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Lo sai che? Come ottenere indietro un prestito

Lo sai che? Pubblicato il 23 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 dicembre 2017

Ho prestato dei soldi alla moglie di un amico ma lei dice che era un regalo. Come posso averne la restituzione?

Sulla base delle informazioni fornite dal lettore, si può dire quanto segue.

Immagino che negli accordi (verbali) raggiunti con la moglie dell’ amico del lettore fu chiarito che la somma di 16.000 euro veniva concessa in prestito e che, quindi, doveva essere restituita.

Se, quindi, l’accordo fra il lettore e la moglie del suo amico fu chiaro sul fatto che quella somma era un prestito (e non un “regalo”) e che doveva essere restituita, allora si può anche dire che quel prestito dal punto di vista giuridico è un vero e proprio contratto mutuo (disciplinato dalle norme contenute nel codice civile e, in particolare, dagli articoli 1813 e seguenti).

Nel caso in cui il contratto di mutuo (cioè l’accordo sul prestito) non preveda una data precisa per la restituzione della somma (e mi pare che nel caso di specie non fu stabilita una data precisa per la restituzione) la legge stabilisce che il termine per ottenere la restituzione del prestito viene stabilito dal giudice. Tocca sempre al giudice stabilire la data della restituzione della somma prestata se l’accordo raggiunto con la moglie dell’amico del lettore stabiliva che la restituzione sarebbe avvenuta solo quando lei avrebbe potuto restituirla.

A questo punto, il consiglio pratico che si offre al lettore è quello:

  • – o di inviare una raccomandata a.r. alla moglie del suo amico chiedendo la restituzione della somma prestata,
  • – oppure di ricorrere al giudice (ovviamente con l’assistenza di un legale) perché sia il appunto il giudice a fissare il termine per ottenere la restituzione della somma (nel caso in cui non ci fu alcun accordo sulla data in cui la somma doveva essere restituita oppure nel caso in cui l’accordo fu nel senso che la restituzione sarebbe avvenuta quando la moglie dell’amico avrebbe potuto).

Questo consiglio perchè il diritto ad ottenere la restituzione della somma prestata va in prescrizione (cioè si perde il diritto ad ottenere la restituzione della somma data in prestito) se passano più di dieci anni dalla data in cui il prestito fu effettuato senza mai chiedere la restituzione oppure senza che venga mai chiesto al giudice di fissare un termine per la restituzione (in questo senso si è espressa la Corte di Cassazione con sentenza n. 14.345 del 19 giugno 2009).

Chiaramente se poi la somma prestata non dovesse essere restituita nemmeno dopo l’invio della raccomandata e nemmeno dopo che sia inutilmente scaduto il termine per la restituzione fissato dal giudice, allora al lettore non resterà altro da fare che iniziare una causa per ottenere un provvedimento giudiziario che condanni la moglie del suo amico alla restituzione di quella somma.

Il provvedimento di condanna sarà necessario perché solo con questo provvedimento (definito titolo esecutivo) il lettore avrà la possibilità di iniziare, se necessario, una azione esecutiva a carico della moglie del suo amico con la possibilità di pignorare i suoi beni.

Va precisato che se il lettore fosse costretto a ricorrere al giudice sia per ottenere la fissazione di un termine per la restituzione del prestito, sia per ottenere un provvedimento di condanna alla restituzione, occorrerà valutare quali prove abbia a disposizione per dimostrare al giudice che fu fatto un prestito e quando fu fatto. È quindi opportuno che il lettore valuti fin da adesso se, oltre alla copia del vaglia postale, esistano altre prove a sua disposizione che potrebbero essere assai preziose in un eventuale processo (anche prove per testimoni).

Infine, circa il rilascio di cambiali a garanzia della restituzione, il consiglio è di ottenerle con data certa (ammesso che siano d’accordo nel rilasciarle) e con l’indicazione chiara della causale (con l’indicazione chiara cioè che esse garantiscono la restituzione del prestito effettuato con il vaglia postale di cui andrà precisata la

data ed ogni altro utile riferimento per collegare le cambiali al vaglia postale con cui fu fatto il prestito).

E, in ogni caso, anche se fossero rilasciate cambiali (munite di data certa e di causale precisa), è opportuno inviare comunque la raccomandata a.r. per chiedere la restituzione del prestito oppure ricorrere al giudice perché fissi il termine per la restituzione. per evitare che cada in prescrizione il diritto ad ottenere la restituzione del prestito (come evidenziato in precedenza).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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