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Mantenimento diretto dei figli e affido paritario: assegno dovuto?

31 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 31 dicembre 2017



Separazione: il pari tempo trascorso coi figli e il loro mantenimento diretto fanno venir meno l’obbligo di versare un assegno, specie se i genitori hanno pari redditi.  

Sono padre di 2 bambini nati da una convivenza ormai cessata. La casa e l’auto sono della mia ex compagna (ma pagate anche da me); abbiamo deciso di gestire i figli tenendoli metà settimana ciascuno e provvedendo tutti e due alle spese. Abbiamo entrambi lo stesso stipendio. Vista la situazione, devo anche versare un mantenimento aggiuntivo?

Nella situazione descritta dal lettore (quella cioè della separazione tra conviventi con figli), non esistono norme di legge che impongano ai genitori specifiche modalità dell’affidamento e misura dell’assegno di mantenimento dei figli. 

Separazione tra conviventi: libere le decisioni sui figli

Padre e madre, infatti, possono scegliere liberamente in che modo gestire i minori in autonomia per come hanno sempre fatto, senza doversi neppure rivolgere al giudice. Né esiste in generale un obbligo al mantenimento dei figli gravante in misura maggiore sul padre piuttosto che sulla madre.

Questa situazione, tuttavia, non essendo fondata su un provvedimento del giudice, se da un lato può apparire più favorevole, in quanto lascia ampio spazio alla libertà delle parti ed evita loro di affrontare i costi di un procedimento giudiziario, dall’altro lato, invece, presenta degli svantaggi dati dal fatto che nessuno dei genitori (né tantomeno dei figli) è tutelato per l’eventualità che gli accordi “informali” di separazione riguardanti la prole non vengano rispettati da uno o dall’altro.

Per essere più chiari facciamo un esempio: supponiamo che d’improvviso la ex compagna del lettore gli impedisca di tenere con sé i bambini nei giorni concordati oppure che, diversamente da quanto deciso, il lettore si rifiuti di contribuire al pagamento delle spese extra per il fatto di averle lasciato la casa, l’auto e altri beni (pagati anche da lui).

In tal caso nessuno dei due avrebbe un titolo (provvedimento del  tribunale) da far valere per ottenere in tempi ragionevoli una adeguata tutela, ma dovrebbe intraprendere una procedura più lunga (una causa vera e propria) per far valere le proprie ragioni.

Diversamente andrebbero le cose se invece i genitori decidessero di formalizzare davanti al giudice i loro accordi di separazione, depositando una domanda congiunta per la regolamentazione dell’ affidamento e del mantenimento dei due bambini.

In tal caso il magistrato dovrebbe prendere atto delle loro decisioni, salvo che non le ritenga contrarie all’interesse dei  figli, e tutto si concluderebbe in un’unica udienza con una pronuncia che assicurerebbe a ciascun membro della famiglia il riconoscimento “ufficiale” dei propri diritti e doveri.

Tempi paritari coi figli e mantenimento diretto: il vero affido condiviso

Va detto, tra l’altro, che le scelte operate dai genitori riguardo alla parità dei tempi da trascorrere coi figli corrispondono pienamente allo spirito della legge sull’affido condiviso; legge che, anche in caso di separazione, ha voluto assicurare ai minori il pieno diritto alla bigenitorialità, cioè ad avere rapporti equilibrati e continuativi con ciascun genitore e i parenti di ciascuno di loro.

Stessa cosa può dirsi per la scelta operata sotto il profilo economico, e che vede ciascun genitore provvedere autonomamente e direttamente, secondo un’equa suddivisione delle spese, alle necessità dei figli.

In altre parole, la volontà di questi genitori sposa pienamente lo spirito della legge che, nelle primarie intenzioni del legislatore, si prefiggeva proprio l’obiettivo di realizzare quanto da loro concordato, ossia il mantenimento diretto dei figli senza la previsione di un obbligo al versamento di un assegno da parte di un genitore (di solito il padre) all’altro. La prassi dei tribunali, però, ha reso -il più delle volte- la parola “affido condiviso” solo un formale cambio di etichetta rispetto ad una sostanza dei fatti rimasta inalterata rispetto al passato.

Certamente quindi , se il lettore e la sua ex compagna decidessero di formalizzare in tribunale il loro accordo, il giudice non potrebbe che approvare in toto (con la cosiddetta omologazione) quanto voluto dagli ex conviventi.

Mantenimento diretto dei figli: possibili diversi accordi sulle spese

Naturalmente detto accordo potrà anche tener conto del fatto che, la parità di reddito fra i genitori non corrisponde invece a quella patrimoniale, attesa la titolarità della casa da parte della compagna del lettore (nonostante il pagamento del mutuo da parte di entrambi) e di altri beni (vd. l’auto) prima di uso comune. In considerazione di questo, l’accordo potrà anche prevedere che, nell’eventualità in cui sia necessario affrontare spese straordinarie (e come tali impreviste e imprevedibili) che di queste si faccia carico in misura maggiore (se non esclusiva) la madre dei due minori.

In altre parole, gli accordi informali presi dal lettore e dalla sua ex compagna possono considerarsi senz’altro equi, in quanto prevedono una suddivisione paritaria dei compiti genitoriali, anche di natura economica. In quest’ottica, anche le spese straordinarie (in quanto imprevedibili o comunque al di fuori della ordinarietà) dovranno essere suddivise al 50% da ciascuno e certamente non poste a esclusivo carico del padre, salvo che i genitori non vogliano ripartirle diversamente in un’ottica di riequilibrio delle disparità di reddito.

Accordi dei conviventi sui figli minori: la scrittura privata non basta

Gli accordi sul diritto di visita o sul mantenimento, tuttavia, anche se fossero riportati in una semplice scrittura privata tra i genitori, in caso di contrasto non avrebbero valore, in quanto riguardanti figli minori; soggetti questi rispetto ai quali la legge impone la necessità della approvazione degli accordi da parte del giudice al fine di valutarne la rispondenza ai loro interessi.

Il consiglio è pertanto quello di formalizzare le condizioni di separazione relative all’affidamento e al mantenimento dei bambini, disciplinando nel modo più dettagliato ogni questione (personale e patrimoniale) onde poter contare, all’insorgere di eventuali contrasti, su un titolo giudiziario che potrà garantire a ciascun genitore e ai bambini stessi una tutela più celere dei loro diritti.

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