Direttiva Bolkestein ferma fino al 2020

20 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 dicembre 2017



Congelata la direttiva sui bandi di gara delle concessioni per i venditori ambulanti stranieri. Quelle in scadenza vengono prorogate fino a quella data.

Dopo tante polemiche e proteste di piazza, i venditori ambulanti prendono fiato e, per almeno tre anni, possono stare tranquilli: grazie alla Legge di Bilancio 2018, viene rinviata al 2020 l’attuazione della direttiva Bolkestein, il regolamento voluto dall’Unione europea che impone di mettere a gara le concessioni della vendita ambulante anziché assegnarle senza un termine ben preciso.

La decisione è stata presa dopo la presentazione di un emendamento approvato «al fine di garantire che le procedure di assegnazione del commercio su aree pubbliche siano realizzate in un contesto temporale e regolatorio omogeneo». Significa che le concessioni in essere che scadevano entro fine ano vengono prorogate fino al 2020. Poi, si vedrà. Perché questo non è il primo rinvio.

Questa, dunque, la buona notizia per gli ambulanti: la direttiva Bolkestein resta ferma fino al 2020. Ma dopo, che succederà? Perché i professionisti delle bancarelle temono così tanto questa direttiva europea? Ed in che cosa consiste esattamente la Bolkestein? Vediamo.

Che cos’è la direttiva Bolkestein

Va precisato, innanzitutto, che una direttiva dell’Unione europea è un atto giuridico comunitario con il potere di vincolare gli Stati membri ad un risultato da raggiungere entro un certo termine. Naturalmente, ogni Paese deve recepire questa direttiva affinché abbia sul proprio ordinamento gli effetti voluti da Bruxelles.

Nello specifico, la direttiva Bolkestein [1] prende nome dall’ex commissario per la Concorrenza ed il Mercato Interno, l’olandese Frits Bolkestein, in carica quando a capo della Commissione Europea c’era Romano Prodi. Riguarda il libero mercato dei servizi ed è stata recepita dal Governo italiano nel 2010 (presidente del Consiglio Silvio Berlusconi).

Cosa prevede la direttiva Bolkestein?

Lo scopo della direttiva Bolkestein è quello di garantire il rispetto della libera circolazione dei servizi e l’abbattimento delle barriere tra i vari Paesi. In altre parole: Bolkestein ha voluto che qualsiasi cittadino appartenente all’Ue possa proporre all’interno dell’Unione Europea la propria attività. Non è poi così complicato. O sì? A quanto pare, sì, almeno a quel che dicono i venditori ambulanti, preoccupati per quello che potrebbe succedere quando le riforme della direttiva Bolkestein entreranno in vigore (a questo punto – almeno – nel 2020). Quando, cioè, in virtù dell’articolo 12 della direttiva, gli ambulanti dovranno partecipare ai bandi per il rinnovo delle licenze insieme alle società di capitali.

Come funziona la direttiva Bolkestein

Ecco come funziona e cosa prevede nello specifico la direttiva Bolkestein. Le intenzioni dell’ex commissario olandese sono quelle di semplificare le procedure amministrative e burocratiche per esercitare temporaneamente un’attività all’interno di un Paese Ue e di evitare le discriminazioni basate sulla nazionalità. In pratica: un venditore ambulante spagnolo (francese, rumeno, tedesco che sia) che vuole trasferirsi temporaneamente in Italia deve avere gli stessi diritti di un venditore ambulante italiano che presta i suoi servizi a casa sua. E viceversa.

Come funziona? Creando degli sportelli unici dove, in questo caso gli ambulanti che arrivano dall’estero, possano espletare le formalità necessarie, anche via Internet, eliminando ogni tipo di discriminazione.

Attenzione al termine «temporaneamente». Perché questo è uno dei nodi cruciali della direttiva Bolkestein. Come previsto dall’ex commissario, infatti, la libera circolazione dei servizi riguarda i casi di chi si sposta, appunto, per un periodo limitato da un Paese all’altro per fornire un servizio limitatamente nel tempo. Ed è quello che gli ambulanti italiani temono di più: l’arrivo di questi «prestatori di servizi stranieri» durante i periodi in cui si lavora di più con il turismo (per esempio l’estate sulle spiagge, i mercatini durante il Natale, le manifestazioni turistiche più importanti).

Gli ambulanti stranieri rispondono alla legge italiana?

Altro rebus. La direttiva Bolkestein adotta il principio del Paese di origine, per evitare che chi si sposta da una parte all’altra diventi matto a studiare le leggi di tutti gli altri Stati membri. Principio abbandonato nella versione definitiva della direttiva, se non per diplomi, regolamenti o autorizzazioni particolari. Ma non per il diritto del lavoro, cioè per tutto ciò che comprende salario minimo, salute, igiene, sicurezza, diritti delle gestanti e puerpere, diritti di bambini e giovani, parità di trattamento tra uomo e donna, ferie retribuite. Si salvano il diritto di sciopero, le condizioni di assunzione e di licenziamento e gli oneri previdenziali. Ci sono anche delle deroghe che riguardano la distribuzione di energia elettrica, gas e acqua, le qualifiche professionali, i diritti d’autore o le ragioni di ordine pubblico, salute o sicurezza.

La direttiva Bolkestein promuove infine la tutela dei consumatori, l’assicurazione professionale, la risoluzione delle controversie, la collaborazione tra autorità nazionali e la creazione di codici di condotta.

note

[1] Dir. 2006/123/CE.

Autore immagine: Pixabay.com

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