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Cosa sono i reati predatori

27 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 gennaio 2018



I reati predatori aggrediscono il patrimonio altrui, a volte coinvolgendo anche la vittima.

I reati sono quei fatti che l’ordinamento giuridico ritiene talmente gravi da doverli punire con una sanzione detentiva (reclusione o arresto) oppure pecuniaria (multa o ammenda). In altre parole, per questi fatti non è sufficiente la semplice sanzione amministrativa o civile, ma è necessario qualcosa di più: una punizione che possa allontanare l’autore del crimine e tutti gli altri consociati dalla possibilità di ripetere o imitare l’illecito.

La letteratura giuridica è solita distinguere i reati in tante diverse sottocategorie: non deve stupire, perciò, il fatto che spesso si senta parlare di reato omissivo, abituale, permanente, presupposto, ostativo, di pericolo, ecc. Tra queste distinzioni, ve n’è una di non semplice intuizione: si tratta dei cosiddetti reati predatori. Cosa sono? Cerchiamo di spiegarlo in modo semplice e comprensibile.

Reati: delitti e contravvenzioni

Prima ancora di spiegare cosa sono i reati predatori, occorre preliminarmente dire che i reati si distinguono in delitti e contravvenzioni. I delitti e le contravvenzioni si differenziano a seconda della specie di pena prevista dal codice penale: i delitti sono quei reati per cui è prevista la pena dell’ergastolo, della reclusione o della multa, mentre le contravvenzioni sono quei reati per cui è prevista la pena dell’arresto e/o dell’ammenda. Ad esempio, la guida in stato di ebbrezza è punita al massimo con l’arresto: si tratta a tutti gli effetti di un reato contravvenzionale.

Quindi, delitti e contravvenzioni sono entrambi reati, soltanto che tra le due specie esistono delle differenze apprezzabili soprattutto sul piano processuale: ad esempio, le contravvenzioni si prescrivono, di solito, in quattro anni, mentre per i delitti ne occorrono almeno sei; nelle contravvenzioni è indifferente l’elemento psicologico della condotta (cioè, il dolo o la colpa), mentre nei delitti questa distinzione è molto importante (infatti il delitto è, di regola, doloso). In maniera davvero pratica e sintetica, possiamo dire che le contravvenzioni sono reati minori, i quali destano un allarme sociale piuttosto limitato.

Cosa sono i reati predatori?                          

Vengono definiti reati predatori quelli caratterizzati dall’uso della forza o dell’astuzia per impadronirsi dei beni mobili altrui e che comportano, di solito, un contatto fisico diretto tra il reo e la vittima (o il bene). Si chiamano predatori perché, per l’appunto, la vittima diventa preda dell’azione criminosa del reo, il quale, come un cacciatore nella savana, punta il suo bersaglio al fine di trarne un utile.

Quali sono i reati predatori?

I reati predatori, quindi, si contraddistinguono per l’impiego dell’inganno o della forza, quest’ultima applicata direttamente sulla cosa rubata oppure sulla vittima. Di conseguenza, rientrano tra i reati predatori, tra gli altri:

  • il furto con strappo [1];
  • il furto aggravato dalla violenza sulle cose, dall’utilizzo di un mezzo fraudolento o commesso con destrezza [2];
  • la rapina [3];
  • l’estorsione [4].

Caratteristiche dei reati predatori

I reati predatori si caratterizzano per il forte senso di insicurezza che trasmettono nei confronti della vittima e, per estensione, della società intera. Questi reati, infatti, mettono a diretto contatto il delinquente con la persona offesa la quale, non conoscendo le intenzioni del criminale, teme per la propria incolumità.

Dal punto di vista strettamente giuridico, i reati predatori sono puniti in maniera abbastanza severa: ad esempio, la rapina e l’estorsione sono punite con la reclusione fino a dieci anni (addirittura fino a venti anni nel caso in cui sussistano aggravanti); il furto con strappo è punito con la reclusione fino a sei anni.

Altra caratteristica dei reati predatori è che essi sono tutti reati contro il patrimonio, cioè illeciti che hanno come fine quello di sottrarre beni altrui, pur esercitando violenza sulla vittima.

Non rientrano nella nozione in senso stretto di reati predatori quelli ottenuti mediante artifici particolarmente complessi: in altre parole, la truffa [5] non costituisce un reato predatorio perché la vittima arricchisce spontaneamente il delinquente spinto dai raggiri di quest’ultimo.

note

[1] Art. 624-bis cod. pen.

[2] Art. 625 cod. pen.

[3] Art. 628 cod. pen.

[4] Art. 629 cod. pen.

[5] Art. 640 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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