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Lo sai che? Testimonianza: è obbligatorio fornirla?

Lo sai che? Pubblicato il 4 febbraio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 febbraio 2018

Avete casualmente assistito a un incidente o a una rapina. Da quel momento potete essere chiamati a testimoniare nel processo: come dovete comportarvi?

Vi è mai capitato di ricevere a casa un atto di comparizione a testimoniare? Tranquilli non siete nei guai. È solo la Legge che vi chiama a rapporto perché potete essere stati testimoni di un fatto specifico e la vostra testimonianza potrebbe essere utile o addirittura decisiva nell’ambito di un processo in corso. Un incidente, una rapina, uno scippo. Qualsiasi evento che veda due parti contrapposte e che possa finire in un’aula di tribunale davanti a un giudice può coinvolgere persone che in quel preciso momento passavano da lì e hanno visto tutto: sono i testimoni, persone che possono essere di grande aiuto e che le parti in causa possono chiamare a dare la loro versione di ciò che hanno visto o non hanno visto. E potete proprio essere voi queste persone. È il succo della prassi giuridica chiamata Testimonianza, ma è obbligatorio fornirla?

Scopriamo come comportarci e a quali obblighi siamo chiamati.

Cos’è la testimonianza?

Stiamo passeggiando tranquillamente per le vie del centro, quando all’improvviso sentiamo volare urla e minacce tra alcuni ragazzi per strada. In men che non si dica scoppia una rissa e noi vediamo tutto: chi sono, cosa stanno facendo, chi picchia chi, riconosciamo i volti. Insomma siamo stati testimoni di un fatto di violenza. E se questa rissa finisce in Tribunale davanti a un giudice noi possiamo essere chiamati a chiarire quel che abbiamo visto, rispondendo alle domande che ci vengo fatte. Così come possiamo essere chiamati a dare la nostra versione di ciò che abbiamo visto nel caso fossimo testimoni di un incidente stradale, di un investimento di pedoni o ciclisti.

Questa è la Testimonianza: quando in un processo civile o penale, le parti in causa affermano qualcosa, si devono anche preoccupare di provare che questa cosa sia davvero accaduta (è l’onere delle prova). Deve portare cioè davanti al giudice tutte le prove che hanno disposizione per essere creduti dalla Legge. Il testimone che ha assistito al fatto è una di queste prove. Noi, se siamo stati testimoni, diventiamo prove, che possono incidere o meno sull’esito del processo. Per questo veniamo chiamati in Tribunale. Badate bene non siamo coinvolti nel processo, siamo solo testimoni.

Come avviene la testimonianza?

Se il Giudice dà la sua autorizzazione, noi ci vediamo recapitare a casa – dall’ufficiale giudiziario o con raccomandata – un atto di comparizione a testimoniare. E siamo chiamati a farlo solo sull’oggetto della prova, cioè nel merito di quanto affermato dalla parte in causa (solo sui fatti).

Nell’atto di citazione a comparire è scritta una data precisa in cui presentarci a fornire la nostra testimonianza e a volte il fatto su cui dobbiamo testimoniare (ma non sempre).

A quel punto dobbiamo presentarci in Tribunale, nel giorno e nell’ora indicati, pronti per dare la nostra versione. Verremo chiamati dal cancellerie quando è il nostro turno e dovremo rispondere nel modo più preciso possibile alle domande del giudice (o degli avvocati in disparte). Dovremo giurare di dire la verità. La nostra dichiarazione verrà trascritta nel verbale.

Chi può essere chiamato a testimoniare?

Vengono chiamate a fornire testimonianza, su istanza delle parti, le persone che hanno assistito al fatto specifico per il quale si è andati a processo. Si deve presentare a testimoniare chiunque abbia ricevuto a casa un atto di citazione a comparire a titolo di testimone.

In generale possono testimoniare:

  • Estranei che sono stati testimoni del fatto
  • Il coniuge o la coniuge in comunione dei beni (a meno che la causa non riguardi i beni della comunione, come la casa in comproprietà)
  • I parenti e affini in linea retta

Chi non può essere chiamato a testimoniare?

Normalmente non possono essere sentiti dal Giudice come testimoni:

  • Il/la coniuge di una parte in comunione di beni, quando l’oggetto della causa sia proprio la comunione
  • I coimputati nel processo, a meno che nei loro confronti non ci sia stata sentenza irrevocabile di proscioglimento o di condanna
  • Il responsabile civile (cioè la persona chiamata a risarcire il danno causato dal soggetto responsabile del reato)
  • I giudici, pubblici ministeri, l’avvocato che esercita la sua funzione di difensore nello stesso processo

Testimonianza: posso assentarmi da lavoro?

Se siamo stati chiamati a testimoniare in Tribunale il giorno X, come facciamo con il lavoro? Per legge il nostro datore non ci può impedire di assentarci dal posto di lavoro in quella giornata per fornire testimonianza in un processo. I testimoni dipendenti hanno diritto a un permesso per il giorno in cui devono andare in tribunale. Per giustificare questa assenza possiamo richiedere al Cancelliere del Tribunale stesso un certificato.

Testimonianza: cosa succede se non posso presentarmi?

E se proprio in quel giorno X avessimo un impegno di lavoro talmente importante da essere inderogabile? Allora possiamo non presentarci a testimoniare, ma solo comunicandolo in modo tempestivo, segnalando le ragioni dell’impedimento. In questo caso il Giudice, se ritiene il motivo fondato, fisserà una nuova citazione a comparire. Ci darà insomma un’altra data in cui presentarci a testimoniare.

Se non ci presentiamo senza giustificare il motivo rischiamo sia l’accompagnamento coattivo tramite Polizia giudiziaria e una sanzione che va da 51 a 516 euro, oltre alla condanna a pagare le spese che la mancata comparizione ha causato.

Testimonianza: è obbligatorio fornirla?

Detto tutto ciò, se ancora ci stiamo chiedendo se sia obbligatorio fornire testimonianza, una volta citati, la risposta è si.

La testimonianza è un vero e proprio dovere a cui nessuno può sottrarsi. Una volta chiamati a comparire in tribunale per testimoniare siamo obbligati a:

  • Presentarci in Tribunale nel giorno X stabilito
  • Rispondere alle domande del giudice
  • Giurare fedeltà e testimoniare solo il vero

Non possiamo quindi avvalerci della facoltà di non rispondere: dobbiamo – per quel che possiamo e che ricordiamo – collaborare con il giudice e con la giustizia.

Il massimo che possiamo permetterci di fare è dire ‘non ricordo’ oppure ‘non so’. Succede quando ad esempio veniamo chiamati a testimoniare a distanza di molto tempo da un fatto e, a meno che non disponiamo di una memoria assoluta, non possiamo ricordare tutti i dettagli oppure non conosciamo la risposta alla domanda posta.

Testimonianza: è possibile astenersi?

Fermo restando che la testimonianza è un obbligo, ci sono casi in cui possiamo astenerci dal rispondere. Non possono essere obbligati a testimoniare:

  • I prossimi congiunti dell’imputato (i familiari in pratica, coinvolti emotivamente nella causa). Loro hanno facoltà, ma non l’obbligo di testimoniare, tantoché il giudice deve chiedere loro se vogliono farlo e comunicare che è loro facoltà astenersi [1]
  • Gli ecclesiastici, in merito a ciò di cui siano venuti a conoscenza nel merito del loro ministero ecclesiastico
  • Gli avvocati, investigatori, consulenti e notaio, giornalisti professionisti, medici per ciò di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito della loro professione. Sono infatti protetti dal segreto professionale [2]
  • Gli assistenti sociali, in merito a quello di cui sono venuti a conoscenza durante la loro professione

Testimonianza: cosa succede se non dico la verità?

L’aula di tribunale non è il salotto di casa, né tantomeno il tavolino di un bar, dove poter dire qualunque cosa ci passi per la testa a chiunque. Nel momento in cui ci entriamo e parliamo davanti a un giudice, stiamo parlando davanti alla Legge. A lei stiamo rispondendo delle nostre dichiarazioni. Prima di aprire bocca nel merito dei fatti ci viene chiesto di giurare di dire la verità. E così dobbiamo fare, senza eccezioni.

Se mentiamo corriamo il rischio passare dal lato del testimone a quello di imputato. Potremmo essere incriminati per falsa testimonianza, un reato per cui è prevista come la pensa da due a sei anni di reclusione.

Non siamo punibili sono nel caso in cui mentiamo per salvare noi stessi o un congiunto da un pericolo grave.

Testimonianza: ci sono rimborsi indennità?

Dal momento che per legge siamo obbligati a fornire testimonianza, e che non possiamo rifiutarci, neanche se abitiamo molto lontano dal luogo in cui si sta svolgendo il processo e veniamo convocati, possiamo andare incontro a spese per raggiungere l’aula di tribunale: treno, autobus, benzina, ecc.

Per questo sempre la legge ci garantisce il diritto a un’indennità e a un rimborso [3]. Vediamo in quali casi:

  • Ai testimoni residenti nello stesso comune in cui si trova l’ufficio in cui sono convocati spetta un’indennità di 0,36 euro al giorno
  • Ai testimoni non residente nello stesso comune dell’ufficio in cui vengono convocati spetta il rimborso delle spese di viaggio – andata e ritorno – del prezzo del biglietto di seconda classe sulle linee e al prezzo del biglietto aereo in classe economica. Scordiamoci pure la business class in Alitalia quindi, mi raccomando.
  • Nessuna indennità spetta invece al testimone minore di 14 anni
  • Le indennità e rimborsi spettano agli accompagnatori dei minori di 14 anni o degli invalidi

Per ottenere queste facilitazioni economiche dobbiamo però ricordarci di presentare domanda al Tribunale in cui siamo stati chiamati a fornire la nostra testimonianza.

note

[1] Art. 199 Cod. proc. pen.

[2] Art. 200 Cod. proc. pen.

[3] Art. 45-48 D.p.r. n. 115 del 2002


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1 Commento

  1. L’articolo è molto chiaro, ed estremamente interessante…
    Sul contenuto riguardo l’ idennità pari a 0,36 e valida solo per chi accompagna il minore sotto i 14anni o persona invalida, è la solita legge che non può che farti sorridere…
    a mio piccolo parere non dico di pagare l’intera giornata lavorativa “persa”, ma quantomeno il numero di ore che altrimenti avrei potuto dedicare come di consueto all’attività lavorativa.
    Messa cosi’ aiuterò sicuramente la Giustizia e la cosa è molto gratificante (almeno per chi come me, tiene molto a cuore l’onestà e il concetto che la Legge sia davvero uguale per tutti, SEMPRE)…ma dal mero punto di vista economico, ci perdo un’intera giornata lavorativa, uno spostamento inusuale e non previsto con conseguente spesa di trasporto, per non dire del tempo materiale…una sola comparizione se ti va bene o decine di comparazioni se il processo tira per le lunghe… Insomma la figura del testimone è fondamentale in molti processi e dico forse lo Stato dovrebbe “facilitarne” la sua comparsa piuttosto che “obbligarne” la presenza, proprio perchè dalle testimonianze viene già definita la piega del processo.

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