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Posso vaccinare il figlio se il coniuge non è d’accordo?

20 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 dicembre 2017



Una sentenza del Tribunale di Modena sancisce l’obbligo delle vaccinazioni anche se uno dei genitori si oppone. Cosa si rischia a non vaccinare i figli?

Il bambino va vaccinato anche se uno dei due genitori si oppone. Lo ha stabilito una recente sentenza del Tribunale di Modena [1], ricordando l’obbligatorietà della vaccinazione stabilita dalla legge Lorenzin [2].

I giudici modenesi si sono espressi sulla vicenda di una donna che si rifiutava di vaccinare la propria figlia di 7 anni, mentre il padre insisteva per farlo. Una battaglia lunga ben tre anni, iniziata dopo che il padre della piccola si era rivolto ai giudici affinché venisse rispettato il piano previsto dalla legge. La madre contestava l’efficacia dei vaccini ed, in un primo momento, anche il marito era d’accordo con lei. Successivamente, però, e dopo la separazione dei due coniugi, l’uomo si era rivolto al Tribunale raccontando che la piccola era stata sottoposta soltanto all’antitetanica e chiedendo che le venissero somministrati anche gli altri vaccini per tutelare la salute della figlia.

I magistrati emiliani non solo hanno stabilito che si può vaccinare il figlio anche se il coniuge non è d’accordo ma che, anzi, si deve fare in virtù del decreto che ha allargato il numero delle vaccinazioni obbligatorie, ormai necessarie per iscrivere il proprio figlio all’asilo nido e alle scuole materne e dell’obbligo.

Che succede se non faccio il vaccino a mio figlio?

Il compito di verificare che venga fatta la vaccinazione obbligatoria spetta alle Asl, attraverso l’anagrafe sanitaria, che deve contenere tutte le somministrazioni fatte da pediatri o medici di base. Se scopre che un bambino non ha fatto il vaccino, chiede alla famiglia di mettersi in regola. Nel caso in cui i genitori non rispondessero alla convocazione, l’Asl ripeterà l’invito, questa volta tramite raccomandata. E se, per la seconda volta, la famiglia del bambino non si presenta, parte la contestazione e la relativa sanzione da 100 a 500 euro per i vaccini mancanti. Inoltre, se il mancato rispetto dell’obbligo di vaccinazione riguarda un bambino che deve essere iscritto al nido o alla scuola materna, scatta il divieto di frequenza. Il bambino resta a casa.

Come dimostro alla scuola che mio figlio è stato vaccinato?

Sarà il dirigente scolastico a chiedere ai genitori di mostrare la documentazione che riguarda le vaccinazioni fatte al bambino che deve frequentare la scuola. In particolare, occorre presentare il libretto vaccinale vidimato dall’Asl oppure il certificato o l’attestazione in cui l’Azienda sanitaria comunica che il bambino ha fatto i vaccini obbligatori oppure il motivo per cui il bimbo è esonerato dall’obbligo di legge.

Questi documenti vanno presentati prima del termine ultimo per l’iscrizione del bambino a scuola, cioè entro il 10 settembre per i nidi ed entro il 31 ottobre per la scuola dell’obbligo (a meno che debba fare la vaccinazione entro l’anno in corso e dopo l’avvio delle lezioni).

E’ possibile anche presentare un’autocertificazione dei genitori in cui affermano di essere in regola con le vaccinazioni del figli. Entro il 10 luglio successivo, però, dovranno presentare la documentazione originale.

Le Asl daranno un supporto pratico ai dirigenti scolastici per svolgere queste pratiche, secondo gli accordi che verranno presi nelle singole regioni.

Quali sono le 10 nuove vaccinazioni obbligatorie?

Con l’entrata in vigore della legge Lorenzin, sono diventate obbligatorie entro il terzo mese di vita le vaccinazioni contro:

  • poliomielite;
  • difterite;
  • tetano;
  • epatite B;
  • pertosse;
  • emofilo B (esavalente).

Successivamente, ci sarà l’obbligo di fare le vaccinazioni contro:

  • morbillo;
  • parotite;
  • rosolia;
  • varicella.

L’obbligo vale anche per i richiami

Alcuni bambini nati tra il 2001 ed il 2017 non dovranno fare tutte queste vaccinazioni obbligatorie: per ogni età saranno considerate soltanto quelle previste a suo tempo dal piano vaccinale.

Devo vaccinare il bambino se ha già avuto quella malattia?

Può darsi che qualche bambino della scuola dell’obbligo abbia già fatto il morbillo, la varicella o la pertosse. In questo caso, la vaccinazione è obbligatoria?

In realtà, chi ha già fatto una di queste malattie è immunizzato in modo, per così dire, naturale. Normalmente, si rispetta l’obbligo del vaccino grazie alla somministrazione di un siero in formula monocomponente. Ma se questo vaccino non è disponibile così in commercio, sarà necessario completare la profilassi con vaccini combinati, innocui per chi ha già fatto la malattia.

E’ possibile chiedere un esonero temporaneo o definitivo dalla vaccinazione se questa può rappresentare un pericolo per la salute del bambino a causa di una malattia cronica o passeggera.

Vaccini obbligatori: ci saranno dei cambiamenti?

Per avere qualche novità e, soprattutto, un iter semplificato, toccherà attendere l’anno scolastico 2019-2020. Che cosa succederà? Il Ministero e le Regioni sperano di riuscire in questi due anni a rendere più snella tutta la procedura. Da quell’anno i dirigenti scolastici ed i responsabili delle altre scuole dovranno inviare alle Asl, entro il 10 marzo di ogni anno, l’elenco degli iscritti, per l’anno scolastico o per il calendario successivo a quello corrente, di età compresa tra zero e sedici anni, inclusi i minori stranieri non accompagnati. Le Aziende sanitarie restituiranno tali elenchi entro il 10 giugno riportando i nominativi dei bambini che non sono in regola con il programma di vaccinazioni e che non hanno alcun motivo per essere esonerati da tale obbligo. Che cosa cambia per le famiglie? Che non dovranno più presentare alcuna documentazione a scuola, perché i dirigenti avranno già un quadro dettagliato della situazione.

note

[1] Trib. Modena, sentenza del 19.12.2017.

[2] Legge n. 119/2017.

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