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Lo sai che? Chi paga alimenti in caso di divorzio

Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2017

L’assegno alimentare è diverso sia dall’assegno di mantenimento che dall’assegno di divorzio: chi paga gli alimenti in caso di divorzio?

Divorzi e separazioni sono ormai all’ordine del giorno, e la disciplina di legge che regolamenta la materia è in costante evoluzione, non soltanto dal punto di vista legislativo ma anche per quanto riguarda le sentenze, sia dei tribunali che della corte di cassazione. Trattandosi di un ambito molto delicato, nel quale vengono trattate questioni personali e patrimoniali di grande interesse per le parti coinvolte (si pensi all’affidamento dei figli, alle questioni legate alla casa coniugale), occorre essere precisi quando si parla di alimenti ed essere informati su cosa spetta in sede di divorzio e a chi può essere corrisposto l’assegno divorzile e l’assegno alimentare. I due assegni, infatti, non sono la stessa cosa, in quanto assolvono funzioni diverse e si fondano su presupposti defferenti. Vediamo quindi chi paga gli alimenti in caso di divorzio.

Conseguenze patrimoniali del divorzio: assegno divorzile

L’assegno divrozile ha come presupposto l’inadeguatezza dei mezzi economici della persona che ne beneficerà, e che erano sempre stati parametrati dalla giurisprudenza in relazione al tenore di vita mantenuto durante gli anni del matrimonio ormai giunto al termine. L’istituto ha lo stesso fondamento dell’assegno di mantenimento riconosciuto in sede di separazione, ma naturalmente presuppone la cessazione del vincolo matrimoniale e di tutti i suoi effetti in capo ai coniugi. La situazione attuale è tuttavia stata fortemente modificata da una sentenza della corte di cassazione di quest’anno [1], che ha stabilito come l’ammontare dell’assegno divorzile debba ora invece fondarsi sull’accertamento dell’indipendenza economica del coniuge che vorrebbe ottenere l’assegno divorzile: se quest’ultimo ha raggiunto questa indipendenza, o in ogni caso è perfettamente in grado di farlo (per età, formazione ed esperienze pregresse), allora non sarà possibile riconoscergli – riconoscerle il diritto all’assegno divorzile.

Il presupposto dell’assegno divorzile quindi riguarda una situazione economica particolare e di sicura problematicità, ma non integra una difficoltà praticamente assoluta di uno dei due coniugi di far fronte alla vita quotidiana. In questa sostanziale ma primaria diversità consiste invece la differenza con l’assegno alimentare.

Conseguenze patrimoniali del divorzio: assegno alimentare

Gli alimenti, infatti, sono una prestazione a carattere patrimoniale che consiste nel versamento di una somma di denaro, fatta da un soggetto obbligato – individuato per legge – a un beneficiario che si trova in stato di bisogno, e non può pertanto provvedere al proprio mantenimento da solo. L’assegno alimentare è quindi una forma di assistenza economica nei confronti di un soggetto che versa in una situazione di debolezza finanziaria, e che dunque, date le finalità e i presupposti ai quali è condizionato, ha un carattere strettamente personale. L’obbligo di corrispondere l’assegno alimentare sorge inoltre solo a carico di determinati soggetti previsti per legge, tra i quali il codice civile individua anche il coniuge separato (oltre a figli, genitori, ascendenti prossimi come i nonni e gli adottanti, gli affini e i fratelli e sorelle). L’ammontare della somma è determinato in proporzione allo stato bisogno del destinatario e delle sue condizioni economiche, ma tiene conto anche della situazione finanziaria di chi è obbligato a versare l’assegno [2]. La cifra da corrispondere non deve superare quanto sia effettivamente necessario per la sopravvivenza dell’alimentando, della cui posizione sociale bisogna altresì tenere conto.

note

[1] Cass. sent. n. 11504/2017 del 10 maggio 2017.

[2] Art. 438 e seguenti codice civile.

Autore immagine: Pixabay.


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