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Assunzione obbligatoria immediata di disabili

20 Dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 Dicembre 2017



Le aziende che hanno almeno 15 dipendenti sono obbligate ad assumere un disabile appartenente alle categorie protette entro il 1° marzo 2018.

Assunzione immediata di disabili per le aziende che hanno in organico almeno 15 dipendenti: dal 2018, infatti, non si applica più la norma [1] che prevedeva l’obbligo di assumere almeno un disabile a partire dalla sedicesima assunzione, così come cessa di applicarsi il regime transitorio [2], che fa decorrere quest’obbligo  dopo 1 anno e 60 giorni dalla sedicesima assunzione.

Le aziende che non si sono ancora messe, in regola, dunque, devono correre ai ripari e assumere entro il 1° marzo 2018 almeno un disabile appartenente alle categorie protette. Chi, invece, supererà i 14 dipendenti in organico successivamente, avrà 60 giorni di tempo per mettersi in regola. Questo termine vale anche per il superamento delle soglie successive.

Quote di riserva

Ricordiamo, a questo proposito, che i datori di lavoro, sia pubblici che privati, sono tenuti ad avere alle loro dipendenze i lavoratori disabili nella seguente misura:

  • se occupano oltre 50 dipendenti, la quota di riserva deve essere pari al 7% dei lavoratori occupati;
  • se occupano da 36 a 50 dipendenti, la quota è pari a 2 lavoratori;
  • da 15 a 35 dipendenti, è sufficiente un lavoratore.

Per i lavoratori tutelati non appartenenti alla categoria dei disabili, invece, è riservata una quota pari all’1%, nelle aziende che occupano oltre 50 dipendenti.

L’assunzione può avvenire:

  • tramite richiesta nominativa: in questo caso il datore di lavoro può assumere la persona disabile che ritiene più adatta al posto, indipendentemente dalla posizione in graduatoria;
  • tramite richiesta numerica: si tratta di una modalità di assunzione residuale, applicata quando l’azienda, entro 60 giorni dal sorgere dell’obbligo di assunzione, non abbia inserito nessun soggetto disabile; l’avvio al lavoro, in questo caso, avviene d’ufficio, secondo la graduatoria;
  • tramite convenzione: si tratta di un accordo tra l’azienda e gli uffici competenti, avente ad oggetto uno specifico programma; attraverso questo accordo, grazie alla collaborazione degli uffici, gli obblighi di assunzione possono essere temporalmente diluiti, eventualmente preceduti da tirocini o assolti con contratti a termine o part time.
  • Per i lavoratori tutelati non appartenenti alla categoria dei disabili , invece, le aziende non possono ricorrere né a convenzioni né a richieste di esonero, ma possono solo domandare agli uffici competenti un’apposita ricerca di preselezione.

Per i lavoratori tutelati non appartenenti alla categoria dei disabili, le aziende non possono ricorrere né a convenzioni né a richieste di esonero, ma  possono solo domandare agli uffici competenti un’apposita ricerca di preselezione.

Se l’azienda svolge un’attività poco compatibile con le difficoltà fisiche di un disabile, o richiede competenze difficilmente rinvenibili, può chiedere dell’esonero all’assunzione, con cui coprire massimo il 30% della quota di riserva. L’esonero comporta però il pagamento di un contributo di 30,62 euro per ciascun giorno lavorativo e per ciascuna carenza.

Incentivi per l’assunzione dei disabili

Assumere lavoratori disabili, ad ogni modo, è conveniente anche per le aziende che non sono obbligate a farlo. L’Inps, difatti, riconosce degli incentivi che possono arrivare a coprire la totalità dei costi del lavoratore. Per saperne di più, potete vedere la nostra Guida al bonus disabili.

Chi appartiene a una categoria protetta

Vediamo ora, nel dettaglio, quali sono i disabili appartenenti alle categorie protette. Appartengono a una categoria protetta e possono iscriversi alle relative liste speciali per il collocamento mirato, sussistendone i requisiti:

  • le persone in età da lavoro con minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, in possesso d’invalidità (riduzione della capacità lavorativa) superiore al 45%;
  • gli invalidi del lavoro, con un grado di invalidità, accertato dall’Inail, superiore al 33%;
  • i ciechi assoluti o le persone con un residuo visivo non superiore a 1/10 a entrambi gli occhi;
  • i sordomuti, cioè le persone colpite da sordità sin dalla nascita o prima dell’apprendimento della parola;
  • le persone che hanno diritto all’assegno di invalidità civile, per accertamento da parte dell’Inps di una riduzione permanente a meno di 1/3 della capacità lavorativa;
  • gli invalidi di guerra, gli invalidi civili di guerra e gli invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla 1° all’8° categoria.

Iscrizione alle liste di collocamento mirato

Per poter risultare iscritto nell’elenco della Legge 68 non basta che il lavoratore appartenga ad una categoria protetta, ma deve risultare in stato di disoccupazione o in situazioni lavorative compatibili con il mantenimento di questo stato. Nel dettaglio, si mantiene lo stato di disoccupazione necessario all’iscrizione nella graduatoria se:

  • si è occupati con rapporto di lavoro subordinato di durata fino a 6 mesi (in questo caso lo stato di disoccupazione viene sospeso);
  • il lavoro svolto, subordinato o parasubordinato (cococo), produce un reddito inferiore ad 8mila euro lordi su base annua;
  • il lavoro svolto produce un reddito inferiore a 4.800 euro lordi su base annua, se autonomo;
  • il lavoro è svolto, a prescindere dai limiti di reddito, per attività lavorative nell’ambito di particolari progetti.

Se non viene svolto alcun lavoro dipendente la persona disabile iscritta nell’elenco della Legge 68 deve presentarsi spontaneamente al centro per l’impiego, almeno una volta all’anno, per riconfermare (sottoscrivendo un apposito modulo) la propria immediata disponibilità al lavoro (si tratta della cosiddetta conferma Did).

In caso di mancata conferma, la persona perde lo stato di disoccupazione e viene cancellato dagli elenchi della Legge 68.

Inclusione nella quota di riserva

Le aziende, in ogni caso, possono contare nella quota di riserva i lavoratori:

  • che diventano disabili successivamente all’assunzione;
  • che, nonostante siano già disabili al momento dell’assunzione, non siano stati avviati attraverso il collocamento obbligatorio; in questo caso devono possedere una riduzione della capacità lavorativa:
    • superiore al 60%;
    • superiore al 45% se disabili psichici;
    • superiore al 33% se invalidi del lavoro.

Per poter considerare il disabile all’interno della quota di riserva, è sufficiente che l’azienda presenti un’apposita richiesta d’inserimento di persona con disabilità nella quota d’obbligo.

note

[1] Art.3, Co.2, L. 69/1999.

[2] Art.2, Co.2, Dpr 333/2000.


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1 Commento

  1. Dal 4 dicembre 2017 il riconoscimento dello stato di disoccupazione nel collocamento ordinario avviene a seguito della Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro. La DID deve essere effettuata online, direttamente dall’interessato, sul portale dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro – Anpal. Possono presentare la DID le persone che sono prive di impiego e i lavoratori dipendenti che hanno ricevuto la comunicazione di licenziamento, già durante il periodo di preavviso. Non devono inserire la DID sul portale Anpal le persone che sono già iscritte (che conservano il loro stato di disoccupazione), chi è iscritto o deve iscriversi nelle liste per l’inserimento lavorativo di persone disabili e “categorie protette” (art. 8 della Legge 68/99) e chi beneficia di una prestazione di sostegno al reddito, perché la presentazione all’Inps di una domanda di Naspi, di Dis-coll o di indennità di mobilità equivale ad aver dichiarato la propria immediata disponibilità al lavoro presso i servizi per l’impiego.

    Dal sito del “Comune di Roma”

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