Spid, Sistema pubblico di identità digitale: cos’è e come funziona


Spid, Sistema pubblico di identità digitale: cos’è e come funziona

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 dicembre 2017



Ogni cittadino può scegliere di dotarsi di una Pec, posta elettronica certificata, per accedere a tutti i servizi della Pubblica amministrazione.

Grazie allo Spid, cittadini e pubblica amministrazione possono dialogare tramite computer ed email. Non più code all’ufficio, non più richieste di certificati allo sportello, non più comunicazioni ufficiali inviate con raccomandata. Dal 1° gennaio 2018 è diritto di ogni cittadino dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (Pec) o un altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato. Questo consente di accedere a tutti i servizi online della P.A. con un’unica autenticazione, senza cioè dover ricordare decine di Pin, password, codici di accesso.

Cos’è lo Spid?

Spid sta per «Sistema Pubblico di Identità Digitale»; si tratta di un domicilio virtuale, ossia di un sistema di login collegato a una casella di posta elettronica certificata, con una username e una password, che permette a cittadini e imprese di accedere, con un’unica identità digitale, a tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni. In questo modo vengono superati tutti i tradizionali problemi collegati alla carta. Tanto per fare un esempio, se il postino arriva sempre quando sei al lavoro e, non trovandoti a casa, lascia l’avviso di giacenza nella cassetta delle lettere, sei obbligato a ritirare la busta il giorno successivo alla posta; invece con Spid non dovrai più preoccuparti di questo almeno per quanto riguarda le comunicazioni del tuo Comune, dell’Inps, dell’Agenzia delle Entrate e di tutte le altre amministrazioni. Grazie infatti alle recenti modifiche introdotte al codice dell’amministrazione digitale, nei confronti di quanti si dotano di Spid, la P.A. è tenuta a dialogare solo con email certificata e non più con la tradizionale carta.

A breve tutti i cittadini dovranno obbligatoriamente essere dotati di Spid. Per ora però il sistema è facoltativo e rimesso alla scelta del cittadino. Non è così per quelle categorie di soggetti tenuti per legge ad avere una Pec (professionisti, ditte individuali e società) per i quali la posta certificata diventa automaticamente il domicilio virtuale Spid (l’interessato potrà tuttavia decidere di dotarsi di un’altra Pec da eleggere a “residenza” virtuale, distinguendola da quella del lavoro).

Sarà un decreto ministeriale a stabilire il momento dello switch off a partire dal quale tutte le comunicazioni tra gli uffici pubblici e i cittadini dovranno avvenire online, anche per quei cittadini che oggi non devono necessariamente dotarsi di una Pec.

Le persone fisiche che già hanno una propria posta elettronica certificata (Pec) possono decidere di eleggere questo indirizzo email a «domicilio digitale», inserendola nell’Indice nazionale delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, che l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) deve realizzare entro il 2019. Tutti gli Indici nazionali migreranno poi nell’Anagrafe della popolazione residente (Anpr).

Come dotarsi di Spid?

Sono diverse le società che rilasciano lo Spid, ossia un indirizzo di Pec utile per dialogare con la pubblica amministrazione. Una di queste è ad esempio PosteItaliane che ha rilasciato PosteID, una soluzione di Identità Digitale utilizzabile sia per i servizi di Poste Italiane che con tutte le altre pubbliche amministrazioni. Altri gestori di identità Spid sono Infocert Spa, Tim, Aruba, Sielte, Namirial, Register.it.

Una volta che l’utente si è dotato di Spid, questo deve essere comunicato all’amministrazione e inserito nell’Indice nazionale delle persone fisiche gestito da Agid.

Cosa cambia con lo Spid?

Attualmente riceviamo nella nostra cassetta delle lettere tutte le comunicazione da parte del Comune (come ad esempio le multe stradali), dell’Inps (ad esempio una comunicazione per la pensione), dell’Agenzia delle Entrate (ad esempio una cartella di pagamento per le tasse). Da oggi tutto ciò avverrà tramite email certificata (Pec). Questo è il domicilio digitale, che per essere tale deve essere iscritto in uno degli Indici nazionali dei domicili digitali. A quel punto, tutte le comunicazioni con la P.A. avverranno online.

Come funziona lo Spid?

Con lo Spid i cittadini non solo riceveranno le comunicazioni della P.A. tramite Pec, ma anche potranno accedere ai siti istituzionali delle amministrazioni stesse e, autenticandosi con un’unica chiave di accesso (username e password), chiedere informazioni e certificati. L’utilità dello Spid sta proprio in questo: l’autenticazione non varierà più da sito a sito, obbligando l’utente a ricordare decine di credenziali di accesso, ma sarà unica per tutti i siti della P.A.

Lo Spid prevede tre diversi tipi di autenticazione, a seconda del sito internet:

  • in un primo caso viene richiesta solo la username (ossia il nome utente) e la password;
  • in un secondo caso – protezione più avanzata – viene richiesto anche un codice temporaneo che viene inviato all’utente via sms o con un’ app mobile dedicata;
  • in un terzo caso – massimo livello di protezione – l’accesso ai servizi richiede anche un dispositivo di accesso in dotazione all’utente.
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1 Commento

  1. Quanto scritto all’inizio del Vs articolo “Dal 1° gennaio 2018 è diritto di ogni cittadino dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (Pec) o un altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato. Questo consente di accedere a tutti i servizi online della P.A. con un’unica autenticazione, senza cioè dover ricordare decine di Pin, password, codici di accesso.” è non vero. SPID è una cosa la PEC un’altra.

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