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Come apporre un timbro di congiunzione

17 dicembre 2017


Come apporre un timbro di congiunzione

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 dicembre 2017



Documento formato da più fogli: quale alternativa a firmare tutte le pagine?

Secondo un luogo comune, l’Italia è la «Repubblica dei timbri»: un documento senza un timbro sembra quasi essere carta straccia, un foglio senza alcun valore legale. Tant’è vero che si usa spesso dire di un atto, per sottolinearne la piena validità e forza, che è stato «timbrato e firmato» come se fossero due attività che devono andare di pari passo. In realtà, nessuna legge attribuisce al timbro un valore superiore a quello che già la firma ha. È solo la sottoscrizione a garantire la genuinità dell’atto – sia esso un contratto, una dichiarazione, una scrittura privata, ecc. – e non certo il timbro che, in quanto realizzato tramite un procedimento banale, può essere facilmente duplicato e falsificato.

Il timbro ha di solito la funzione di rendere immediatamente riconoscibile l’autore del documento, tramite intestazione. Vi si ricorreva spesso quando non esistevano i computer in grado oggi di rappresentare graficamente qualsiasi tipo di iconografia. Così, oggi al timbro viene data una funzione residuale. Spesso vi si ricorre come mezzo per certificare l’unicità di un documento quando questo è composto da più fogli spillati tra loro attraverso la cucitura metallica della spillatrice. In tal caso si parla di timbro di congiunzione. Esso serve per fare in modo che nessuno possa essere tentato, in un successivo momento, di sottrarre uno dei fogli o di inserirne di nuovi. Di tanto parleremo in questo articolo e cercheremo di spiegarti,  come apporre un timbro di congiunzione.

Per comprendere a che serve un timbro di congiunzione e perché apporlo, dobbiamo partire da un esempio. Immaginiamo che due persone, al termine di una lunga trattativa, decidano di firmare un contratto. Il documento è composto di più fogli che vengono tutti scritti al computer, stampati e poi “spillati” tramite una spillatrice; vengono così uniti tra loro in ordine consequenziale dal primo all’ultimo. La firma viene posta solo sull’ultimo foglio. Maliziosamente, i due soggetti si pongono subito un problema: come evitare che, un domani, uno dei due possa “despillare” il fascicolo e strappare una pagina o magari inserire, nella propria copia, una nuova (creata in un successivo momento solo per far rientrare nel testo del documento delle previsioni mai concordate con l’altro)? Le soluzioni sono tre.

La prima soluzione per evitare che venga alterato il numero delle pagine è firmare il documento in ogni pagina. In questo modo, i fogli senza sottoscrizione si dovranno ritenere esclusi dall’accordo tra le parti. La legge non impone di firmare un documento o un contratto alla fine di ogni pagina, ma spesso lo si fa appunto per tale garanzia. Come vedremo a breve, però, questo non è l’unico modo per difendersi da alterazioni sulla consistenza del fascicolo.

La seconda soluzione per evitare che, in un documento di più fogli tra loro spillati, possano essere tolte o inserite altre pagine è quello di riportare, alla fine del documento stesso e prima della firma degli autori, una dicitura del seguente tenore: «Le parti dichiarano che il presente contratto è costituito da numero [tot.] di pagine e che tutte sono state lette e approvate singolarmente». In questo modo viene certificato il numero di fogli e non sarà possibile inserirne di nuovi.

L’ultima soluzione è infine quella dei timbri di congiunzione. In cosa consiste? È molto facile. Bisogna apporre un timbro qualsiasi – di solito quello che indica la data, ma può essere usato qualsiasi altro timbro – a cavallo tra la facciata posteriore del foglio di sinistra e la facciata anteriore del foglio di destra proprio come nell’immagine qui sotto.

Bisogna fare in modo che i fogli combacino regolarmente. In questo modo il timbro viene spezzato: una parte su un foglio e l’altra metà sull’altro, di modo che l’uno possa essere considerato come la naturale conseguenza dell’altro.

In ogni caso la legge non richiede né la firma su tutte le pagine, né il timbro di congiunzione, né la clausoletta alla fine del contratto che indica il numero delle pagine. Infatti si tratta solo di precauzioni. È sufficiente infatti una sola firma alla fine dell’ultimo foglio se non ci sono dubbi, sul piano logico-lessicale, circa l’unicità del documento. Questo significa che tra l’ultima parola di una pagina e la prima della pagina successiva vi deve essere consequenzialità logica e grammaticale, di modo da garantire, senza ombra di dubbio, che il secondo foglio sia successivo al primo. Ciò consente di escludere che nessuna delle parti abbia alterato il documento inserendo altre pagine o sottraendone alcune.


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