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Gli obblighi verso i figli del proprio coniuge

25 Dicembre 2017


Gli obblighi verso i figli del proprio coniuge

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Dicembre 2017



Due anni fa ho sposato con rito civile mia moglie, che è divorziata ed ha una figlia piccola che vive con noi.  Quali sono i miei diritti e doveri genitoriali, se ci sono, nei confronti di sua figlia? Quali leggi regolamentano questo rapporto?

La situazione in esame non è isolata, ma comune a tutti coloro che – loro malgrado o talvolta con immensa gioia – si trovano a dover “fare i genitori” nell’ambito di una “famiglia separata e poi ricostituita”.

Da un punto di vista socio-giuridico, le persone che vengono a trovarsi nei “panni” del lettore sono definite “genitori sociali” o “terzi genitori” (la cui corrispondente accezione negativa è “patrigno” o “matrigna”). Ciò può accadere perché uno dei due genitori è deceduto o – a causa di comportamenti gravemente negligenti verso il figlio – è decaduto dalla potestà genitoriale, oppure – come nel caso di specie – quando la madre (o il padre) si sono separati e poi uniti ad un nuovo compagno.

In Italia, le famiglie “ricostituite” sono sempre più numerose, così come numerosi sono i partners che – come nel caso in esame – vivono con i figli minori delle proprie compagne/i.

Tuttavia, il dibattito fino ad ora ha appassionato più i sociologi che i giuristi, di talché allo stato – e nonostante i tentativi di legiferare sul punto – non esiste alcuna normativa che – puntualmente – definisca i diritti ed i doveri di chi venga a trovarsi in una situazione come quella descritta nel quesito.

Attualmente, infatti, nel nostro ordinamento, una volta definiti i diritti e i doveri del genitore biologico, anche in presenza di una interruzione del rapporto di coniugio (rapporto che resta sostanzialmente separato dallo status di genitore), non vi è modo di estendere tali facoltà e doveri a terzi.

Ne deriva che non è possibile per il genitore sociale assumere responsabilità o potestà di alcun tipo, sino a che sia presente un genitore biologico.

Anche in caso di divorzio, dunque, il genitore biologico non perde la propria potestà genitoriale, con la conseguenza che i diritti e gli obblighi da essa derivanti non potranno essere trasferiti ad un terzo (e cioè al lettore).

Più in particolare, si rappresenta che – aldilà del legame affettivo e degli obblighi morali e familiari che ne derivano – in tali casi, secondo la legge, non opera alcun dovere di mantenimento e nessun obbligo c.d. “alimentare”.

A norma dell’ art. 433 del codice civile, infatti, i familiari verso i quali si ha un obbligo di assistenza sono tassativamente:

  • – il coniuge;
  • – i figli anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi;
  • – i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti;
  • – i generi e le nuore;
  • – il suocero e la suocera;
  • – i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.

Ciò posto, fermo restando il dovere di assistenza verso sua moglie e di collaborazione nell’interesse della famiglia (di cui all’art. 143 del codice civile), il lettore non è tenuto a “mantenere” la figlia di sua moglie, poiché – secondo la legge – non ha con la bambina alcun tipo di legame familiare o giuridico. Come già detto, infatti, non vi è una disciplina giuridica che disciplina i casi in cui un minore si trovi a vivere, oltre che con il proprio genitore biologico, con un altro adulto di riferimento.

Allo stato, invero, l’unica normativa presente al riguardo in Italia è soltanto quella prevista ai sensi dell’art. 44 lettera B della legge n. 184 del 1983 secondo cui è possibile l’adozione del figlio del coniuge.

Solo grazie a questa legge che consente l’adozione del figlio del coniuge, il genitore sociale può acquisire la “responsabilità genitoriale” nei confronti del bambino e farsi, dunque, carico di una serie di doveri nei suoi confronti: il piccolo diventa erede e può avere il diritto a essere mantenuto dal “terzo genitore” se l’altro genitore biologico non può farlo.

Alla luce di quanto scritto, dunque, si precisa che, salvo il caso in cui il lettore provveda ad adottare la figlia di sua moglie, questi non ha – fermi restando gli obblighi di natura affettiva e morale – diritti e doveri genitoriali nei confronti della minore.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Annamaria Zarrelli


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