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Contratto luce e gas non richiesto: come difendersi

17 Dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 Dicembre 2017



Se si riceve da un fornitore la bolletta per un contratto mai firmato, il cliente non deve pagare ma può presentare un reclamo o rivolgersi al giudice.

Immaginate di ricevere un giorno una bolletta di un gestore di energia elettrica o di gas con il quale non avete mai sottoscritto un contratto. Un gestore che, per di più, pretende il pagamento del servizio fornito, che voi non avete richiesto e di cui non sapevate assolutamente nulla. Che fare? Si paga e poi si reclama oppure non si paga per niente e si manda un bel reclamo? E se il gestore insiste per il pagamento della bolletta, c’è un modo per toglierselo di dosso, magari rivolgendosi all’autorità giudiziaria?

Contratto luce e gas non richiesto: devo pagare la fornitura?

Sappiate che se vi doveste trovare in questo caso avete il diritto di lasciare chiuso il portafoglio e di non pagare nulla. Anche se la compagnia che vi ha inviato la bolletta dice di avervi fornito l’energia. Vi trovate di fronte ad un contratto di luce e gas non richiesto, pertanto sarà un problema del gestore l’avervi fornito il metano o la corrente elettrica senza il vostro consenso.

A confermarlo è stato il Tribunale di Benevento, che ha dato ragione ad un consumatore coinvolto in una situazione come questa. Il cittadino in questione, cliente di una compagnia del mercato tutelato (E.On), si è trovato davanti una bolletta di un’altra compagnia (in questo caso Enel Energia) appartenente al mercato libero. Un conto da 150 euro di fronte al quale il cliente (che vero cliente non voleva essere) si è impuntato dicendo di non voler pagare. Il Giudice di Pace gli ha dato ragione e, successivamente, anche il Tribunale campano, al quale Enel aveva presentato ricorso in appello, sostenendo che, anche se il contratto era fasullo, il cliente aveva usufruito dell’energia erogata (nello specifico, il gas).

Il giudice ha motivato la sua decisione prendendo in mano il Codice del consumo che, all’articolo 57, recita: il consumatore è esonerato da ogni conseguenza dell’iniziativa del fornitore da lui subìta. In poche parole, un’iniziativa unilaterale da parte di una società (iniziativa, peraltro, fraudolenta perché la firma del cliente era stata falsificata) non può ricadere sulle tasche del consumatore.

C’è da aggiungere che, nel caso in cui un consumatore accetti un impegno tramite call center (cioè per telefono) con una compagnia di fornitura di energia, il cliente deve ricevere copia cartacea del contratto. Se questo non avviene, ma parte lo stesso la fornitura, il consumatore può rivolgersi all’Autority (l’Aeegsi) e presentare reclamo per tornare al vecchio gestore quanto prima. Ma la luce o il gas che avrà consumato dovrà pagarla. Sarà esonerato soltanto dai costi delle pratiche di vendita.

Come capisco se ho un contratto di luce o gas non richiesto?

Ci sono due casi in cui il consumatore può trovarsi di fronte ad un contratto di luce e gas non richiesto. Il primo, è quello che non ha mai stipulato con un fornitore. In sostanza, manca la sua firma o quella messa in calce non è la sua.

Il secondo caso è quello del contratto che è stato chiuso per una pratica commerciale ingannevole. Si parla di:

  • dettagli non corretti su prezzo, caratteristiche del servizio o altro;
  • informazioni mancanti sul contratto di fornitura;
  • utilizzo di un marchio simile a quello di un concorrente per trarre in inganno il consumatore;
  • uso di pubblicità comparativa illegale.

Perché questo si ritiene un contratto di luce e gas non richiesto? Perché, secondo il Codice del consumo, è vietato proporre ad un potenziale cliente un’offerta che lo può trarre in inganno e che lo porta a firmare un contratto che altrimenti non avrebbe sottoscritto.

Come distinguo un contratto luce e gas corretto da quello non richiesto?

È l’Autorità per l’energia elettrica, gas e servizi idrici (Aeegsi) [1] a fissare i paletti per stipulare in maniera corretta un contratto di luce e gas che viene fatto a distanza o, comunque, fuori dai locali commerciali. Il fornitore è obbligato a far avere al consumatore una lettera di conferma del contratto o, in alternativa, effettuare una chiamata telefonica di conferma per registrare la volontà del cliente.

Se questo non avviene, il cliente può avviare la procedura di ripristino. Consiste nel tornare al vecchio gestore dopo che è avvenuto il passaggio ad una nuova compagnia con un contratto luce e gas non richiesto.

Questa procedura è possibile se il fornitore è iscritto in un apposito elenco. Quando il cliente avvia il ripristino, la nuova compagnia deve inviare a quella vecchia tutte le informazioni necessarie a tornare alle condizioni di vendita applicate in precedenza. Il tutto senza costi aggiuntivi per l’utente.

Che cos’è il ripristino veloce?

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed i servizi idrici (Aeegsi) ha introdotto nuove regole [2] a tutela dei consumatori. Dal 1 maggio 2017, l’utente che riceve la fornitura in base ad un contratto di luce e gas non richiesto può chiedere il ripristino veloce, attraverso il quale si cercherà un accordo per tornare quanto prima al vecchio fornitore. L’utente dovrà inviare un reclamo scritto entro 40 giorni dall’emissione della prima bolletta.

Se il reclamo viene accettato, il fornitore dovrà garantire al cliente una serie di informazioni, cioè:

  • la possibilità di avviare la procedura di ripristino del contratto con il venditore precedente a quello contestato;
  • la facoltà di attivare la conciliazione presso l’Autorità se non si vuole avviare subito il ripristino;
  • il diritto di accedere in ogni momento agli altri mezzi di ricorso amministrativi o giudiziari (ad esempio al Giudice di Pace).

Come posso annullare un contratto luce e gas non richiesto?

Il cliente che si trova di fronte un contratto di luce e gas non richiesto può inviare un reclamo scritto alla nuova compagnia di fornitura entro questi tempi:

  • 40 giorni dalla consegna della lettera di conferma;
  • 30 giorni dalla chiamata di conferma;
  • 30 giorni dalla scadenza della prima bolletta se non ha ricevuto né lettera né chiamata di conferma.

Se mando il reclamo mi tolgono la luce o il gas?

Una volta inviato il reclamo, la compagnia non può interrompere la fornitura di luce o gas per morosità ma dovrà continuare ad erogarla fino alla fine della controversia senza che l’utente debba pagare alcunché.

Il fornitore è obbligato ad accogliere il reclamo?

Chi ha inviato un contratto di luce e gas non richiesto non è tenuto ad accogliere il reclamo del cliente. Può accettarlo, ovviamente, ed in questo caso avviare la procedura di ripristino con la vecchia compagnia dell’utente, come spiegato in precedenza.

Ma può anche rigettare il reclamo. A questo punto ne dà comunicazione sia al cliente sia allo Sportello del consumatore. Quest’ultimo verifica che l’utente abbia seguito la procedura corretta ed abbia le motivazioni giuste per contestare il contratto e, quindi, abbia diritto al ripristino del vecchio contratto.

Il nuovo fornitore deve rispondere al reclamo entro 40 giorni di calendario. Se non dovesse accettarlo, sarà tenuto a documentare la sua decisione di rigettare il ricorso.

Devo pagare la bolletta dopo il reclamo?

Quando il reclamo dell’utente per un contratto di luce e gas non richiesto viene accettato, il fornitore deve emettere delle bollette nuove riducendo i prezzi. In sostanza, deve azzerare i costi relativi a:

  • quota fissa di commercializzazione e vendita per la bolletta elettrica;
  • quota fissa e variabile di commercializzazione e vendita al dettaglio per la bolletta del gas.

Verranno, invece, applicati i prezzi di fornitura stabiliti dall’Autority.

note

[1] Delibera Aeegsi n. 153/2012/R/COM.

[2] Delibera Aeegsi n. 228/2017/R/COM 1.


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