HOME Articoli

Lo sai che? Come pagare meno tasse universitarie

Lo sai che? Pubblicato il 17 dicembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 17 dicembre 2017

Per reddito, per borsa di studio o perché con diritto ad uno sgravio fiscale: chi può ottenere uno sconto sulle tasse e sui contributi dell’università.

Chi si spaventa facilmente delle tasse universitarie deve sapere che sci sono dei modi per pagare di meno e potersi permettere di garantire la continuità degli studi ai propri figli. È bene, quindi, che chi deve ancora iniziare o chi ha già cominciato quel percorso conosca come pagare meno tasse universitarie per non dover rinunciare ai propri progetti.

Sostanzialmente, i modi sono tre: approfittare delle agevolazioni previste per certe fasce di reddito, ottenere una borsa di studio e sfruttare gli sgravi fiscali previsti dalla legge.

Come pagare meno tasse universitarie per fascia di reddito

Uno dei modi per pagare meno tasse universitarie è quello di sfruttare la propria fascia di reddito, quando si è collocati nella parte più bassa della graduatoria, presentando il modello Isee del nucleo familiare a cui si appartiene. In pratica, bisognerà compilare e consegnare il modello Isee università, che serve a pagare meno tasse universitarie.

Bisogna ricordare che con un Isee uguale o inferiore al 13mila euro lo studente è esonerato dal pagamento delle tasse universitarie.

La procedura richiede il rilascio della Dichiarazione sostitutiva unica (la Dsu) in cui si attesta l’appartenenza dello studente ad una certa fascia di reddito. Questa dichiarazione può essere fatta soltanto da un Caf convenzionato con la facoltà o dall’Inps e va consegnata all’ateneo entro i termini prestabiliti all’inizio dell’anno accademico.

L’Isee si calcola in base al reddito di tutti i componenti del nucleo familiare, anche di quelli non conviventi ma appartenenti comunque al nucleo.

È importante rispettare i tempi di consegna: a chi non presentasse il modello Isee entro i termini stabiliti verrebbe applicata l’aliquota massima delle tasse universitarie, quindi addio al risparmio pur avendone il diritto.

Se lo studente vive fuori casa rientra nel nucleo familiare?

Sì. Affinché lo studente che frequenta l’università lontano da casa esca dal nucleo familiare, deve avere la residenza per conto suo da almeno due anni ed abitare in un appartamento che non sia di proprietà di un parente facente parte del suo vecchio nucleo (il genitore, il fratello, ecc.).

Cosa serve per richiedere l’Isee e pagare meno tasse universitarie?

Per ottenere l’Isee da presentare all’ateneo e pagare meno tasse universitarie, occorre presentare al Caf o all’Inps questi documenti:

  • carta d’identità e codice fiscale di ogni componente del nucleo familiare;
  • contratto di affitto registrato (se lo studente vive per conto suo in affitto);
  • patrimonio immobiliare dell’anno precedente;
  • certificazione di eventuali handicap;
  • documenti di auto di proprietà;
  • saldo del conto corrente al 31 dicembre dell’anno precedente e giacenza media annua sul conto.

Va da sé che l’importo delle tasse universitarie cambia da un ateneo all’altro, poiché ciascuno di loro detta le proprie rette. Ad ogni modo, più la fascia di reddito è bassa e meno tasse ci sono da pagare.

Come pagare meno tasse universitarie con le borse di studio

In questo caso non si tratta di pagare meno tasse universitarie, ma di ricevere un contributo che, in parte, va a coprirne la spesa. Cambia poco, insomma.

Ci sono due tipi di borse di studio: quelle che si possono ottenere tramite un bando di concorso e quelle che vengono erogate dalle Regioni e finanziate dal Ministero.

Le singole università mettono a disposizione degli studenti tutte le informazioni sulle condizioni per avere la borsa di studio e dove ed entro quando presentare la domanda.

La borsa di studio reginale mira, in particolare, ad agevolare le fasce meno abbienti, cioè quelle con il reddito più basso. Per ottenerla, occorre partecipare ad un concorso che prevede una graduatoria basata sia sul merito (tenendo conto dei crediti acquisiti e rispettando il criterio del bando ministeriale che, di norma, viene pubblicato ad agosto) sia sulla situazione economica del candidato (certificata dall’Isee).

Non tutti i vincitori del concorso ricevono la borsa di studio, però: potrebbe darsi che le regioni non abbiano a disposizione i fondi necessari per agevolare tutti gli studenti meritevoli. Ma tanto vale provarci. Anche perché, arrivato il caso, si può sempre sperare in quello che si chiama «scorrimento», cioè l’ipotesi che, alla chiusura del bilancio annuo, l’Azienda per il Diritto allo Studio decida di destinare agli studenti idonei ma esclusi i soldi avanzati (semmai avanzassero, si capisce). Questi studenti ne potrebbero beneficiare a gennaio anziché all’inizio dell’anno accademico. Meglio di niente per pagare meno tasse universitarie.

Come pagare meno tasse universitarie con gli sgravi fiscali

Terza possibilità per pagare meno tasse universitarie: sfruttare gli sgravi fiscali messi a disposizione dal Governo. Vediamo quali sono.

Il rimborso delle tasse per merito e per reddito

Chi riesce a laurearsi con il massimo dei voti (110/110) senza essere mai andato fuori corso ed ha un Isee non superiore a quello stabilito come limite dall’ateneo, può chiedere il rimborso totale dell’iscrizione e delle tasse universitarie versate nell’ultimo anno.

La richiesta di rimborso va presentata entro 30 giorni dalla laurea.

Chi ha un Isee inferiore a quello stabilito come limite dall’università e, entro il 30 settembre, ha acquisito almeno l’80% dei crediti con una media di 27/30, ha il diritto a pagare soltanto il 50% dei contributi e dell’iscrizione universitaria.

La riduzione delle tasse per più membri del nucleo nella stessa università

I nuclei familiari che hanno più membri (ad esempio due figli) iscritti allo stesso ateneo hanno diritto a pagare meno tasse universitarie.

Lo sgravio è cumulabile con altri e si può chiedere per ogni membro del nucleo iscritto alla facoltà.

Riduzione delle tasse universitarie per disabilità

Gli studenti che hanno un handicap con invalidità superiore al 66% sono completamente esonerati dal pagamento delle tasse universitarie, purché presentino la relativa documentazione prima di pagare la rata.

Chi, invece, ha un’invalidità inferiore alla soglia del 66% può inoltrare la domanda per pagare meno tasse universitarie e sottoporsi al giudizio dell’apposita commissione.

Pagare meno tasse universitarie per motivi di lavoro

Chi studia e lavora ed ha un Isee entro i limiti fissati dall’università può chiedere la riduzione del 30% delle tasse universitarie e dei contributi per il primo anno. Per ottenerla anche negli anni successivi, deve avere ottenuto nell’anno precedente almeno 20 crediti.

I requisiti per presentare domanda di riduzione del 30% delle tasse universitarie sono:

  • essere lavoratore dipendente o assimilato per almeno 6 mesi;
  • essere lavoratore autonomo con partita Iva e un reddito non inferiore ai 7mila euro;

essere lavoratore autonomo con attività non esercitata abitualmente con reddito non inferiore ai 7mila euro.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI