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Lo sai che? Quali sono i reati bagatellari?

Lo sai che? Pubblicato il 3 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 3 gennaio 2018

I reati bagatellari sono quelli di minore gravità, a volte puniti solo con una semplice pena pecuniaria.

I reati sono quelle condotte che l’ordinamento giuridico decide di punire con una sanzione che, nel diritto penale, viene definita pena. La pena per eccellenza è la reclusione, cioè il carcere, da scontare a tempo determinato o indeterminato (ergastolo). La pena, però, può anche essere pecuniaria, cioè può consistere in una somma di denaro da pagare allo Stato (multa o ammenda). Anche in quest’ultimo caso, però, il reo si trova davanti ad un procedimento penale a tutti gli effetti, con tanto di fedina penale macchiata nel caso di condanna.

Non tutti i reati sono uguali: alcuni sono più gravi di altri, in quanto destano un maggior allarme sociale e risultano pericolosi per l’incolumità delle persone. Ad esempio, un omicidio è senz’altro più grave di un furto.

Alcune condotte, pur costituendo formalmente reato, sono talmente poco gravi da meritare a stento una sanzione penale. Per questo motivo, talvolta il legislatore provvede alla depenalizzazione di alcuni reati. Cos’è la depenalizzazione? Si tratta di una specie di declassamento della condotta, la quale rimane illecita, ma non passibile di reazione penale. In altre parole, chi commette un fatto depenalizzato risponde con una sanzione amministrativa o civile, ma non penale.

La gran parte degli illeciti oggetto di depenalizzazione nel tempo erano da considerare reati bagatellari. Molti di questi, però, ancora vengono puniti con una pena, cioè con la reclusione, l’arresto, la multa o l’ammenda. Ma cosa sono i reati bagatellari? Approfondiamo l’argomento.

La gravità dei reati

Prima di vedere cosa sono i reati bagatellari, occorre fare una premessa. Abbiamo detto che alcuni reati sono più gravi degli altri. Cosa si intende per reati gravi? E, soprattutto, quando un reato è più grave di un altro?

Il criterio principale per stabilire la gravità di un reato è quello della pena: più è alta la sanzione prevista per un reato, più grave sarà lo stesso. Poiché la legge, per ogni tipo di reato, prevede una pena minima e una massima (cosiddetta pena edittale; ad esempio, il furto [1] è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni), bisognerà innanzitutto guardare alla pena massima: sarà considerato più grave, quindi, il reato punito con la pena più elevata. Ad esempio, il furto semplice (cioè senza aggravanti) è punito con pena massima di tre anni; la rapina [2], invece, con la reclusione fino a dieci anni! È chiaro, quindi, che la rapina è reato più grave del furto.

Cosa succede se la pena massima è identica? In questo caso, bisognerà prendere in considerazione la pena minima. Riprendendo l’esempio di prima, abbiamo detto che la rapina è punita nel massimo con dieci anni di reclusione; anche il delitto di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio [3], però, è punito alla stessa maniera (dieci anni). In questo caso, occorrerà fare il paragone con l’altro “estremo” della pena, quello inferiore: la rapina è punita, nel minimo, con quattro anni di reclusione, mentre la corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio con ben sei anni di reclusione. Quest’ultimo reato, pertanto, è più grave della rapina.

Cosa sono i reati bagatellari?

I reati bagatellari sono quelli di minor gravità. La legge italiana non fornisce una definizione precisa di reato bagatellare, trattandosi, in effetti, di una categoria creata dagli studiosi del diritto, non dall’ordinamento giuridico. In gergo, quindi, un reato è bagatellare quando non desta allarme sociale, quando è punito con la sola pena pecuniaria (multa o ammenda) oppure con una pena detentiva molto bassa.

Quali sono i reati bagatellari?

Reati bagatellari sono senz’altro quelli attribuiti alla competenza del giudice di pace. Il giudice di pace è un giudice onorario, non togato, cioè un giudice che non ha vinto il concorso per la magistratura, ma è stato assunto per aiutare la magistratura ordinaria a smaltire il grande carico di lavoro. A tale giudice sono attribuiti i reati di minore gravità, quali:

  • percosse;
  • lesioni personali lievissime;
  • invasione di terreni o edifici (forma non aggravata);
  • minaccia non grave;
  • furto punibile a querela dell’offeso [4];
  • usurpazione;
  • deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi;
  • percosse;
  • lesioni personali colpose, quando procedibili a querela di parte.

Il giudice di pace non può mai comminare la pena detentiva della reclusione o dell’arresto. Ciò significa che, se un imputato verrà condannato per uno dei reati di sua competenza, non rischierà mai il carcere, ma al più una pena pecuniaria (multa) oppure, nella peggiore delle ipotesi, la pena della permanenza domiciliare o del lavoro di pubblica utilità [5].

Le contravvenzioni sono reati bagatellari?

I reati si distinguono in delitti e contravvenzioni. I delitti e le contravvenzioni si differenziano a seconda della specie di pena prevista dal codice penale: i delitti sono quei reati per cui è prevista la pena dell’ergastolo, della reclusione o della multa, mentre le contravvenzioni sono quei reati per cui è prevista la pena dell’arresto e/o dell’ammenda.

Quindi, delitti e contravvenzioni sono entrambi reati, soltanto che tra le due specie esistono delle differenze apprezzabili soprattutto sul piano processuale: ad esempio, le contravvenzioni si prescrivono, di solito, in quattro anni, mentre per i delitti ne occorrono almeno sei; nelle contravvenzioni è indifferente l’elemento psicologico della condotta (cioè, il dolo o la colpa), mentre nei delitti questa distinzione è molto importante (infatti il delitto è, di regola, doloso). In maniera davvero pratica e sintetica, possiamo dire che le contravvenzioni sono reati minori, i quali destano un allarme sociale piuttosto limitato.

Ebbene, possiamo dire che anche le contravvenzioni, poiché punite con pene normalmente basse, possono rientrare tra i reati cosiddetti bagatellari. Si pensi, ad esempio, alla contravvenzione del disturbo del riposo, punito con l’arresto fino a tre mesi; oppure al procurato allarme presso le autorità, punito con un massimo di sei mesi. Gli esempi potrebbero essere molteplici.

I reati bagatellari e la sospensione della pena

Un altro criterio utilizzabile per individuare i reati bagatellari è quello offerto dall’istituto della sospensione condizionale della pena [6]. Con la sospensione condizionale della pena il giudice può ordinare che l’esecuzione della pena inferiore ai due anni di reclusione rimanga sospesa (per il termine di cinque anni se la condanna è per delitto; di due anni se la condanna è per contravvenzione) quando presume che il colpevole si asterrà dal commettere ulteriori reati, tenuto conto anche delle circostanze del fatto e della personalità dell’imputato. Si tratta di un particolare trattamento riservato alle condanne minori e, normalmente, concesso a tutti gli incensurati. Lo scopo è quello di evitare che si possa patire un’esperienza carceraria per un reato tutto sommato non grave.

Pertanto, traendo spunto da questo importante istituto, potremmo definire bagatellari anche tutti i reati la cui pena massima non sia superiore ai due anni di reclusione.

note

[1] Art. 624 cod. pen.

[2] Art. 628 cod. pen.

[3] Art. 319 cod. pen.

[4] Art. 626 cod. pen.

[5] Art. 33 d. lgs. n. 274/2000 del 28.08.2000.

[6] Art. 163 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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