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Lo sai che? Chi fa i controlli Siae?

Lo sai che? Pubblicato il 17 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 dicembre 2017

Festa privata in un locale o diffusione di musica protetta dai diritti d’autore: chi sono gli ispettori della Siae e come riconoscerli.

Hai organizzato una festa privata tra amici in un locale aperto al pubblico. Anche se potranno parteciparvi solo gli invitati – e quindi le “porte” sono chiuse agli estranei – sai bene che l’aver scartato, come luogo per l’evento, casa tua o comunque un appartamento privato ti obbliga a pagare la Siae (se invece non lo sapevi ti consiglio di leggere la nostra guida Festa privata: devo pagare la Siae). Ciò nonostante non sei mai stato allo sportello della Società degli Autori ed Editori per pagare i relativi diritti, sperando che l’assenza del dee-jay e la diffusione di musica tramite cd da te stesso selezionati e, di volta in volta, inseriti nel lettore, non destasse alcuna attenzione da parte dei controllori. Ora però, a pochi minuti dall’inizio dall’arrivo degli invitati, ti assale il timore che possa venire qualcuno a farti domande nel bel mezzo del party e, magari interrompere la festa. Così ti chiedi chi fa i controlli Siae e come riconoscere il personale? Si tratta dei vigili urbani, della polizia, dei carabinieri o degli stessi dipendenti dell’ente pubblico? Ecco la risposta.

La prima cosa che voglio dirti per tranquillizzarti è che, in caso di mancato pagamento della Siae, non verrà interrotta la festa. Non sarà neanche possibile trascinarti in questura o dai carabinieri. Difatti, in questi casi, sarai passibile di una sanzione amministrativa che potrai pagare alla conclusione dell’evento quando riceverai a casa la contestazione formale da parte della Siae. Contestazione che, per come avrai facilmente intuito, ti arriverà solo se saranno effettuati i controlli al fine di verificare che, durante la festa, è stata diffusa al pubblico musica coperta dai diritti d’autore. Potresti salvarti dalle sanzioni solo a condizione che la musica trasmessa nel locale sia «libera da licenze» ossia non coperta da copyright. Ne trovi tantissima su Jamendo (www.jamendo.com/it), ma c’è anche Free Music Archive (www.freemusicarchive.org), Audionity (www.audionity.com) e Magnatude (www.magnatune.com), Noisetrade (https://noisetrade.com). Di solito, però, tutta la musica più popolare è sempre tutelata dai diritti d’autore e, quindi, dalla Siae.

Detto ciò vediamo chi fa i controlli Siae e come riconoscere il personale. A eseguire i controlli sul pagamento dei diritti d’autore è lo stesso personale della Siae, che non ha una divisa apposita e che, pertanto, circola “in borghese”. Si tratta di ispettori che hanno superato un’apposita selezione.

Ovviamente, per poter eseguire i controlli, l’ispettore Siae dovrà identificarsi e mostrare il tesserino. Si tratta, però, di pubblici ufficiali, cui la legge attribuisce poteri di accertamento, al pari di un controllore del treno. La loro relazione finisce in un atto interno che, peraltro, non ti deve necessariamente essere consegnato né devi firmare. Questo documento viene poi elaborato all’interno degli uffici della Siae per formare le lettere di contestazione. Riceverai la contestazione con una normalissima raccomandata a/r a casa (se dovesse arrivarti con posta semplice potresti anche ignorarla). Se non pagherai neanche questa ti arriverà ciò che viene definito «attestato di credito». Questo documento è una vera e propria ingiunzione che ha valore di «titolo esecutivo» proprio al pari di una cartella di pagamento dell’agente della riscossione (attenzione però: il controllo della Siae è cosa ben diversa dall’accertamento fiscale e anche l’opposizione segue regole differenti).

Nel titolo esecutivo azionato dalla Siae sono riportati: a) l’atto di designazione b) gli atti di constatazione redatti da pubblico ufficiale – quale è, per giurisprudenza costante, l’ispettore Siae; c) la data; d) le modalità di utilizzazione del repertorio tutelato (es. esecuzioni dal vivo o attraverso strumenti meccanici); e) il periodo; nonché f) l’importo dovuto a titolo di diritto di autore.

Visto che la legge attribuisce all’ispettore Siae la qualifica di pubblico ufficiale, ciò che questi certifica nel verbale è dotato di “fede privilegiata” ossia costituisce prova e dimostra di per sé i fatti in essi dichiarati, l’esistenza del credito in favore della Siae e l’ammontare. Si tratta di un documento molto simile a un atto pubblico come quello che può redigere, ad esempio, un vigile urbano. Questo comporta ciò che, in termini tecnici, si chiama «inversione dell’onere della prova»: in altri termini, se vuoi contestare l’attestato di credito sei tu che devi dimostrare (e non la Siae) che ciò che vi è scritto è completamente falso.

Per contestare l’attestato di credito della Siae devi rivolgerti al giudice e, in particolare, al tribunale delle imprese. Se invece decidi di non pagarlo e di non opporlo al tribunale, subirai un pignoramento e niente più, ma se vivi a casa dei tuoi genitori l’ufficiale giudiziario potrebbe anche prelevare i beni appartenenti a questi ultimi a meno che non ne riescano a dimostrare la proprietà.

Non esistono termini per impugnare l’attestato di credito, per cui potresti avviare l’opposizione anche dopo il pignoramento.


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