Diritto e Fisco | Articoli

Come denunciare la pubblica amministrazione?

20 Dicembre 2017 | Autore:
Come denunciare la pubblica amministrazione?

La Costituzione prescrive che deve essere assicurato il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Da qui la fonte della responsabilità.

Quando si pensa alla pubblica amministrazione si è soliti pensare a una macchina organizzativa molto complessa e con svariate articolazioni. Questo disincentiva molte volte dall’intraprendere iniziative per segnalare situazioni di illegittimità o di arbitrarietà in quanto, semplicemente, non si sa concretamente come denunciare la pubblica amministrazione. A tal fine, il cittadino potrà rivolgersi a diversi soggetti, quali per esempio il difensore civico, che è una figura di garanzia, istituita presso la maggior parte delle pubbliche amministrazioni, con il compito di accogliere i reclami non accolti in prima istanza dall’ufficio reclami del soggetto che eroga un servizio.

A livello ministeriale vi è poi l’Ispettorato per la funzione pubblica, che ha il compito di vigilare sul buon andamento della pubblica amministrazione, in concreto: assicurando che nell’ambito dei rapporti tra cittadini, imprese e le amministrazioni pubbliche, siano osservati  i termini e le modalità di conclusione dei procedimenti; controllando, d’intesa con la Guardia di Finanza, il rispetto della disciplina dell’incompatibilità, del cumulo di impieghi ed incarichi, da parte dei dipendenti; monitorando il corretto sviluppo dei procedimenti disciplinari; programmando e svolgendo verifiche, in collaborazione con i servizi ispettivi della Ragioneria Generale dello Stato, sulle spese nelle amministrazioni.

In particolare modo l’Ispettorato è quotidianamente investito di segnalazioni in materia di: organizzazione del lavoro (accesso, passaggio di livello/area, mobilità, incarichi dirigenziali, controlli e valutazioni interne, irregolarità retributive, informatizzazione delle procedure, comportamenti vessatori, pari opportunità); diritto di accesso agli atti; tutela e sostegno delle categorie protette; erogazione servizi e rilascio documentazione amministrativa; pagamenti delle pubbliche amministrazioni; disciplina pensionistica, previdenziale e tributaria.

Sotto il profilo contabile, invece, le denunce e le segnalazioni di cattivo utilizzo e di sperpero di denaro pubblico dovranno essere proposte alla Procura della Corte dei Conti, che è l’organo giudiziario competente a decidere le questioni relative alla contabilità pubblica.

Dev’essere peraltro segnalato che è di imminente entrata in vigore anche in Italia la legge sul cosiddetto whistleblowing [1], vale a dire la disciplina volta a tutelare i lavoratori dipendenti che segnalano irregolarità ed abusi di cui siano venuti a conoscenza per ragioni di lavoro.

La nuova disciplina, modificando il testo unico sul pubblico impiego [2], stabilisce che il dipendente che segnala al responsabile della prevenzione della corruzione dell’ente o all’Autorità nazionale anticorruzione o ancora all’autorità giudiziaria ordinaria o contabile le condotte illecite o di abuso di cui sia venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto di lavoro, non può essere soggetto a sanzioni, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto a altre misure organizzative che abbiano un effetto negativo sulle condizioni di lavoro.

Sotto il profilo sanzionatorio, l’Autorità nazionale anti corruzione (Anac), a cui l’interessato o i sindacati comunicano eventuali atti discriminatori, applica all’ente (se accertato responsabile) una sanzione pecuniaria amministrativa da 5.000 a 30.000 euro, fermi restando gli altri profili di responsabilità. Inoltre, l’Anac applica la sanzione amministrativa da 10.000 a 50.000 euro a carico del responsabile che non effettua le attività di verifica e analisi delle segnalazioni ricevute.

Viene in ogni caso garantita la segretezza del denunciante, per cui non potrà, per nessun motivo, essere rivelata l’identità del dipendente che effettua la segnalazione.


note

[1] Legge 30 novembre 2017, n. 179

[2] Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165

Autore dell’immagine: Pixabay


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube