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Come risparmiare l’acqua

4 febbraio 2018 | Autore:


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La lotta agli sprechi passa anche da casa nostra e risparmiare l’acqua significa fare bene all’ambiente e alle nostre tasche: vediamo alcuni consigli

Grazie a cosa ci nutriamo ogni giorno, ci riscaldiamo, ci vestiamo, ci laviamo, ci curiamo? Riusciamo a fare tutto questo perché la nostra Terra è ricca di risorse, anzi ricchissima. E ce le ha messe tutte a disposizione, finché noi non abbiamo deciso di esagerare, di cedere ai lussi e di abusare di tutto ciò che abbiamo trovato utile al nostro benessere sul pianeta. L’acqua, il vento, il sole, la terra fertile, il petrolio. Sono tutte risorse naturali (rinnovabili e non) che l’uomo ha iniziato a sfruttare senza limiti, trasformandole in energia, non solo per sopravvivere, ma per trarne profitto. Gli scienziati mondiali hanno da tempo lanciato forti allarmi sulle sorti del nostro pianeta e viviamo oggi nel vortice dei cambiamenti climatici che, tra i tanti disastri causati, portano anche ad alluvioni improvvise alternate a terribili periodi di siccità, in zone della terra che tropicali non sono mai state, come ad esempio il nostro Occidente. Casa nostra. Abbiamo acqua in sovrabbondanza, tanto da poterci permettere di sprecarla inutilmente? I periodi di siccità a cui assistiamo ogni anno con le relative ordinanze dei vari comuni, ci danno già una risposta. Abbiamo sfruttato troppo le risorse della Terra e ora si teme stiano finendo. Ecco perché ormai c’è accordo sulla necessità di uno stile di vita più sostenibile, se vogliamo limitare i danni. A cominciare dalla risorsa più preziosa, l’acqua, oltre al fatto che il suo consumo incide non poco sul nostro budget annuale. Vediamo allora alcuni consigli su come risparmiare l’acqua.

L’acqua è un diritto universale?

Riuscireste a immaginare una vita senza la risorsa madre del Pianeta, l’acqua? Senza di lei siamo destinati a scomparire. Ecco perché è tanto importante. È uno dei beni pubblici più preziosi e viene garantito (almeno in teoria) come diritto universale, quindi di tutti gli abitanti della Terra, anche se purtroppo sappiamo bene che non è così.

Non è affatto inesauribile e, di tutta l’acqua disponibile sul Pianeta (circa 1.400 milioni di chilometri cubi), solo il 2,5 per cento si può teoricamente definire potabile. Il restante 97, 5 per cento fa parte degli oceani e dei mari (anche se ci stiamo impegnando molto a distruggere anche questi). E purtroppo c’è una grande sproporzione di utilizzo nelle varie parti del mondo. I più sfortunati sono i Paesi in via di sviluppo. Circa un miliardo di persone nel mondo non ha accesso all’acqua potabile, mentre solo noi italiani ne consumiamo addirittura 245 litri al giorno a testa [1].

In Italia l’acqua viene garantita per legge a tutti i cittadini attraverso sistemi integrati idrici che vanno dal prelievo dell’acqua alla depurazione fino alla sua distribuzione attraverso il sistema degli acquedotti. E laddove manchi, le amministrazioni sono tenute a provvedere a risolvere la situazione [2]. Ma l’acqua non è eterna e non è inesauribile. Sempre più spesso assistiamo a gravi siccità che costringono le amministrazioni comunali a emanare ordinanze per limitarne il consumo.

Come posso risparmiare l’acqua?

Oltre alla questione della sostenibilità ambientale, c’è anche una questione economica. Consumare acqua costa. E questo costo incide un bel po’ sulla nostra bolletta. Inaugurare una politica di risparmio quindi fa bene sia al Pianeta sia al nostro portafoglio. Ecco qualche consiglio su come risparmiare l’acqua:

Doccia o bagno?

Sembra il più scontato tra i consigli, ma non tutti ne comprendono l’importanza. Si sa, un bel bagno, soprattutto quando siamo stressati, è un vero toccasana. Ma lo è solo per noi, non certo per l’ambiente e per il portafoglio. È sufficiente vederla in numeri: se facciamo una doccia consumiamo in media 40 litri d’acqua, mentre se optiamo per il bagno ne servono circa 150 litri, bel quattro volte di più. Relax sì, ma a che prezzo! È quindi sempre preferibile scegliere la doccia. È più veloce e fa risparmiare.

Chiudere l’acqua mentre lavi i denti o fai lo shampoo

Per lavarci i denti dovremmo impiegare circa 2 minuti, durante i quali molti di noi lasciano costantemente l’acqua scorrere in modo del tutto inutile e dispendioso. Il rubinetto del bagno infatti rilascia circa 10 litri di acqua al minuto, facendoci consumare circa 20 litri d’acqua potabile, buttati via inutilmente. Lo stesso succede quando usiamo il rasoio per raderci.

Fare lavatrice lavastoviglie a pieno carico

Nel weekend abbiamo un appuntamento a cui teniamo e vogliamo indossare proprio quella camicia elegante che guarda caso si trova nella cesta dei panni sporchi. L’istinto è quello di infilarla in lavatrice, buttandoci dentro altri due o tre panni e un asciugamano per giustificare la nostra impellenza nell’avviare il carico. Nulle di più sbagliato. La lavatrice si deve fare a piano carico. Questo significa che dobbiamo cercare di raccogliere quanti più panni il suo cestello può ospitare. E la stessa cosa vale per la lavastoviglie nella quale, prima di pigiare il tasto on, spesso infiliamo 3 piatti, 4 tazzine, una pentola, qualche posata. Dovremmo invece riempirla adeguatamente. Insomma, aspettiamo di aver accumulato abbastanza panni e piatti prima di avviare questi due preziosi elettrodomestici. Evitiamo inoltre prelavaggi e lavaggi a 90 gradi.

Controllare le perdite in bagno e cucina

Spesso le ignoriamo per paura di dover far fronte alla spesa dell’idraulico, ma facciamo male perché le perdite d’acqua incidono molto sul consumo, quindi sulla bolletta. Un rubinetto che perde, lo sciacquone del wc che continua a rilasciare quel fastidioso filino d’acqua, a cui però siamo ormai abituati. Controllare queste perdite e risolverle incide positivamente sul risparmio di acqua. Se non siamo ancora convinti, pensiamo al fatto che il solo wc incide sul 30 per cento di tutta l’acqua consumata in casa nostra e che una sola perdita al wc può causarci anche centinaia di litri al giorno di acqua buttata al vento.

Controllare le perdite al sistema di irrigazione in giardino

Lo stesso vale per il sistema di irrigazione che abbiamo installato in giardino o sul terrazzo. Ci possono essere perdite che ci fanno sprecare centinaia – se non migliaia – di litri. Prendiamo l’abitudine di controllare anche questo.

Non lavare i piatti con l’acqua corrente

Non abbiamo una lavastoviglie e siamo abituati a lavare i piatti a mano. Diciamoci la verità, quanti di noi cedono all’acqua corrente come metodo di utilizzo? Molti. Così centinaia di litri d’acqua scorrono indisturbati su ogni forchetta sporca, ogni piatto, pentola e bicchiere presente nel cestello del lavandino. Non è proprio una tecnica geniale, soprattutto se vogliamo puntare al risparmio economico e all’utilizzo sostenibile di questa importante risorsa. Se vogliamo risparmiare acqua, è meglio lasciare i piatti immersi nel lavandino e lavarli senza acqua corrente, per poi risciacquarli insieme.

Mettere il riduttore ai rubinetti

Spesso quando apriamo i rubinetti l’acqua fuoriesce quasi a cascata, con un getto molto potente, almeno molto più potente di quanto in realtà ci servirebbe. È consigliabile quindi mettere dei semplici riduttori o regolatori sulla bocchetta di uscita dell’acqua. Si chiamano anche frangigetto e, attraverso una piccola valvola, regolano la fuoriuscita dell’acqua, limitandone notevolmente il getto. In questo modo arriviamo a risparmiare fino al 50 per cento d’acqua e nell’arco di un anno, fino a 6 mila litri.

Innaffiare il giardino con l’acqua piovana

Non facciamo piovere invano. Pensiamo positivo quando la pioggia arriva e raccogliamola in bacinelle, perché potrà essere riutilizzata per innaffiare le piante in terrazzo e in balcone. La stessa acqua potrebbe poi essere riutilizzata per pulire il balcone o per lavare l’auto.

Innaffiare di sera

Se innaffiamo le piante verso sera, innanzitutto non facciamo loro del male, e poi l’acqua evapora molto più lentamente e ha il tempo di essere assorbita dalla terra.

Lavare la macchina con il secchio

Evitiamo di usare i getti d’acqua corrente per lavare la nostra auto. Ci sono i secchi, che possono essere riempiti d’acqua e utilizzati per risciacquare la carrozzeria dopo averla leggermente insaponata.

Acquistare elettrodomestici di classe A+

Quando acquistiamo un elettrodomestico (lavatrice, lavastoviglie, ecc) facciamo attenzione a sceglierlo di classe A+ e , se riusciamo, anche di A++ oppure A+++. D’accordo forse spenderemo qualcosa in più al momento dell’acquisto, ma il nostro portafoglio ci ringrazierà quando a fine anno faremo i conti della spesa per la bolletta dell’acqua. Consideriamolo come un investimento a medio e lungo termine su noi e sull’ambiente.

Non lavare frutta e verdura con l’acqua corrente

Nulla dovrebbe essere lavato con acqua corrente, a meno che proprio non ce ne sia proprio bisogno. Lo stesso vale per verdura e frutta. Meglio lasciarle a mollo in una bacinella o nel cestello del lavandino, per poi risciacquarle.

Usate il doppio scarico per lo sciacquone

Ogni volta che tiriamo lo sciacquone vengono giù all’incirca 10-12 litri di acqua. Immaginate quanto possiamo consumare nell’arco di un anno! Solo il water incide per il 30 per cento sul nostro consumo. Un altro modo per risparmiare acqua è quello di impostare uno sciacquone del wc a doppio flusso, evitando molti sprechi. Utilizzando il doppio tasto, per regolare l’intensità e il tempo del getto d’acqua, si possono risparmiare migliaia di litri d’acqua all’anno.

Quanto risparmio in bolletta se riduco il consumo d’acqua?

Se il costo per l’utilizzo dell’acqua dipende da quanta ne consumiamo, più ne risparmiamo e più la nostra bolletta ne trarrà giovamento in termini di risparmio economico.

Facendo un esempio legato al primo dei consigli di cui abbiamo parlato – la doccia piuttosto che il bagno – una famiglia media di 3 persone che consuma in media 130 metri cubi di acqua l’anno, decidendo di usare sempre la doccia potrà arrivare a risparmiare anche 50 euro all’anno (30 mila litri in meno di consumi). Una cifra simile corrisponde a circa il 20 per cento del totale. Mettendo un regolatore di flusso al rubinetto invece possiamo arrivare a risparmiare circa 2 mila litri di acqua. Figuriamoci quanto possiamo risparmiare utilizzando tutti i consigli descritti sopra!

Ci sono sanzioni per chi spreca l’acqua potabile?

In linea generale – a livello privato – non c’è un controllo capillare quotidiano sui comportamenti dei cittadini in tema di risparmio energetico, acqua compresa. Stiamo attenti però perché le cose cambiano se le amministrazioni comunali emettono specifiche ordinanze, magari in periodi di particolare siccità. Perché un’ordinanza solitamente comporta strette e divieti che, se trasgrediti, si trasformano in sanzioni.

Ad esempio, se durante un periodo di siccità il sindaco del Comune in cui viviamo emana ordinanza sulla limitazione del consumo d’acqua, vietando di innaffiare piante, riempire le fontane private o pubbliche o lavare l’auto nelle ore più calde, permettendoci di farlo solo nelle ore serali, siamo obbligati a rispettare questi divieti. Se trasgrediamo, andiamo incontro a multe e sanzioni che possono arrivare anche a 500 euro.

Le regole sul risparmio idrico sono invece imposte ad edifici pubblici e industriali, sia a livello nazionale che nelle varie regioni. Basti pensare che ormai, se si vuole ottenere il permesso di costruire si devono rispettare precisi standard per legge [3]: il rilascio dei permessi è infatti subordinato alla famosa certificazione energetica e alla realizzazione dell’immobile o dell’edificio in una precisa ottica di risparmio idrico. Tradotto, quando costruiamo un edificio dobbiamo provvedere mettere impianti di risparmio dell’acqua e del suo riutilizzo.

Anche le Regioni stanno provvedendo a imporre precisi obblighi di sostenibilità e bioedilizia. Ad esempio una, il Lazio impone a chi vuole costruire o ristrutturare opere ed edifici come sistemi di filtraggio per il recupero dell’acqua piovana, l’installazione dello scarico a doppio flusso dei wc, riduttori e miscelatori di aria e di acqua nei rubinetti, l’installazione di pavimenti drenanti per le superfici esterne, l’installazione di impianti per l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili [4].

L’Umbria ha fatto lo stesso, emanando un regolamento [5] destinato sia ai privati cittadini sia agli edifici pubblici, dove impone misure di risparmio dell’acqua: applicazione di riduttori e miscelatori, elettrodomestici di classe elevata, recupero dell’acqua piovana ecc, così come impianti di riciclo per vasche e fontane, ecc.

E insieme a Lazio e Umbria, molte altre Regioni italiane hanno i loro regolamenti.

Insomma risparmiare acqua è diventato un imperativo per tutti – cittadini privati, imprenditori e amministrazioni. Ce lo chiedono l’ambiente e le future generazioni. E il portafoglio comunque ci ringrazierà.

note

[1] Censimento Istat Anno 2015, report del 14 dicembre 2017

[2] D. lgs. n. 152 del 2006

[3] Legge 244 del 2007

[4] Legge. Reg. n. 6 del 2008

[5] Reg. reg. n. 3 del 2011

Fonti: Green Cross Italia, Legambiente

Autore immagine: Pixabay


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