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Saldo Imu e Tasi: ravvedimento operoso 2018

19 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 dicembre 2017



Chi ha saltato la scadenza del saldo Imu e Tasi ha un anno di tempo per pagare con il ravvedimento operoso.

Chi non è riuscito a versare il saldo Imu e Tasi entro la data di scadenza (18 dicembre per il 2017) è soggetto a sanzioni, ma può mettersi in regola grazie al ravvedimento operoso. C’è un anno di tempo per regolarizzare, ma prima si paga, meno sanzioni si applicano.

Vediamo come funziona il ravvedimento operoso per Imu e Tasi.

Mancato/ritardato pagamento Imu e tasi: sanzioni

La legge prevede che chi non esegue, in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, i versamenti in acconto, i versamenti periodici, il versamento di conguaglio o a saldo dell’imposta risultante dalla dichiarazione, detratto in questi casi l’ammontare dei versamenti periodici e in acconto, ancorché non effettuati, è soggetto a sanzione amministrativa pari al 30% di ogni importo non versato, anche quando, in seguito alla correzione di errori materiali o di calcolo rilevati in sede di controllo della dichiarazione annuale, risulti una maggiore imposta o una minore eccedenza detraibile.

Cos’è il ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso consente al contribuente di regolarizzare versamenti di imposte omessi o insufficienti e altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni.

Il ravvedimento operoso avviene con il pagamento spontaneo:

  • dell’imposta dovuta
  • degli interessi, calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene effettivamente eseguito
  • della sanzione in misura ridotta.

Ravvedimento operoso Imu e Tasi: quanto si risparmia

Come anticipato in premessa, il ravvedimento operoso premia chi paga prima, “scontando” le sanzioni.

In particolare, la sanzione per mancato/ritardato pagamento Imu e Tasi è ridotta a :

  • 1/10 del minimo nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di trenta giorni dalla data della sua commissione. La sanzione è pari allo 0,1% (1/10 dell’1%)per ogni giorno di ritardo se la regolarizzazione avviene nei primi 14 giorni dalla violazione (ravvedimento sprint) oppure all’1,5% se la regolarizzazione avviene dal 15° giorno al 30° giorno (ravvedimento breve);
  • 1/9 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni dall’omissione o dall’errore;
  • 1/8 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;
  • 1/7 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro due anni dall’omissione o dall’errore;
  • 1/6 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione, oppure, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre due anni dall’omissione o dall’errore;
  • 1/5 del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la constatazione della violazione, salvo nei casi di mancata emissione di ricevute fiscali, scontrini fiscali o documenti di trasporto o di omessa installazione degli apparecchi per l’emissione dello scontrino fiscale);
  • 1/10 del minimo, di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni, oppure a 1/10 del minimo di quella prevista per l’omessa presentazione della dichiarazione periodica prescritta in materia di imposta sul valore aggiunto, se questa viene presentata con ritardo non superiore a trenta giorni.

Ravvedimento operoso saldo Imu e Tasi: scadenze 2018

Per il 2017, il saldo Imu e Tasi doveva essere versato entro il 18 dicembre. Chi non ha rispettato la scadenza può sfruttare il ravvedimento operoso e regolarizzarsi entro un anno, nei seguenti termini:

  • ravvedimento sprint: dal 19.12.2017 al 02.01.2018 (sanzione 0,1%)
  • ravvedimento breve: dal 03.01.2018 al 17.01.2018 (sanzione 1,5%)
  • ravvedimento intermedio: dal 18.01.2018 al 19.03.2018 (sanzione 1,67%)
  • ravvedimento lungo: dal 20.03.2017 al 02.07.2018 (sanzione 3,75%).

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