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Concordato in bianco: la garanzia sui mutui è privilegiata?

25 dicembre 2017


Concordato in bianco: la garanzia sui mutui è privilegiata?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 dicembre 2017



Ho presentato domanda di concordato in bianco. Ho dei mutui chirografari assistiti di garanzia all’80%. Tale garanzia è privilegiata o rimane chirografaria?

Dal quesito si evince che il lettore ha ottenuto prestiti finanziari da istituti bancari con l’intervento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese istituito presso il Medio Credito Centrale.

Se così è, si tratta delle prestazioni di garanzia individuate dall’articolo 2, comma 100, della legge 662 del 1996 (integrato anche dall’articolo 15 della legge 266 del 1997).

Con riferimento, dunque, a queste prestazioni di garanzia il tribunale di Milano (con sentenza del 2 luglio 2014) stabilì che ad esse non si applicava il privilegio di cui all’articolo 9, comma 5, del decreto legislativo n. 123 del 1998 secondo cui: “…i crediti nascenti dai finanziamenti erogati ai sensi del presente decreto legislativo sono preferitia ogni altro titolo di prelazione da qualsiasi causa derivante, ad eccezione del privilegio per spese di giustizia e di quelli previsti dall’articolo 2751- bis del codice civile e fatti salvi i diritti preesistenti dei terzi”.

Secondo questa interpretazione, dunque, il credito (della banca o della procedura fallimentare o assimilata) per la restituzione della somma oggetto di prestito, una volta che sia stata escussa la relativa garanzia, non era un credito privilegiato ma chirografario.

Ma qualche mese dopo la sentenza del tribunale di Milano entrò in vigore il decreto legge n. 3 del 2015 (convertito in legge n. 33 del 24 marzo 2015) che all’articolo 8 bis, comma 3, stabilisce che: “Il diritto alla restituzione, nei confronti del beneficiario finale e dei terzi prestatori di garanzie, delle somme liquidate a titolo di perdite dal Fondo di garanzia di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, costituisce credito privilegiato e prevale su ogni altro diritto di prelazione, da qualsiasi causa derivante, ad eccezione del privilegio per spese di giustizia e di quelli previsti dall’articolo 2751 – bis del codice civile, fatti salvi i precedenti diritti di prelazione spettanti a terzi.

La costituzione e l’efficacia del privilegio non sono subordinate al consenso delle parti.”

Dunque, la norma appena citata dice chiaramente che sono assistite da privilegio le somme oggetto di garanzia erogate a titolo di prestito ai sensi della normativa sul sostegno pubblico alle piccole e medie imprese.

Questa norma (cioè l’articolo 8 bis, comma 3, del decreto legge n. 3 del 2015, in vigore dagli inizi del 2015) fu emanata proprio perché fino ad allora era incerto se si potesse applicare o meno il privilegio già stabilito dal decreto n. 123 dal 1998 anche ai crediti nascenti dai finanziamenti erogati in base alla legge 662 del 1996 (cioè ai prestiti finanziari erogati da istituti bancari con l’intervento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese istituito presso il Medio Credito Centrale).

Il tribunale di Milano, con la sentenza prima riportata, riteneva che non si potesse estendere il privilegio contenuto nel decreto n. 123 del 1998 anche ai crediti nascenti dai finanziamenti erogati in base alla legge 662 del 1996.

L’articolo 8 bis, comma 3, del decreto legge n. 3 del 2015 è perciò intervenuto in modo chiaro per stabilire che vanno considerati crediti privilegiati quelli per la restituzione dei prestiti erogati da istituti bancari con l’intervento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese istituito presso il Medio Credito Centrale.

Detto questo occorre anche aggiungere che esistono opinioni diverse sulla possibilità di applicare l’articolo 8 bis, comma 3, del decreto legge n. 3 del 2015, e quindi il privilegio in esso contenuto, anche ai prestiti e, quindi, ai crediti erogati e sorti prima dell’entrata in vigore del decreto stesso.

Toccherà ai giudici (fino a giungere alla Cassazione) dare risposta a questo problema una volta che, nei procedimenti in corso, saranno chiamati ad attribuire ad un credito (in particolare a quelli oggetto del presente quesito ed antecedenti all’entrata in vigore del decreto legge n. 3 del 2015) natura privilegiata o chirografaria.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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