HOME Articoli

Lo sai che? Il pensionato lavoratore paga meno contributi?

Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2017

Chi è in pensione e continua a lavorare ha diritto il diritto di pagare meno contributi previdenziali?

Dal dipendente pensionato che deve continuare a versare i contributi nella misura ordinaria, al commerciante e all’artigiano pensionati che hanno diritto allo sconto del 50% del contributo, ai liberi professionisti pensionati che hanno diritto a un’aliquota contributiva ridotta, se iscritti alla gestione separata Inps, o a sconti sui contributi di vario genere, se iscritti alle casse private: il costo dei contributi previdenziali da versare varia notevolmente, per i pensionati che decidono di continuare a lavorare.

Vediamo allora di fare il punto della situazione, a seconda del tipo di lavoro svolto, e di capire in quali casi il pensionato lavoratore paga meno contributi.

Lavoratore dipendente pensionato

Per quanto riguarda il pensionato che si rioccupa come lavoratore dipendente, il datore di lavoro non ha diritto a particolari agevolazioni contributive legate al fatto che il dipendente sia in pensione, ma continua a pagare l’aliquota contributiva piena, anche nel caso in cui il trattamento percepito sia diretto, cioè di vecchiaia, anticipato o di anzianità. Lo stesso vale per la quota a carico del lavoratore.

La contribuzione versata dopo la pensione potrà dar luogo, a seconda dei casi, a una pensione supplementare o a un supplemento di pensione.

Commerciante o artigiano pensionato

Se il pensionato si rioccupa come imprenditore ed è iscritto alla gestione Inps artigiani o commercianti, ha diritto a uno sconto del 50% sui contributi dovuti [1], se la sua età è almeno pari a 65 anni. I contributi dovuti nella generalità dei casi, per l’anno 2017, sono pari al 23,55% (artigiani) e al 23,64% (commercianti) del reddito imponibile.

Sono esclusi da tale agevolazione i titolari di pensione di reversibilità, mentre è consentita ai titolari di assegno di invalidità. Inoltre la pensione diretta deve essere percepita presso una delle gestioni dell’Inps.

Ricordiamo che per gli artigiani e i commercianti, anche nel caso in cui il reddito sia pari a zero, i contributi devono essere pagati sul reddito minimale pari a 15.548 euro.

Per usufruire della riduzione dei contributi, l’interessato deve presentare un’apposita domanda all’Inps.

Anche in questo caso i contributi aggiuntivi possono dar luogo a una pensione supplementare o a un supplemento di pensione.

Libero professionista pensionato

Se il pensionato (titolare di pensione diretta o indiretta) si rioccupa come libero professionista e non è obbligato all’iscrizione a uno specifico albo, deve versare i contributi alla gestione separata dell’Inps. In questo caso, paga un’aliquota ridotta, pari al 24%.

Anche in questo caso i contributi aggiuntivi possono dar luogo a una pensione supplementare o a un supplemento di pensione.

Avvocato pensionato

Se il libero professionista è iscritto a un albo, la possibilità di ottenere una riduzione dei contributi dovuti dipende dal regolamento della specifica gestione previdenziale.

Per quanto riguarda gli avvocati pensionati, questi continuano a essere iscritti alla Cassa forense, ma hanno diritto a delle agevolazioni.

In particolare:

  • gli avvocati pensionati di vecchiaia ordinaria iscritti alla Cassa non sono tenuti a corrispondere i contributi minimi soggettivo ed integrativo, ma solo il contributo di maternità ;devono però versare, in sede di autoliquidazione:
    • il contributo soggettivo, pari al 14% del reddito professionale netto ai fini Irpef, fino al tetto pensionistico, e pari al 3% del reddito eccedente il tetto;
    • il contributo integrativo, pari al 4% sul volume d’affari Iva dichiarato;
  • a partire dall’anno solare alla maturazione dell’ultimo supplemento di pensione devono versare in sede di autoliquidazione:
    • il contributo soggettivo pari al 7% fino al tetto pensionistico e al 3% sulla parte di reddito eccedente il tetto;
    • il contributo integrativo pari al 4% sul volume d’affari Iva dichiarato;
  • gli avvocati pensionati di vecchiaia contributiva iscritti alla Cassa non sono tenuti a corrispondere i contributi minimi soggettivo ed integrativo, ma solo il contributo di maternità ;devono però versare, in sede di autoliquidazione:
    • il contributo soggettivo pari al 7% fino al tetto pensionistico e al 3% sulla parte di reddito eccedente il tetto;
    • il contributo integrativo pari al 4% sul volume d’affari Iva dichiarato.

I pensionati di invalidità iscritti alla cassa Forense sono invece tenuti ai versamenti contributivi con le stesse regole e nella stessa misura previsti per gli iscritti non pensionati.

note

[1]  L. 449/1997.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI