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Divorzio: che diritti sull’immobile ereditato dal coniuge?

25 Dicembre 2017
Divorzio: che diritti sull’immobile ereditato dal coniuge?

Una zia di mio marito deceduta lo scorso anno, ha sempre detto che avrebbe lasciato la sua abitazione a mio marito, che peraltro si è sempre preso cura di lei. Tuttavia non ha mai lasciato nulla di scritto. In fase di successione, il notaio ha ritenuto di rendere l’immobile a favore di mio marito.  In caso di separazione-divorzio, avendo noi la comunione dei beni, sarei anch’io proprietaria? E le sue sorelle?

La risposta al quesito passa dalla lettura dell’articolo 179 del codice civile il quale afferma che non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge:

  • a) i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento;
  • b) i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell’atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione;
  • c) i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori;
  • d) i beni che servono all’esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di un’azienda facente parte della comunione;
  • e) i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;
  • f) i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purché ciò sia espressamente dichiarato all’atto dell’acquisto.

Pertanto, nel caso specifico, un’eventuale separazione, con conseguente scioglimento della comunione dei beni, non darebbe alla lettrice il diritto di ottenere la metà di quell’immobile.

Con riguardo alle sorelle del marito della lettrice il discorso si fa un pò più complicato.

Difatti, per rispondere alla domanda in modo esauriente, si dovrebbe dapprima verificare se l’acquisizione di questo immobile abbia o meno leso la quota legittima delle sorelle, figlie della zia deceduta.

E questo si potrebbe verificarlo solo dopo aver appurato l’asse ereditario.

In quel caso, le sorelle avrebbero il diritto di fare un’azione legale (per lesione della legittima) al fine di ottenere la quota loro riconosciuta dalla legge.

Diversamente, in mancanza di lesione della quota legittimaria, le sorelle non potranno rivendicare alcunché.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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