologia di obbligazione di garanzia, prevista dal codice civile.

L’art. 1490 del codice civile prevede, infatti, che il venditore è tenuto a garantire che la cosa sia immune da vizi e nel caso in cui gli stessi si presentino il compratore ha diritto al risarcimento del danno.

Detta garanzia opera, però, solo se il compratore si attiva presto per farla valere. Infatti, secondo la legge [3], in tali casi il compratore deve denunciare i vizi entro 8 giorni dalla scoperta degli stessi. Dopo la denuncia dei vizi, che – nel caso specifico sarebbe dovuta avvenire entro 8 giorni dal sinistro – sempre secondo la legge, il compratore ha 1 anno di tempo per far valere il suo diritto al risarcimento del danno nei confronti del venditore.

Il termine di un anno decorre dalla consegna del bene.

Purtroppo, nel caso di specie e come si evince dalla tempistica riferita, questi termini sono trascorsi.

Pertanto, a meno che il lettore non abbia inviato nei tempi descritti una comunicazione scritta al venditore del motociclo per lamentare l’accaduto, non potrà esigere alcun risarcimento.

L’anzidetta comunicazione scritta, infatti, avrebbe interrotto la prescrizione (cioè il decorso del predetto termine di un anno) e gli consentirebbe tutt’ora di poter richiedere al venditore il risarcimento dei danni subiti alla moto, nonché di quelli fisici.

Resta fermo che per ottenere il risarcimento dei danni (sia fisici che alla moto) è sempre necessario provare anche il c.d. “nesso di causalità”, ossia dare la dimostrazione che detti danni siano stati determinati dai vizi della moto.

In pratica, i danni subiti dal lettore non potranno essere risarciti dalla casa produttrice, per il lungo lasso di tempo intercorso dalla immatricolazione del mezzo (oltre 10 anni) e per l’insussistenza di un obbligo di garanzia ad oggi gravante sulla casa produttrice.

Detto risarcimento potrebbe essere al più richiesto nei confronti del venditore privato, qualora ricorrano le circostanze e le condizioni temporali sopra descritte.

In tal caso, il consiglio pratico che si fornisce al lettore è quello di rivolgersi – a tutela dei suoi diritti – a chi gli ha venduto la moto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Chiara Samperisi

note

[1] D.lgs. 206 del 06.09.2005, c.d. Codice del Consumo

[2] D.lgs. n. 24 del 02.02.2002.

[3] Art. 1495 cod. civ.


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