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Coppie gay sempre più tutelate

3 Novembre 2011
Coppie gay sempre più tutelate

  al risarcimento del partner gay che abbia subito la perdita del compagno per responsabilità di terzi soggetti: una sentenza rivoluzionaria del Tribunale di Milano.

Farà certamente parlare la recente pronuncia del Tribunale di Milano [1] in tema di coppie gay. La sentenza ha stabilito che il partner omosessuale, che abbia instaurato una convivenza stabile [2] con il proprio compagno, in caso di morte di quest’ultimo per responsabilità di un terzo soggetto ha diritto a essere risarcito.

Nel caso di specie, un uomo era rimasto vittima di un sinistro stradale determinato dalla condotta imprudente di un automobilista. Nel processo penale per omicidio, si erano costituiti parte civile sia la madre che il compagno della vittima. Ad entrambi il Tribunale meneghino ha riconosciuto il risarcimento dei danni [3].

Non è necessaria, dunque, ai fini dell’indennizzo, la sussistenza di una famiglia tradizionale basata sul matrimonio, così come formalmente riconosciuta dall’ordinamento.

È sufficiente invece dimostrare che tra la coppia, sia essa eterosessuale o gay, vi sia una relazione caratterizzata da “tendenziale stabilità” e reciproca “assistenza morale e materiale”. In altre parole, oltre alla convivenza continua, bisogna anche provare un costante contributo economico apportato da entrambi i partner alla vita di coppia.

Il risarcimento deve prevedere sia il danno morale (che attiene alla sofferenza interiore, causata dalla perdita della persona cara), sia il danno patrimoniale (per via della perdita del contributo economico che apportava all’unione il defunto).

La sentenza è in linea con l’orientamento della Corte Costituzionale espresso con la nota sentenza n. 138/2010. Quest’ultima aveva chiarito che, seppur la coppia omosessuale non può essere equiparata al matrimonio, deve comunque considerarsi come una formazione sociale (garantita e protetta dalla costituzione) cui l’ordinamento deve riconoscere i connessi diritti e doveri.

L’unione omosessuale è infatti espressione del diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia.



note

[1] Trib. Milano, sez. penale, sent. n. 9965 del 13.06.11 depositata il 12.09.2011.

[2] Ossia “more uxorio”.


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