Diritto e Fisco | Editoriale

Prescrizione contributi Inps, quando

17 aprile 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 aprile 2018



Qual è il termine entro cui si prescrivono i contributi previdenziali da versare all’Inps?

Il versamento dei contributi previdenziali è un obbligo al quale devono adempiere sia i datori di lavoro, nei confronti dei dipendenti e dei collaboratori (cococo), sia i lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, agricoltori, liberi professionisti).

Tuttavia anche per i contributi non versati esiste un termine di prescrizione, cioè un termine decorso il quale i contributi non possono essere più richiesti indietro, né dall’Inps, né dall’interessato: la disciplina della prescrizione dei contributi Inps dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori presenta, però, delle differenze, rispetto alla disciplina dei contributi da lavoro autonomo. Vediamo allora quando si verifica la prescrizione dei contributi Inps.

Prescrizione contributi Inps lavoro dipendente

I contributi obbligatori dei lavoratori dipendenti si prescrivono, in via generale,  in cinque anni dalla data in cui sarebbero dovuti essere versati (il termine, in base alla Legge Dini [1], è valido dal primo gennaio 1996).

Trascorsi 5 anni, non è ammessa alcuna regolarizzazione contributiva: non si possono, cioè, versare i contributi oltre questo termine.

Tuttavia, nell’ipotesi in cui il lavoratore o i suoi superstiti denuncino il mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro, il termine di prescrizione si allunga a 10 anni [2], ma solo a favore della persona che denuncia, non di altri collaboratori o dipendenti.

In pratica, se il dipendente provvede a denunciare all’Inps il mancato versamento dei contributi da parte dell’azienda, l’ente ha la facoltà di procedere al loro recupero entro 10 anni dall’omissione (cioè dal termine entro il quale sarebbero dovuti essere versati i contributi): grazie alla denuncia, in ogni caso, il termine di prescrizione si allunga, anche nell’ipotesi in cui l’Inps non agisca in alcun modo.

Una volta verificatasi la prescrizione dei contributi, l’Inps non può più richiederli, ma nemmeno riceverli, nell’ipotesi in cui il debitore volesse versarli spontaneamente: non è difatti consentito, contrariamente a quanto avviene in base al principio della disponibilità (secondo cui è possibile scegliere di fruire, o meno, di un diritto quando si vuole), rinunciare alla prescrizione.

Nell’ordinamento previdenziale (cioè nell’insieme delle norme sulla previdenza), in effetti, vale il principio contrario, cioè quello dell’indisponibilità dei diritti, e la prescrizione dei contributi, operando di diritto (e non su domanda dell’interessato), può essere anche rilevata d’ufficio dal giudice.

Prescrizione contributi Inps e rendita vitalizia reversibile

Se i contributi risultano prescritti, il dipendente ha comunque diritto al risarcimento dei danni da parte del datore di lavoro che non li ha versati; il risarcimento può avvenire in due modalità:

  • risarcimento generico dei danni;
  • risarcimento del danno in forma specifica, tramite la costituzione di una rendita vitalizia reversibile [3].

La rendita è una prestazione che ha la funzione di compensare la pensione, o la quota del trattamento,  che sarebbe spettata in base ai contributi non versati: l’importo deve dunque corrispondere alla riserva matematica (cioè alla differenza tra il trattamento che sarebbe spettato con l’aggiunta dei contributi non versati e la pensione spettante) utile alla ricostituzione della pensione persa, e deve essere accreditato nell’estratto conto Inps nel periodo in cui i contributi avrebbero dovuto essere correttamente versati.

Interruzione della prescrizione dei contributi Inps

Per interrompere la prescrizione dei contributi Inps da lavoro dipendente, gli atti devono avere i seguenti requisiti:

  • provenire dall’Inps; ad esempio, non hanno efficacia interruttiva gli atti provenienti dall’Ispettorato del lavoro, né le semplici denunce del lavoratore;
  • riportare l’ammontare dei contributi non versati e il periodo al quale si riferisce il mancato versamento (non basta, dunque, un’indicazione generica del tipo: “con la presente richiesta si interrompe ogni termine prescrizionale per i contributi eventualmente non versati”);
  • riportare il nominativo e i dati anagrafici del lavoratore che denuncia;
  • riportare le sanzioni applicabili per la violazione;
  • riportare gli estremi della denuncia, compresa la data di presentazione.

Le denunce contributive mensili (come il modello Uniemens, in cui si dichiarano all’Inps, assieme a numerosi dati, i contributi dovuti mensilmente per ogni lavoratore ed il reddito imponibile previdenziale), pur costituendo un atto di riconoscimento del debito, non interrompono la prescrizione dei contributi. Il credito è infatti esigibile dall’Inps solo a partire dal giorno successivo al termine per la presentazione del modello: avranno dunque efficacia interruttiva (cioè potranno interrompere la prescrizione dei contributi) le denunce presentate in ritardo, ma non quelle inoltrate entro il termine, poiché il debito risulta già sorto ma non esigibile.

Prescrizione contributi Inpdap

Per i lavoratori dipendenti del settore pubblico, come chiarito da una recente circolare dell’Inps [4], la prescrizione dei contributi avviene in 5 anni, come per la generalità dei lavoratori dipendenti.

L’amministrazione- datore di lavoro ha però l’obbligo di sostenere i costi del trattamento di pensione riferito ai periodi di servizio per i quali è intervenuta la prescrizione.

Prescrizione dei contributi lavoratori autonomi

Per quanto riguarda i contributi dovuti dagli artigiani, dai commercianti e dai lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata, la prescrizione è ugualmente pari a 5 anni, ma con una decorrenza diversa per i contributi che eccedono il minimale imponibile (i contributi sul minimale sono quelli calcolati su un reddito minimo “virtuale”, che devono essere pagati anche se il reddito dell’interessato è inferiore a questa soglia minima, o è pari a zero) .

L’Inps, in una nota circolare [5], aveva difatti chiarito che,  per la contribuzione eccedente il minimale, la prescrizione dovrebbe decorrere non dall’anno al quale si riferiscono i contributi, ma dalla data in cui l’Agenzia delle Entrate rende noto all’Inps il reddito prodotto dall’obbligato al pagamento della contribuzione previdenziale. Questo più lungo termine di decorrenza derivava, secondo l’Inps, sia dal fatto che non esista un obbligo di comunicare i propri redditi all’istituto, sia dal fatto che la decorrenza della prescrizione, secondo il codice civile, possa iniziare solo dal momento in cui il diritto può esser fatto valere.

Successivamente, sono intervenute diverse sentenze della Cassazione [6], che hanno chiarito che l’ordinario termine di prescrizione dei contributi si sospende, sino alla data in cui l’Inps conosce il reddito imponibile a seguito della comunicazione dell’Agenzia delle Entrate, solo se l’interessato non presenta il quadro RR della dichiarazione dei redditi (modello Unico, ora modello Redditi). Si tratta del quadro che serve per calcolare i contributi previdenziali dovuti, in cui viene riportato il reddito d’impresa, o di lavoro autonomo, conseguito nell’anno, assieme ad altri dati utili al calcolo della contribuzione.

Se il contribuente non presenta il quadro RR della dichiarazione dei redditi, non commette una semplice omissione, ma un’evasione contributiva, perché non consente all’Inps di conoscere i contributi dovuti a saldo.

note

[1] L. 335/1995.

[2] Cass. Sent. 9962/2005.

[3] Art. 13 L. 1338/62.

[4] Inps Circ. n.169/2017.

[5] Inps Circ. 104/1996.

[6] Cass. Sez. Unite, sent. n. 4808/2005.


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8 Commenti

  1. Proprio oggi ho ricevuto una notifica INPS dal messo comunale dove mi si chiedono 552,01€ per un mancato versamento INPS dell’aprile 2010. L’atto è stato formato il 9 aprile 2013 e recapitato in data odierna (18/4/18). Ci sono i termini per la prescrizione?

    1. Buongiorno, ho ricevuto una cartella dall’inps per una irregolarità del 2006. sono passati ben 12 anni, è normale pagare oppure cade in prescrizione? Altre 2 corrispondo al 2012 e al 2016

  2. dopo una prima notifica avvenuta a dicembre 2012 per contributi non versati ( 2009/10/11) pari a € 12000, in data 23/4/2018 dopo cinque anni e 4 mesi mio figlio ha ricevuto 2° notifica per il pagamento complessivo di € 17000 ca. – ( attività di mio figlio all’epoca 2009/10/11 era assicurativa commercianti) Ha dirito alla prescrizione del credito inps, e se si come comportarsi.
    Grazie

  3. Dal momento che il contributo va in prescrizione cosa accade? è come se quel periodo il lavoratore fosse disoccupato? o questo inficia sulla sua pensione finale?
    Grazie

  4. Ho ricevuto una notifica per la prima volta oggi dopo 8 anni x un importo di 1980,00€ Più una sanzione di 715,00 € contributi artigiani 2010 /2011 , volevo sapere se questa bolletta va pagato o e già andato in prescrizione? Grazie

  5. Ho ricevuto qualche giorno fa dall’Inps una lettera che mi richiede il versamento di contributi relativi all’anno 2012 su un reddito di meno di duemila euro più mora è andato in prescrizione o mi tocca pagare?

  6. Buongiorno a tutti e complimenti x il sito, che utilizzo spesso per verificare cosa dice la legge e nasconde il mio avvocato.
    Mi è appena arrivata una comunicazione dall’INPS che mi richiede un versamento relativo all’unico 2012, sono quindi trascorsi i 5 anni. Posso fare personalmente il ricorso con speranza di vincerlo o devo farlo fare ad un avvocato che mi costa più dell’importo richiesto (900€)?
    Grazie anticipatamente

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