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Come cambiare scuola

18 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 dicembre 2017



A metà del tuo percorso scolastico ti sei reso conto che la strada scelta non è quella giusta. Ti stai chiedendo come poter cambiare scuola? Ecco la risposta

Se le scuole elementari e medie sono solitamente legate al posto in cui viviamo, quando arriva il momento di scegliere dove frequentare le superiori entrano in gioco molti altri fattori. Non importa tanto dove abitiamo noi, ma cosa vogliamo studiare. Esiste un ampio ventaglio di indirizzi scolastici e la scelta sul quale ci si addice di più spetta a noi. Odiamo la matematica e non riusciamo proprio a farcela entrare in testa? Difficilmente opteremo per un liceo scientifico, a meno che qualcuno (magari genitori convinti che il proprio figlio  possa trasformarsi nell’Einstein dei tempi moderni) non ci induca a farlo. Così come se proprio non ci entrano in testa le declinazioni in latino, difficilmente potremo scegliere un liceo classico. Ma la scelta non è così semplice come vorremmo. A 18 anni non sempre si hanno le idee chiare e si sa ciò che si vuole. Capita così di iscriverci in un indirizzo scolastico sbagliato e di rendercene conto nel corso dell’anno. Oppure viviamo situazioni quotidiane spiacevoli con compagni e professori e non troviamo altra soluzione se non quella di esprimere ai nostri genitori il desiderio di trasferirci in un altro Istituto. Vediamo quindi in dettaglio come cambiare scuola.

Quali sono i diritti degli studenti e delle studentesse?

Il nostro Paese tutela il diritto allo studio di tutti e a tutti i ragazzi garantisce scuole statali e un’istruzione gratuita [1], dove poter crescere e dare avvio al proprio cammino di maturità umana e professionale. L’istituzione scolastica deve perciò lavorare e facilitare ogni singolo studente in questo percorso. Stiamo parlando degli insegnanti e dei dirigenti scolastici (i presidi), che hanno il dovere di agire sempre per il bene degli allievi e della scuola come Istituzione.

Per questo nel momento in cui si diventa studente o studentessa – a partire dalla scuola elementare fino alla maturità – si comincia un percorso importante che porta a essere titolari di diritti inviolabili e doveri inderogabili. Almeno così dovrebbe essere. Per cui, se sei uno studente, qualunque tipologia e grado di scuola tu stia frequentando, non dimenticarti che hai tanti diritti [2], tra cui:

  • Hai libertà di espressione. Puoi avere un tuo pensiero e soprattutto puoi esprimerlo. Il fatto che tu sia un allievo non significa che devi stare zitto e imparare, ma devi anche poter esprimere le tue idee, senza barriere ideologiche. L’insegnante ha il dovere di sviluppare nell’alunno il senso critico. E se tu vuoi crescere, maturare e diventare un futuro cittadino attivo questo è di vitale importanza.
  • Tra insegnanti e studenti, deve esserci cooperazione e dialogo. Quindi la devono pretendere da te i professori e tu devi chiederla a loro. I problemi infatti possono sorgere da entrambe le parti e solo parlando e cooperando si possono risolvere. Il dialogo deve essere costruttivo.
  • Tu hai sempre il diritto di essere informato su tutte le decisioni e sulle norme che riguardano la scuola e puoi esprimere la tua opinione a riguardo, nel caso ad esempio vengano prese decisioni molto importanti a livello scolastico (non scordarti infatti che la scuola è una comunità e tu ne sei membro attivo).
  • Hai libertà di apprendimento attivo e puoi scegliere di fare attività integrative o facoltative che la scuola offre. Oppure addirittura farne richiesta.
  • Se sei uno studente straniero, la tua scuola deve rispettare la tua cultura, la tua religione e garantirti accoglienza.
  • La scuola ha il dovere di crearti intorno un ambiente favorevole di crescita, un servizio didattico di qualità e l’offerta di attività facoltative e integrative, anche proposte dalla libera iniziativa degli studenti stessi
  • La scuola deve fare di tutto per sanare eventuali differenze nell’apprendimento e situazioni di disagio dei suoi studenti
  • La scuola deve inoltre garantire assistenza psicologica nel momento in cui sorgano problemi, un ambiente sano e il diritto di riunione degli studenti a livello di classo e di istituto.

Se non mi trovo bene posso cambiare scuola?

Dati per assodati questi diritti, che succede se la tua scuola non ti tutela? Se non riesce a creare un ambiente favorevole al tuo studio e alla tua crescita? Se ti trovi male con i professori e il preside non ne vuole sapere di ascoltarti? Che succede se, nel momento in cui sorgono gravi problemi di relazione con i compagni, nessuno interviene e tu ti senti inascoltato? E se invece ti rendi conto che quella scuola proprio non ti piace per via della materie di studio? Oppure se devi andare a vivere in un’altra città? Succede che, per tutta una serie di motivi, puoi decidere di trasferirti in un’altra scuola. Anche se questo cambiamento non sarà automatico. Ci sono degli step da rispettare. Ecco come cambiare scuola.

Come posso cambiare scuola elementare o media?

Può succedere, come abbiamo accennato, che sorgano problemi insormontabili, che non riesci a risolvere con i tuoi professori oppure con i tuoi compagni. Alzarti la mattina, infilarti lo zaino e andare a scuola è diventata una tortura insopportabile, ma non vuoi smettere di studiare. Vuoi solo il diritto di poter studiare serenamente e coltivare relazioni sane. Altre volte invece non puoi più continuare a frequentare la tua scuola perché ti devi trasferire in un’altra città assieme alla tua famiglia. Questo è uno dei classici motivi che costringono i genitori a trasferire il proprio figlio da una scuola elementare a un’altra o da una scuola media ad un’altra.

Cambiare scuola alle elementari e medie non è complicatissimo, ma nemmeno automatico. Vediamo perché e cosa dobbiamo fare concretamente se siamo genitori di un bambino o di una bambina che deve cambiare scuola.

  • Innanzitutto è consigliabile prima chiedere un colloquio con il dirigente scolastico della scuola dove vogliamo trasferire il nostro bambino o la nostra bambina. Dobbiamo conoscerlo e accertarci che ci siano posti disponibili. Sarebbe del tutto inutile inviare domanda di trasferimento senza posti a disposizione. L’istituto non potrebbe comunque accogliere il bambino. il dirigente vorrà conoscerci, capire le motivazioni che ci spingono ad interessarci a quella scuola. E, se sono motivazioni soggettive (legate al malessere del bambino), vorrà capire se ci sono gli estremi per risolverli nel nuovo contesto e in quale sezione inserirlo. Insomma è d’obbligo prima un colloquio personale con il preside
  • Se il dirigente ci ha rassicurato sulla disponibilità di posti, dovremo presentare domanda ufficiale di trasferimento in questo nuovo istituto [3]. La segreteria ci consegnerà gli appositi moduli per la domanda
  • A questo punto il tasto dolente: chiediamo un colloquio personale con il dirigente scolastico della scuola di nostro figlio. Dobbiamo chiarirgli il motivo per cui abbiamo deciso di trasferire nostro figlio in un altro istituto. E dobbiamo presentare a lui o a lei una richiesta di rilascio nulla osta: il documento rilasciato da preside, indispensabile per poter cambiare scuola. Esiste uno specifico modulo da compilare e consegnare in segreteria, assieme al documento d’identità
  • A questo punto, anche se il dirigente scolastico è tenuto a rilasciarci il nulla osta, potremmo incontrare qualche ostacolo, se il dirigente per motivi legati alla composizione delle classi non vuole rilasciarci questo documento. Ricordiamo che dalla sua parte c’è il ministero dell’Istruzione che gli ha consente di frenare il rilascio del nulla osta per non creare problemi al numero e alla composizione delle classi [4].
  • Qualora però il dirigente si appelli a questo per non concederci il nulla osta, dalla nostra parte c’è invece la Legge, che ci consente di fare ricorso contro questa decisione.
  • Se invece tutto fila liscio e il dirigente scolastico ci rilascia il nulla osta, possiamo procedere alla domanda di iscrizione al nuovo istituto. A questa domanda si deve allegare il nulla osta rilasciato e la pagella di nostro figlio. Il gioco è fatto e il nostro bambino potrà cominciare una nuova avventura scolastica

Come posso cambiare scuola superiore?

Se il nostro bambino è cresciuto ed è diventato un ragazzo, giunto al momento di iscriversi alle scuole superori, è stato chiamato a fare una scelta di indirizzo. Liceo classico, scientifico, della comunicazione, piuttosto che istituto tecnico industriale, scuola professionale. Insomma il ventaglio è ampio e lui, non aveva proprio le idee chiare a riguardo. Così si ritrova a voler cambiare scuola. La procedura è la stessa seguita anche per gli altri gradi di istruzione, con la differenza che si può essere chiamati a superare delle prove integrative di idoneità, come condizione all’ammissione al corso scelto:

  • Dobbiamo richiedere colloquio e presentare domanda di trasferimento al dirigente scolastico dell’Istituto in cui nostro figlio si vuole trasferire
  • Se accolta, dobbiamo andare dal dirigente scolastico di nostri figlio, spiegargli le motivazioni che spingono nostro figlio ad andarsene e chiedere il rilascio del nulla osta, motivando opportunamente la scelta.
  • Se la scelta è motivata, non si può rifiutare di concedercelo
  • A questo punto presentiamo di iscrizione al nuovo istituto, allegando il nulla osta e la pagella scolastica di nostro figlio
  • Previa ammissione alla nuova classe di iscrizione, nostro figlio potrà essere chiamato a un colloquio (o delle prove integrative) con la scuola che lo accoglierà per verificare la presenza o meno di debiti formativi, che dovranno poi essere superati.

C’è una scadenza per cambiare scuola?

Non c’è un termine preciso, oltre il quale non è più possibile cambiare scuola. In linea teorica è sempre possibile farlo: nel corso dell’anno come a fine anno scolastico. Certo è che se si decide cambiare scuola entro la fine del primo quadrimestre e già a novembre-dicembre abbiamo attivato la procedura, tutto sarà molto più semplice. Mentre se decidiamo di farlo ad aprile o maggio, probabilmente ci verrà chiesto di attendere la fine dell’anno scolastico per attivare il cambio.

Posso cambiare scuola in prima superiore?

C’è poi da tenere presente un meccanismo che è stato attivato per gli studenti di scuola superiore. È la cosiddetta passerella. Poniamo il caso che nostro figlio si sia iscritto all’Istituto tecnico industriale, ma si sia accorto di voler invece frequentare il liceo scientifico. Se se ne è reso conto entro il primo quadrimestre di prima superiore, allora potrà scegliere la nuova scuola e poi comunicare alla segreteria del suo Istituto (il tecnico) la scelta. La segreteria metterà in comunicazione noi e nostro figlio con la nuova scuola, che chiederà al ragazzo un colloquio conoscitivo con il Consiglio d’istituto, facilitando il passaggio al primo anno della nuova scuola.

Posso cambiare scuola al secondo o terzo anno di scuola superiore?

Se invece nostro figlio decide di cambiare istituto al secondo o terzo anno, le cose si complicano un po’, perché la nuova scuola che nostro figlio sceglie vuole verificare eventuali lacune didattiche che il ragazzo può avere, per non complicare e creare problemi al percorso di apprendimento della classe che lo accoglierà. Così il colloquio non sarà più conoscitivo, ma di verifica delle competenze acquisite dal ragazzo.

Quali difficoltà posso incontrare quando cambio scuola?

Anche se nessuno può impedire a nostri figlio di cambiare scuola e studiare in serenità, possono esserci degli ostacoli, comunque non insormontabili:

  • L’ostilità del dirigente scolastico

Se il cambio è dovuto a trasferimenti abitativi è cosa un po’più semplice e risolvibile. Se i motivi sono legati al malessere del bambino o del ragazzo, potremmo incontrare delle ostilità e delle richieste di chiarimento per spingerci a ripensarci e attendere in vista della risoluzione dei problemi. Per la reputazione dei dirigenti scolastici e dell’istituto un alunno che se ne va per problemi con la scuola non è mai notizia positiva. Il ritardo nel rilascio del nulla osta da parte del dirigente potrebbe quindi causarvi problemi.

Il dirigente però, anche avendo dalla sua parte la possibilità di non concedervi subito il nulla osta per motivi operativi (ad esempio eventuali problemi con la composizione del numero della classe), ha comunque l’obbligo di sottostare al diritto dell’alunno di trasferirsi. Per cui se la richiesta di trasferimento è opportunamente motivata dai genitori e dall’alunno, non può rifiutare il rilascio del nulla osta. Questo documento deve essere rilasciato entro 30 giorni dalla richiesta [6].

  • Inserimento dello studente con lacune

Anche se cambiare è possibile, farlo al secondo o terzo anno di superiori può rivelarsi un problema non da poco. Pensiamo a uno studente che da un professionale vuole passare a un liceo scientifico. Va da sé che avrà molte lacune di conoscenza, per il semplice fatto che alcune materie di studio dei licei non sono presenti negli istituti professionali. Al tempo stesso, le scuole non hanno i fondi per attivare i dovuti e strutturali corsi di recupero per aiutare lo studente in questa fase di passaggio. Ecco perché la scelta di trasferimento dello studente può essere un po’ complicata.

Posso fare ricorso se non mi viene consentito di cambiare scuola?

Il rilascio del nulla osta è materia un po’ ambivalente. Da una parte si dice che il dirigente scolastico lo può concedere in situazioni particolari e opportunamente motivate, dall’altra si dice che se queste motivazioni sono valide, non può rifiutarsi di rilasciarlo.

Anche se il nulla osta ormai rappresenta solo una formalità burocratica, perché la scelta dello studente viene sempre salvaguardata dalla legge, questa discrezionalità può portare a situazioni spiacevoli e a motivazioni non accolte da parte del dirigente.

Noi però possiamo presentare ricorso, opponendoci alla decisione del preside, proprio in virtù del nostro diritto ad ottenere questo documento propedeutico a qualsiasi trasferimento. Possiamo quindi fare ricorso al Tar, che comunque ha già messo un punto definitivo alla faccenda, stabilendo che il nulla osta non può essere rifiutato  dal dirigente scolastico. Se adeguatamente motivata, la richiesta del genitore va accolta, previa regolarizzazione con il pagamento delle tasse scolastiche.

Con molta probabilità quindi, recapitando al dirigente scolastico una lettera firmata da un legale oppure presentando ricorso, avremo molte possibilità di vederci riconosciuto il diritto nostro e di nostro figlio di scegliere liberamente il corso di studi più adatto e di ottenere il via libera al cambio scuola [8].

note

[1] Art. 32-33 Costituzione italiana

[2] D.p.r. n. 249 del 1998, modificato dal D.p.r. n. 235 del 2007

[3] R.d. n. 653 del 1925

[4] Circolare ministeriale n. 58 del 2008

[6] Legge 241 del 1990

[7] Tar Sicilia-Catania, sentenza n. 59 del 15 gennaio 2009

[8] Circolare ministeriale n. 22 del 21 dicembre 2015

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