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Chi eredita la casa comprata prima del matrimonio

2 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 febbraio 2018



Casa acquistata prima del matrimonio: chi la eredita in caso di morte del proprietario? Quali diritti ha il coniuge superstite? 

I beni acquistati prima del matrimonio non entrano in comproprietà (neppure qualora i coniugi abbiano adottato il regime di comunione dei beni), ma restano sempre e comunque di proprietà esclusiva del coniuge acquirente. Ciò comporta che, dopo la morte del coniuge esclusivo proprietario, l’altro coniuge superstite potrà vantare i diritti ereditari sull’immobile solo se previsti dal testamento o, in assenza di quest’ultimo, nella misura stabilita dalla legge.

Se l’immobile in questione è la casa coniugale, il coniuge superstite eredita in ogni caso il diritto di abitazione. Vediamo tutte le ipotesi.

Casa comprata prima del matrimonio: se c’è il testamento

Il testamento può prevedere che la casa comprata prima del matrimonio vada interamente al coniuge superstite. Una simile previsione è però legittima solo a determinate condizioni.

Se il coniuge superstite è erede universale

Se il de cuius muore senza lasciare genitori né figli, il testamento può prevedere come unico erede il coniuge superstite (erede universale). In questo caso non si pongono problemi di suddivisione dell’immobile, del quale il coniuge superstite può diventare tranquillamente l’esclusivo proprietario.

Se ci sono anche i figli e/o genitori del de cuius

Diverso è il caso in cui vi siano i figli e/o i genitori del de cuius. In tale ipotesi il testamento può prevedere che la casa comprata prima del matrimonio vada interamente al coniuge superstite, a condizione che non vengano lesi diritti degli eredi legittimari (appunto i figli e i genitori) ai quali spetta per legge una quota dell’eredità (cosiddetta legittima).

Ciò vuol dire che, solo se nell’asse ereditario, oltre alla casa, ci sono anche altri beni idonei a soddisfare la quota dei legittimari, l’immobile potrà essere trasferito esclusivamente al coniuge. Diversamente, esso dovrà essere diviso tra gli eredi legittimari.

Casa comprata prima del matrimonio: se non c’è il testamento

Se il de cuius non ha lasciato testamento, la casa acquistata prima del matrimonio entrerà nell’asse ereditario da dividere tra gli eredi legittimi, secondo le regole stabilite dal codice civile. Vediamo tutte le ipotesi.

  1. se c’è solo il coniuge e non ci sono figli, spetterà tutto a questi. L’eredità spetta anche al coniuge separato se a quest’ultimo non sia stata addebitata la separazione nella sentenza di separazione. Ciò ovviamente non vale invece nel caso di coniuge divorziato.
  2. se ci sono coniuge e figli (legittimi, naturali o adottivi), bisogna distinguere: 1) se il figlio è uno solo: una metà dei beni del defunto spetta al coniuge e l’altra metà al figlio; 2) se i figli sono più di uno: 1/3 dell’eredità spetta al coniuge e i residui 2/3 vanno divisi, in parti uguali, tra i figli.
  3. se non c’è il coniuge superstite e vi sono solo uno o più figli, l’eredità spetta per intero al figlio unico o, in parti uguali, a tutti i figli. Anche in questo caso, nulla spetta a fratelli, sorelle o altri parenti.
  4. se non ci sono figli né coniugi, ma altri discendenti (per es.: i nipoti, ossia i figli dei propri figli), tutta l’eredità spetta, in quote uguali, a questi ultimi.
  5. se al defunto sopravvivono il coniuge e/o fratelli/sorelle legittimi (o loro discendenti) e/o genitori e, nello stesso tempo, non vi sono figli (o i figli non sono superstiti), né altri discendenti (come i nipoti): 2/3 dell’eredità vanno al coniuge e 1/3 ai fratelli, sorelle e genitori.
  6. se non ci sono nè coniugi, né figli, né altri discendenti, né fratelli/sorelle, né genitori, ma lascia altri ascendenti (per es. nonni), i suoi beni andranno per metà agli ascendenti della linea paterna e, per l’altra metà, agli ascendenti della linea materna. Ciò purché si tratti di ascendenti di grado uguale (per es., se rimangono due nonni, uno paterno e uno materno). Se, invece, gli ascendenti siano di grado diverso (un nonno e una bisnonna), eredita solo l’ascendente più prossimo (in questo caso, il nonno).
  7. se il defunto lascia solo parenti dal terzo al sesto grado, succedono solo quelli più prossimi (per primi gli zii, poi i cugini, i prozii, ecc.) in quote uguali.
  8. se non ci sono neanche parenti, tutta l’eredità (e quindi anche gli immobili) passa in proprietà allo Stato.

Diritto di abitazione coniuge superstite

Si precisa che, se l’immobile comprato dal de cuius prima del matrimonio è stato adibito a casa coniugale, a prescindere da chi l’avrà in eredità, il coniuge superstite vanta su di essa il diritto di abitazione e di uso dei mobili che la arredano. Difatti il codice civile statuisce che, al coniuge sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni.

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1 Commento

  1. Buongiorno,
    nella trattazione, non si è tenuto conto della fattispecie nella quale il de cuius possa aver fatto testamento(UNIVERSALE) a fvr di terzi estranei e senza la presenza di legittimari se non il solo coniuge, che avrebbe diritto alla quota di legittima SOLO per ciò che attiene la parte dell’asse ereditario costituito dai beni in COMUNIONE,
    (QUALORA CE NE FOSSERO) pertanto,
    qualora il de cuius risultasse essere il solo proprietario (perchè ricevuti in dote!) dei beni componenti l’asse ereditario, il testamento a fvr dei terzi estranei, consentirebbe a quest’ultimi di ereditare TUTTI i beni oggetto dell’asse ereditario, eccetto la riserva al diritto di abitazione da parte del coniuge supertite, vero ?

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