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Fattura errata comunicata dal commercialista: che fare?

19 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 dicembre 2017



Quali sono gli errori che si possono commettere durante la compilazione di una fattura, come correggerli e che cosa si rischia.

Vi hanno mai contestato una fattura perché il commercialista ha commesso un errore quando l’ha inviata ad un vostro cliente? Oppure perché avete sbagliato voi qualche dato ed il commercialista l’ha comunicata lo stesso? In questi casi, c’è un modo per rimediare, per correggere l’errore? Tenuto conto che si tratta di un documento fondamentale dal punto di vista amministrativo e fiscale, per chiunque sia soggetto a partita Iva – che si tratti di un’azienda o di un professionista – di fronte ad una fattura errata comunicata dal commercialista, che fare? Vediamo quali sono gli errori più frequenti e come «metterci una pezza». Ma anche se ci sono delle sanzioni previste quando, per distrazione o per altri motivi, si comunica una fattura sbagliata.

Fattura errata: quali sono gli errori più comuni?

Di solito la fattura errata comunicata dal commercialista può riportare due tipi di errori: quello commesso nella parte in cui sono indicati i dati della società che emette la fattura stessa, oppure i dati del cliente, il numero di partita Iva, la data e il numero progressivo di emissione. E quello commesso nella parte più «consistente», cioè quella che riguarda gli importi, il calcolo dell’imponibile, l’Iva, ecc.

Fattura errata nella parte descrittiva: cosa fare?

Se nella fattura errata comunicata dal commercialista c’è uno sbaglio nella parte che abbiamo indicato come «descrittiva», cioè quella con i dati della società e del cliente, il numero di partita Iva, ecc., si può chiedere al cliente di correggere la fattura emessa a patto che questi non l’abbia già registrata nel registro Iva acquisti. In caso contrario, c’è solo una possibilità di rimediare all’errore: emettere una nota di variazione a storno totale e rifare la fattura con i dati giusti.

Fattura errata nella parte numerica: cosa fare?

Quando, invece, nella fattura errata comunicata dal commercialista c’è qualche sbaglio nella parte relativa agli importi, c’è da preoccuparsi di più, dato che possono comportare una sanzione amministrativa. Cosa fare? Dipende dal tipo di errore commesso:

  • se la fattura errata riporta un importo superiore a quello giusto, cioè se c’è un errore in aumento dell’imponibile, si dovrà emettere entro un anno una nota di credito a storno con l’importo in eccesso. Ad esempio: se dovevo fare una fattura di 200 euro +Iva ma il commercialista ne ha inviata una di 210 + Iva, dovrò fare una nota di credito a storno di 10 euro + Iva;
  • se la fattura errata riporta un importo inferiore a quello giusto, e quindi si tratta di un errore in diminuzione dell’imponibile, anziché la nota di credito si dovrà fare la nota di debito. Non ci sono limiti temporali in questo caso, ma sì l’applicazione di sanzioni amministrative.

Cosa fare se emetto una fattura elettronica errata?

Qui si parla dell’unica fattura ammessa dalla Pubblica amministrazione che, tra l’altro, prevede l’intervento di un intermediario, cioè il Sistema di interscambio (Sdi), il cui compito è quello di controllare che il documento telematico ricevuto sia corretto.

Sbagliare su una fattura telematica non è facile, ma è possibile. Ricordiamo che, prima di inviarla, è possibile effettuare un primo controllo tramite l’applicazione «Controlla fattura PA» disponibile sul sito fatturapa.gov.it. Dopodiché, è il Sdi a verificare la correttezza del file inviato. Sarà solo dopo questo duplice controllo che si potrà inviare la fattura.

Se i dati contenuti non sono esatti, cioè se la fattura non passa queste verifiche, il file verrà inviato al mittente con i codici degli errori commessi per le opportune correzioni. Una volta che sono state fatte, occorre inviarlo di nuovo al Sdi.

Cosa rischio in caso di fattura errata?

In caso di fattura errata comunicata dal commercialista con un’Iva inferiore a quella dovuta è prevista una sanzione amministrativa compresa tra il 100% ed il 200% dell’imposta che doveva essere versata, partendo da un minimo di 516 euro. Se la situazione viene sanata entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale, la sanzione si riduce al 10% del minimo (51,6° euro).

Se la fattura è errata perché riporta dei dati inesatti su chi la emette o sul cliente, la sanzione prevista è compresa tra 258 e 2.065 euro. Anche in questo caso, se l’errore viene sanato entro i termini di presentazione della dichiarazione annuale, la sanzione si riduce al 10% del minimo (25,80 euro).

In caso di recidiva, cioè di più fatture errate, è prevista una sanzione sulla violazione più grave aumentata da un quarto al doppio.


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