Diritto e Fisco | Articoli

Vicini rumorosi: che fare?

23 dicembre 2017


Vicini rumorosi: che fare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 dicembre 2017



I miei vicini sono molto rumorosi. In casa non c’è più riposo. Quali tutele offre in questi casi la legge?

Nel rispondere al quesito occorre dire che la tutela nei confronti di condotte come quelle descritte dal lettore può essere di due tipi.

Innanzitutto la tutela penale.

Se il disturbo del sonno e/o delle normali occupazioni quotidiane dovesse essere tale da interessare una pluralità di persone, questo tipo di condotta dei vicini del lettore costituirebbe il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone (articolo 659 del codice penale).

Il reato, si ripete, esiste solo se i rumori abbiano determinato una situazione tale per cui una pluralità di soggetti possa essere stata disturbata: non è necessario che più persone si siano lamentate o che sporgano tutte una querela, ma è necessario che i rumori abbiano una intensità tale da disturbare il riposo e/o la quiete di una generalità indeterminata di persone (tenendo conto dell’orario in cui i rumori si propagano e delle caratteristiche residenziali  o meno della zona).

Su queste basi è possibile che una querela possa poi sfociare effettivamente in una condanna penale per il colpevole (e in un eventuale risarcimento del danno in favore dei soggetti che subirono i fastidi provocati dai rumori molesti) e non in un’archiviazione del caso.

Prima di sporgere querela si dovrà, comunque, valutare (assieme ad un penalista):

  • – se i fatti di disturbo siano tali da poter costituire il reato indicato, verificando soprattutto quali prove si abbiano a disposizione (i testimoni possono essere assai utili);
  • – se sia opportuno, prima di sporgere querela e per evitare di presentarla, di inviare a mezzo di un legale una raccomandata a.r. ai disturbatori contenente una formale diffida a cessare gli episodi di disturbo (con avviso che non saranno tollerati altri episodi simili) ed anche di fare intervenire Carabinieri e/o Polizia durante uno degli eventuali futuri episodi di disturbo perché poi si possa disporre anche degli elementi raccolti dagli agenti intervenuti.

Al di là della tutela penale, è anche possibile agire sul piano civile.

Innanzitutto si consiglia al lettore di verificare, se i vicini rumorosi fanno parte del suo stesso condominio, se nel regolamento condominiale esista una norma sul divieto di rumori molesti (con indicazione anche degli orari maggiormente sensibili).

Se così fosse e se la norma risultasse violata dai vicini, dovrà intervenire anche l’amministratore condominiale per richiedere la cessazione del disturbo (e, ove questo non bastasse, si potrà anche agire – il condominio o anche il lettore da solo – dinanzi al giudice civile per ottenere la cessazione dei rumori molesti ai sensi dell’articolo 844 del codice civile ovviamente dando la dimostrazione, con le prove opportune, dell’esistenza dei rumori e del fatto che essi superino la normale tollerabilità).

Se, invece, i vicini non fanno parte dello stesso condominio del lettore, è comunque assicurata a quest’ultimo la tutela giudiziaria contro le immissioni che superano la normale tollerabilità ai sensi sempre dell’articolo 844 del codice civile (nel caso in cui ogni tentativo bonario dovesse fallire). Per ottenere questa tutela e, quindi, la cessazione dei rumori molesti, il lettore dovrà dimostrare al giudice che essi superano la normale tollerabilità tenendo conto:

  • – della specifica condizione dei luoghi;
  • – delle abitudini degli abitanti con riferimento all’uomo medio;
  • – della rumorosità di fondo (che varia, ovviamente, a seconda dell’orario in cui il rumore si propaga ed al carattere residenziale o meno della zona in cui l’immobile è sito).

Toccherà quindi al lettore fornire al giudice la prova dell’esistenza dei rumori, della loro intensità e del superamento del limite di tollerabilità avuto riguardo ai parametri sopra detti.

Anche in sede civile la prova dei fatti può essere fornita da testimoni ed anche in sede civile può essere richiesto ed ottenuto (se esistente e dimostrato) il risarcimento del danno subìto a seguito degli schiamazzi notturni (oltre naturalmente, alla condanna alla cessazione degli stessi).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI