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Lo sai che? Per quanto tempo è possibile ospitare un amico?

Lo sai che? Pubblicato il 1 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 febbraio 2018

È capitato a tutti di ospitare qualcuno in casa e di chiedersi se e per quanto tempo fosse possibile farlo: ecco le risposte

I tempi moderni sono dettati da crisi, precarietà, flessibilità, dinamicità e spostamenti. Per lavoro o per piacere si viaggia molto, ci si sposta di città in città, ci si trasferisce senza porsi tante domande. Spesso sono le condizioni professionali a chiedercelo: contratti a termine e lavoro autonomo, nuove frontiere del lavoro che trasforma i giovani in cittadini digitali, perdita del lavoro. Sono tanti i motivi che possono spingere amici e conoscenti a farci la classica telefonata in cui ci chiedono di essere ospitati, per un periodo più o meno lungo. Possiamo farlo? Ma soprattutto, per quanto tempo è possibile ospitare un amico? Cerchiamo di capire meglio.

Ospitare un amico: si può?

Tra le tante cose che la Legge ha l’obbligo di tutelare e garantire, chiedendo ai cittadini di fare altrettanto,  c’è il dovere di solidarietà sociale nei confronti di chi ha più bisogno. È la legge fondamentale dello Stato a dirlo [1], quella a cui tutte le altre leggi devono sottostare e adeguarsi. L’ospitalità non fa eccezione. Perché solitamente chi chiede di essere ospitato può trovarsi in difficoltà, e necessita quindi dell’aiuto di qualcuno.

Anche se non esiste una norma giuridica definitiva e dedicata a questo, nulla vieta di farlo e non per forza chi dorme e vive in casa nostra, deve farlo sotto contratto d’affitto. Questo è quanto stabilito nel tempo dai giudici e questo è quanto si deduce dalle leggi che regolano oggi i contratti di locazione, che includono nei loro articoli l’ospitalità. Salvo poi prevedere diverse tipologie e obblighi dal punto di vista della comunicazione dell’ospite accolto.

Affitto: possono esserci clausole che vietano di ospitare?

Assolutamente no. Lo ha ribadito la Cassazione [2] nel momento in cui si è espressa a difesa del dovere di solidarietà sociale a cui sono chiamati i cittadini, e quindi la Legge. È nulla quindi qualsiasi clausola che il proprietario di una casa ceduta in affitto inserisca, per impedire all’affittuario di ospitare qualcuno.

Ospitare un amico: per quanto tempo è possibile?

Fermo restando che si può ospitare una persona che ha bisogno, la domanda che ci poniamo è per quanto tempo possiamo ospitare un amico? Non c’è un tempo limite oltre il quale una persona non può più essere ospitata. Possiamo ospitare amici per due giorni come per due anni. O comunque per tempi illimitati. Insomma, possiamo ospitare in casa nostra per quanto tempo vogliamo, senza limiti temporali. Questo non significa che siamo totalmente esenti da obblighi nei confronti di Comune e Questura.

Ospitare un amico: quali obblighi ci sono?

Obblighi del proprietario

Innanzitutto non siamo obbligati a stipulare contratti scritti di comodato d’uso per ospitare. È chiaro però che optare per questa forma ci tutela maggiormente, anche nei confronti della persona che ospitiamo, se l’ospitalità si protrarrà per molto tempo. E soprattutto, una volta scelta la forma scritta di comodato, questa va registrata. In linea generale, un contratto di comodato può essere verbale o scritto. Se diventa scritto allora va anche registrato, versando l’imposta di registro.

Vediamo nello specifico quali sono gli obblighi, quando ci si ritrova un amico con tanto di valige sull’uscio di casa:

  • Se ospitiamo il nostro amico in una parte di casa nostra o in una casa di nostra proprietà per un periodo inferiore ai 30 giorni non abbiamo obblighi di comunicazione
  • Se ospitiamo il nostro amico in un parte di casa nostra o in una casa di nostra proprietà per un periodo superiore ai 30 giorni, dobbiamo effettuare la comunicazione alle autorità di pubblica sicurezza, attraverso una dichiarazione di ospitalità o cessione fabbricato, entro 48 ore dal momento in cui il nostro amico prende possesso di casa [3]. Anche se in alcuni Comuni si tende sempre più spesso a non richiedere più questa dichiarazione, nel momento in cui ospitiamo cittadini italiani e comunitari, di norma la si deve fare.
  • L’obbligo di dichiarazione di ospitalità in questa forma viene meno se invece facciamo un contratto di comodato d’uso scritto e registrato o se registriamo comunque un contratto di cessione fabbricato, soggetto a termine fisso. In tal caso la legge [4] ha stabilito che sarà l’Agenzia delle entrate a comunicare al Ministero – per via telematica – le informazioni di cui ha bisogno. In questo caso noi, registrando il contrando, abbiamo già assolto ai nostri obblighi.

Questa dichiarazione si traduce nell’andare in Commissariato o Questura e compilare e consegnare un modulo apposito contenente i nostri dati e i dati della persona che ospitiamo. Se non andiamo di persona, possiamo anche inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno. Le autorità si occuperanno poi di inserire il nominativo del nostro amico nel loro database.

È quindi libertà nostra scegliere per quanto tempo tenerci in casa l’amico. Cambiano solo gli obblighi di comunicazione o non comunicazione alle autorità.

Obblighi dell’amico ospitato

È chiaro però che se il nostro amico si ferma da noi per molti mesi, o anche di più, inizia a vacillare la condizione di ospitalità temporanea e si inizia a parlare di carattere abituale. La sua dimora abituale viene cioè considerata casa nostra. È qui che scatta l’obbligo giuridico di residenza.

L’amico che ospitiamo cioè dovrà recarsi all’Ufficio anagrafe del Comune in cui abitiamo e provvedere il cambio di residenza o domicilio, comunicando l’indirizzo dei casa nostra. Nella sua dichiarazione di residenza verrà chiesto di specificare a che titolo si occupa la casa: se con contratto di affitto, proprietà, comodato d’uso, ospitalità.

Ospitare un amico: come faccio con la Tari?

Sappiamo bene che questa tassa si calcola anche sulla base delle persone che abitano in una casa. Se il nostro amica acquista residenza da noi, sarà una persona più ad aggiungersi al conteggio. La normativa sulla Tari infatti parla chiaro: ai fini del conteggio dell’importo dovuto sono inclusi i residenti nella casa e le persone dimoranti nella stessa casa per un periodo di almeno sei mesi [5]. In caso contrario invece, se il nostro ospite sa che si fermerà fino a sei mesi (e non di più) non dovrà essere conteggiato ai fini dell’imposta sui rifiuti.

Nel caso di comodato d’uso di un’intera casa, a pagare la tassa sarà il comodatario (l’amico che ospitiamo). Nel caso invece il nostro amico viva con noi, sia andrà ad aggiungere al nostro gruppo di persone residenti (anche se è domiciliato da più di 6 mesi).

Ospitare un amico straniero: quali obblighi ci sono? 

Le cose cambiano un po’ se ad aver bisogno del nostro aiuto è un amico straniero. In tal caso:

  • Se è comunitario (cittadino di uno Stato Ue), valgono gli stessi obblighi sopra descritti per i nostri amici italiani
  • Se è extracomunitario (quindi cittadino di uno stato extra-europeo), dobbiamo in ogni caso effettuare la comunicazione – dichiarazione di ospitalità o cessione fabbricato), anche se lo ospitiamo per meno di 30 giorni. E questa comunicazione va fatta sempre entro 48 ore dall’arrivo in casa del nostro ospite [6].

note

[1] Art. 2 Costituzione italiana

[2] Cassazione sentenza n. 14343 del 2009

[3] Legge n. 191 del 18 maggio 1978

[4] Legge 131 del 2012

Circolare del ministero dell’interno n. 557 del 2012

[5] Legge 147 del 27 dicembre 2013

[6] Art. 7, D.lgs. n. 286 del 1998

Autore immagine: Pixabay 


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