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Compensi avvocato: come deve calcolarli il giudice

20 Dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Dicembre 2017



Cosa può contestare l’avvocato se le competenze liquidate in sentenza sono di importo troppo basso.

Nella liquidazione delle competenze dell’avvocato, il giudice può discostarsi dai parametri forensi fissati dal decreto ministeriale del 2014, in quanto essi non sono vincolanti.

È quanto ricordato da una recente ordinanza della Cassazione [1].

Come noto, il decreto ministeriale n. 55 del 2014 disciplina i “parametri” dei compensi all’avvocato per la prestazione professionale resa in ambito stragiudiziale e giudiziale. Tali parametri operano come fattori di concretizzazione della liquidazione del compenso professionale, che muove da valori medi (indicati nella tabella allegata allo stesso decreto) su cui poter effettuare, poi, aumenti e diminuzioni secondo determinate percentuali (aumento fino all’80 per cento, diminuzione fino al 50 per cento; per la fase istruttoria, l’aumento è possibile fino al 100 per cento e la diminuzione fino al 70 per cento).

Tali parametri tuttavia non sono vincolanti e inderogabili. I relativi aumenti e diminuzioni costituiscono criteri di orientamento della liquidazione del compenso, individuando, al contempo, la misura economica standard (quella media) del valore della prestazione professionale. Il giudice può pertanto discostarsi dalle soglie numeriche dei parametri forensi.

Solo in caso di scostamento apprezzabile dai valori medi della tabella allegata al decreto ministeriale, il giudice è tenuto ad indicare i parametri che hanno guidato la liquidazione del compenso; scostamento che può anche superare i valori massimi o minimi determinati in forza delle percentuali di aumento o diminuzione. In questo caso la misura del compenso deve comunque essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione [2] e il giudice non può pertanto liquidare, al netto degli esborsi, somme praticamente simboliche, non consone al decoro della professione.

In ogni caso il giudice deve motivare la propria decisione qualora adotti un criterio di liquidazione che si allontani dal tariffario ministeriale.

Quando e come impugnare la liquidazione delle competenze

L’avvocato che intenda impugnare il provvedimento di liquidazione delle competenze, non può dunque contestare la violazione dei parametri forensi,in quanto questi non sono inderogabili e vincolanti.

Tuttavia egli può, se il giudice si è discostato eccessivamente dai paramentri suddetti, eccepire il vizio di motivazione della decisione e/o la lesione del decoro professionale in caso di cifre inadeguate (dimostrando che la somma liquidata è irrisoria rispetto al valore della propria prestazione).

note

[1] Cass. ord. n. 30286/2017.

[2] Art. 2233 cod. civ.


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