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Giardino privato: posso recintarlo?

4 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 febbraio 2018



E’ possibile recintare il giardino privato o serve l’autorizzazione del condominio?

La proprietà esclusiva del giardino privato in condominio non comporta automaticamente la possibilità di recintarlo senza interpellare gli altri condomini. Il coinvolgimento o meno del condominio ai fini della recinzione del giardino privato dipende infatti dal posizionamento del giardino stesso e dalla funzione della recinzione.

La recinzione, infatti, potrebbe rappresentare il perimetro dell’edificio (si pensi per esempio ad un muretto di cinta) divenendo per ciò solo bene condominiale. La natura di bene condominiale e, quindi, di parte comune dell’edificio comporterebbe, non solo la necessità della delibera assembleare per i lavori di installazione e di manutenzione, ma anche la partecipazione di tutti i condomini alle relative spese.

Come sapere se la recinzione è parte comune o esclusiva?

Per sapere quale natura assumerebbe l’eventuale recinzione del giardino privato occorre consultare il regolamento di condominio. In questo documento sono, infatti, indicate le porzioni di edificio che si considerano parti comuni. Inoltre è possibile individuare l’esatta perimetrazione del condominio e verificare se la costruzione di un muro o di una ringhiera potrebbe coincidere con essa e divenire quindi perimetrale (e di conseguenza parte comune).

In assenza di regolamento, o qualora questo nulla dica in merito al giardino privato e alla perimetrazione, occorre adottare i criteri stabiliti dalla legge.

Se la recinzione del giardino è parte comune

Il codice civile indica le parti del condominio che si presumono comuni; l’indicazione è effettuata attraverso una specifica esemplificazione e una formula generale di chiusura che è in grado ricomprendere tutte le cose che, pur non essendo espressamente menzionate, sono “necessarie all’uso comune“. Tra le cose menzionate vi sono i muri maestri che sono quelli che sorreggono i diversi piani della costruzioni e i muri perimetrali.

Secondo la Cassazione, la natura condominale di un bene è desumibile dalla funzione cui assolve nell’interesse collettivo in base al criterio residuale che fa presumere comuni “tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune”, indipendentemente dalla menzione nel regolamento di condominio.

Ciò vuol dire che la recinzione del giardino da parte del condomino proprietario esclusivo potrebbe essere considerata parte comune qualora sia utile a tutti i condomini (per esempio perchè delimita i confini del condominio).

Allo stesso tempo, il singolo condomino può apportare all’eventuale recinzione già presente le modifiche che gli garantiscono un’utilità aggiuntiva rispetto agli altri proprietari (per esempio per ragioni di privacy o sicurezza), a condizione che: non venga limitato il diritto all’uso degli altri condomini, non ne venga alterata la normale destinazione, le modifiche non pregiudichino il decoro architettonico dell’edificio.

Se la recinzione del giardino non è parte comune

Se la recinzione, invece, non è parte comune poichè non può fungere da perimetro esterno del condominio ed insiste unicamente sulla parte di proprietà esclusiva del singolo condomino, quest’ultimo può recintare il proprio giardino privato senza necessità di autorizzazione da parte degli altri condomini.

Un aspetto, tuttavia, da non sottovalutare è la potenziale lesione del decoro architettonico dell’edificio. I condomini potrebbero infatti opporsi alla recinzione qualora quest’ultima sia realizzata in disarmonia con l’architettura, le forme e i colori dell’edificio (si pensi per esempio ad una recinzione di mattoni rossi in un condominio azzurro).

Il decoro architettonico è l’insieme delle linee e dei motivi architettonici e ornamentali che costituiscono le note uniformi dominanti ed imprimono alle varie parti dell’edificio stesso nel suo insieme, dal punto di vista estetico, una determinata fisionomia, unitaria ed armonica, e dal punto di vista architettonico una certa dignità più o meno pregiata e più o meno apprezzabile.

Dunque, il decoro architettonico concorre a determinare il valore sia delle proprietà individuali che di quella collettiva sulle parti comuni e coincide sostanzialmente l’estetica del fabbricato, data dall’insieme delle linee e delle strutture che connotano lo stabile stesso e gli imprimono una determinata, armonica fisionomia ed una specifica identità.


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