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Arretrati bollo auto: quando scadono?

18 dicembre 2017


Arretrati bollo auto: quando scadono?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 dicembre 2017



Tempi di prescrizione del bollo auto non pagato: il termine decorre non da quando la richiesta di pagamento è stata inviata ma da quando è stata ricevuta dal contribuente.

Il bollo auto è una imposta di competenza della Regione e delle Province Autonome di Bolzano e Trento. Fanno eccezione il Friuli Venezia Giulia, Sardegna e, fino all’anno 2015, Sicilia per le quali la tassa è di competenza dell’Agenzia delle Entrate. A dover pagare il bollo è colui che, al Pra, risulta essere proprietario nell’ultimo giorno utile per il versamento, anche se il giorno dopo vende il mezzo (ciò non gli consente neanche di utilizzare il bollo sulla nuova auto per la quale bisogna effettuare un ulteriore versamento). Tra tutte le tasse, il bollo auto è quella che ha il più breve termine di prescrizione; se infatti per Iva, Irpef, Irap, imposte catastali, di bollo e di registro il debito scade dopo 10 anni e per tutte le imposte locali come Imu, Tasi e Tari la prescrizione è di 5 anni, per il bollo auto invece il termine è solo di 3 anni. Questo significa che l’amministrazione può chiedere, a chi non ha mai pagato il bollo, solo gli ultimi tre anni e non anche quelli precedenti. Nello stesso tempo, chi per un anno ha dimenticato di versare il bollo auto è libero dal debito se, per tre anni di seguito, non riceve alcuna richiesta di pagamento. Tuttavia, ciò che spesso non è noto è come si calcola il termine di prescrizione e quando il contribuente non può più subire un pignoramento. Di tanto si è occupata una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Molise [1] che ci dà la possibilità di stilare un vero e proprio vademecum in modo da chiarire quando scadono gli arretrati del bollo auto.

Bollo auto: quando e dove pagare?

Il bollo auto va pagato ogni anno. Il contribuente non riceve alcuna preventiva richiesta di pagamento da parte dell’Aci o della Regione, ma deve recarsi egli stesso presso un tabaccaio abilitato al polo Lottomatica, presso una delegazione dell’Aci, una agenzia di pratiche auto o presso la banca tramite sportello atm (bancomat). In alcune regioni (ad oggi Molise, Marche e Piemonte è possibile pagare anche con la banca via internet (home banking).

Bollo auto: quando scade il pagamento?

Come abbiamo detto il pagamento del bollo auto va rinnovato ogni anno prima della scadenza. In particolare il pagamento deve essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza. Ad esempio, la scadenza è fissata a gennaio, il bollo va pagato entro il 28 febbraio. Solitamente, i sistemi di pagamento online impediscono di pagare la tassa in anticipo, informando l’utente che il bollo precedente è ancora in corso di validità.

Per i veicoli la cui tassa è scaduta a dicembre dell’anno precedente, la prima scadenza disponibile è quella del 31 gennaio. Quando l’ultimo giorno del mese cade di sabato o in  giorno festivo, il termine è prorogato al primo giorno lavorativo successivo.

Per i motocicli, il pagamento deve essere effettuato nei mesi di febbraio o di agosto di ogni anno.

Dove si vede la scadenza del bollo auto?

Per sapere se il bollo auto è scaduto o sta per scadere ci sono diversi modi.

Il primo è di verificare il pagamento sul sito dell’Agenzia delle Entrate a questo link (servizio al momento disponibile solo per Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Sicilia, Val d’Aosta). Il secondo è collegandosi al sito della propria Regione. Il terzo è tramite una verifica al sito dell’Aci a questo link.

Sanzioni per chi paga in ritardo il bollo auto

In caso di mancato pagamento del bollo auto si subiscono delle sanzioni che sono tanto più elevate quanto più tardi avviene la regolarizzazione. In particolare:

  • pagamento entro 14 giorni: sanzione pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo + interessi legali;
  • pagamento dal 15° al 30° giorno: sanzione pari all’1,5% dell’importo originario della tassa automobilistica + interessi legali;
  • pagamento dal 31° al 90° giorno: sanzione pari all’1,67% dell’importo originario della tassa automobilistica + interessi legali;
  • pagamento dal 91° giorno a 1 anno: sanzione pari al 3,75% dell’importo originario della tassa automobilistica + interessi legali;
  • pagamento oltre 1 anno: sanzione pari al 30% della tassa dovuta oltre gli interessi moratori da calcolare per ogni semestre di ritardo.

Prescrizione arretrati bollo auto: quando scadono

Vediamo ora quando cade in prescrizione il bollo auto. L’imposta si prescrive dopo tre anni. Il termine però inizia a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il versamento. Pertanto nulla è dovuto se, in questo arco di tempo, il contribuente non riceve alcun sollecito di pagamento (qualora ne riceve uno, la prescrizione si interrompe e va ricalcolata da capo).

Per esempio, per il bollo auto del 2016 (quindi da pagare nel corso del 2016), i tre anni di prescrizione iniziano a calcolarsi dal 1° gennaio 2017 e pertanto scadono alla mezzanotte del 31 dicembre del 2019: se in questo lasso di tempo non arrivano diffide, il 1° gennaio 2020 l’automobilista non deve versare più nulla.

Che succede se arriva un accertamento della Regione per il bollo?

Vediamo ora che succede se dovesse arrivare un accertamento fiscale da parte della Regione, con una diffida di pagamento degli arretrati del bollo auto.

L’accertamento della Regione, perché possa avere valore, deve essere notificato al massimo entro la fine del 4° anno successivo a quello di riferimento della tassa stessa (ossia entro il 31 dicembre del 3° anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento). Dopo questo termine infatti si verifica la prescrizione. A tal fine però è necessario verificare se detta diffida viene ricevuta dal contribuente prima o dopo il decorso dei tre anni:

  • se infatti l’accertamento arriva alla residenza del contribuente prima dei tre anni, il termine di prescrizione si interrompe e inizia a decorrere nuovamente da capo, dal giorno successivo al suo ricevimento. Quindi il contribuente non è ancora libero dal debito e potrebbe subire tutte le conseguenze che da ciò derivano (cartella di pagamento e pignoramento)
  • se invece l’accertamento arriva alla residenza del contribuente dopo i tre anni, il debito è ormai caduto in prescrizione e non può più essere resuscitato. L’automobilista è quindi definitivamente libero dal debito.

L’importante chiarimento fornito dalla Ctr del Molise è il seguente: per verificare se l’accertamento arriva per tempo per interrompere la prescrizione (e, quindi, prima o dopo i tre anni) non bisogna tenere in considerazione la data di spedizione della raccomandata, ma quella di ricevimento da parte del destinatario. Difatti, ai fini della prescrizione, conta il momento in cui il contribuente riceve l’atto [2].

Che succede se non si paga dopo l’avviso di accertamento?

Se l’avviso di accertamento arriva entro i 3 anni della prescrizione e il contribuente non paga nonostante tale intimazione, la Regione deve iscrivere a ruolo il tributo e delegare l’Agenzia Entrate Riscossione per il recupero coattivo. L’esattore deve notificare la cartella di pagamento entro massimo 2 anni dall’iscrizione a ruolo (la data è indicata sull’estratto della cartella stessa). Se tale termine scade, si verifica la decadenza e, anche in questo caso, il bollo auto non è dovuto.

Dopo quanto tempo scade la cartella per il bollo auto

Anche se la legge non lo dice espressamente, le sezioni Unite della Cassazione [3] hanno di recente ritenuto che anche la cartella per il pagamento del bollo auto si prescrive in 3 anni. Ciò significa che dopo questo termine, se dalla notifica della prima cartella il contribuente non ha ricevuto un pignoramento o un fermo amministrativo o un’intimazione di pagamento è definitivamente libero dal debito.

note

[1] Ctr Molise, sent. n. 1039/01/17.

[2] Questo perché nell’ambito della notificazione degli atti tributari, la regola del doppio binario (per il notificante conta la spedizione, per il destinatario la ricezione) è soltanto processuale non vale per la prescrizione. Difatti siamo in presenza non di un atto processuale, bensì di un atto impositivo di natura sostanziale e, come tale, recettizio, per il quale non può valere il criterio di scissione della notificazione. Sul punto anche la Cassazione ha detto che «il principio che la notifica di un atto si intende perfezionata, dal lato del richiedente, al momento dell’affidamento dell’atto all’ufficiale giudiziario, non si estende all’ipotesi di estinzione del diritto per prescrizione, in quanto, perché l’atto giudiziale o stragiudiziale produca l’effetto interruttivo del termine, è necessario che lo stesso sia giunto a conoscenza (legale, non necessariamente effettiva) del destinatario».

[3] Cass. sent. n. 23397/16 del 17.11.2016.

Immagine: Pixabay.com

[omissis] Questa Commissione ritiene che la norma in esame ha efficacia prescrizionale e, pertanto, il termine entro cui recuperare il credito di imposta può essere interrotto solo con un atto recettizio o a valenza estrema che costituisca in, mora il debitore e sia quindi portano tempestivamente a conoscenza del medesimo.

In effetti secondo la giurisprudenza maggioritaria la prescrizione dei diritti è interrotto solo da un anno che valga a costituire in mora il debitore avente carattere recettizio (in tema di imposta di registro v. sez. 5, sent. n.14301 del 19/06/2009, Rv. 608796-01, per le violazioni al codice della strada v. sez.1, sent. n.23251 del 17/11/2005, Rv. 586227-01).

Il decorso del termine di prescrizione triennale per la sua riscossione previsto dall’art. 5 comma 51 dl 30/12/1986 n.953, convertito con modificazioni nella legge 28/02/1983 n. 53 non è interrotto dalla sola iscrizione a ruolo del tributo da pane dell’amministrazione finanziaria in quanto detta procedura si sviluppa tutta all’interno di quest’ultima e, pertanto, producendosi l’effetto interruttivo della prescrizione, ai sensi dell’art.2943 c.c. solo in forza di un atto che valga a costituire in mora il debitore, è inidonea a essere percepita e a produrre effetti nella sfera giuridica del destinatario della pretesa (Cassaz. Civ. Sez. 6-5 Ordinanza n.315 del 09/01/2014, Rv. 629224-01). ( ) Né in tal senso possono eventualmente rilevare ingiustificati ritardi derivami da disfunzioni burocratiche o artificiose protazioni nello svolgimento dei compiti assegnati all’Amministrazione finanziaria o agli organi della notificazione.

Si ribadisce al riguardo che la interruzione della prescrizione è un atto che devo giungere nella sfera legale di conoscenza del contribuente entro il termine previsto dalla legge non rilevando nemmeno l’epoca eventualmente antecedente in cui l’atto impositivo sia stato affidato all’ufficiale giudiziario all’ufficio postale per la notifica. Invero, in materia non può essere applicata la regolare della differente decorrenza degli effetti della notificazione per il notificante per il destinatario (cd. «postalizzazione») che è applicabile solo agli atti processuali e non anche a quelli sostanziali.

In effetti, ai fini della interruzione della prescrizione l’ente impositore ha la possibilità di agire con la dovuta tempestività e affinché l’atto produca i suoi effetti è necessarie che pervenga all’indirizzo del destinatario in tempo utile. Quindi, la prospettazione della regione Molise, secondo la quale la consegna dell’atto impositivo all’agente notificatore entro il 31/12/2012 produrrebbe effetto interruttivo ai fini della prescrizione appare del tutto infondata.

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1 Commento

  1. salve,vorrei capire meglio,se non pago il bollo con scadenza dicembre 2014, cui la scadenza pagamento è 31 gennaio 2014, al 31 dicembre 2017 è prescritto?
    grazie per la risposta
    ricardo

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