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Lo sai che? Come risparmiare sul riscaldamento

Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 dicembre 2017

Riscaldare casa è una delle spese più grosse per le famiglie italiane: ecco alcuni consigli per ridurre i consumi e risparmiare, senza morire di freddo

Ogni stagione ha la sua croce in termini di consumi. Quella dell’inverno è sicuramente il riscaldamento. Rendere casa calda e accogliente e lavarci con acqua bollente fa balzare il picco dei consumi e della spesa energetica ai massimi livelli. E quanto più freddo fa più la bolletta si impenna. Senza considerare poi che la maggior parte delle case italiane sono vecchie costruzioni, realizzate molti anni fa, senza tenere in considerazione tecniche di efficienza energetica. Basta quindi un ambiente male isolato, vetri leggeri come fogli di carta, spifferi che oltrepassano indisturbati gli infissi e il consumo energetico aumenta a dismisura, lasciandoci letteralmente ammutoliti a ogni bolletta che arriva. Non tutto è perduto però. I tempi stanno cambiando, la piaga dei cambiamenti climatici ci sta imponendo di ridisegnare le nostre abitudini e i modi per alleggerire le bollette esistono. Vediamo allora come risparmiare sul riscaldamento.

Riscaldamento: quanto si spende?

Se fotografassimo tutte le case delle famiglie italiane, vedremo che nella maggior parte dei casi vengono utilizzati impianti di riscaldamento autonomi a metano L’Istat parla chiaro: ben 70 famiglie su 100 li usano, mentre soltanto 14 famiglie su 100 hanno fatto ricorso alle biomasse (materiali biologici per riscaldare la casa) e pochissime famiglie usano impianti a gpl, gasolio ed elettrici.

Il gas metano viene utilizzato da più di 80 famiglie su 100 per alimentare i propri impianti di riscaldamento sia autonomo che centralizzato. Rientriamo tra queste statistiche? Vediamo allora quanto spendiamo in media per rendere il nostro nido caldo e accogliente anche nelle più gelide delle giornate invernali.

Per capire quanto spendiamo dobbiamo prima capire dove abitiamo. Possiamo spendere di più o di meno, a secondo da diversi fattori:

  • L’efficienza energetica della casa, quindi il suo isolamento termico
  • L’efficienza dell’impianto di riscaldamento
  • La zona climatica in cui abitiamo (mare, città, montagna? Nord, centro o sud)
  • Le nostre abitudini quotidiane
  • L’orientamento della casa e il suo volume
  • La tariffa di gas scelta

In Italia abbiamo sei zone tariffarie e queste tariffe variano in base a: costo della distribuzione e imposta sul gas. Per questo tra Nord, Centro e Sud possono esserci anche grosse sproporzioni.

Il costo per il riscaldamento è quello che ha un impatto maggiore tra le nostre spese energetiche. Su una bolletta media annua che oscilla tra i mille e i mille e cinquecento euro, il riscaldamento è quello che pesa di più. E  se ogni anno abbiamo bisogno di circa 17 mila Kw/h, a questi va aggiunto circa un 20 per cento per la produzione di acqua calda.

Riscaldamento: quali obblighi ci sono?

Sulle scelte di riscaldamento siamo abbastanza liberi, ma non del tutto. Dobbiamo rispettare alcuni obblighi che la legge ci impone, in nome della sicurezza e del rispetto per l’ambiente.

  • Abitiamo in condominio e abbiamo un impianto di riscaldamento centralizzato? Allora siamo obbligati a installare su ogni termosifone della nostra casa le termovalvole con i contabilizzatori di calore. Le valvole permettono la regolazione del calore nelle diverse stanze della casa, mentre i contabilizzatori consentono di misurare l’effettivo consumo di calore [1].
  • L’accensione delle caldaie condominiali inoltre, così come dei sistemi di riscaldamento degli edifici pubblici (scuole, enti..) deve rispettare il calendario fissato per legge, sulla base delle zone climatiche (nelle diverse regioni italiane) [2] e che solitamente copre la fascia dal 15 ottobre al 31 marzo (a seconda delle zone) negli orari stabiliti dalle 5 del mattino alle 23.

Eccezioni, quindi estensioni del periodo di accensione, possono essere concesse ai sindaci dei comuni solo in presenza di motivi giustificati (ad esempio nevicate e gelate di particolare intensità).

Se il nostro condominio non si adegua al sistema di termoregolazione mediante le valvole e i contabilizzatori, scatta una sanzione che può andare dai 500 ai 2500 euro per appartamento.

  • E quando compriamo casa nuova? Dobbiamo accertarci di ricevere dal vecchio proprietario che ci vende la casa, l’Ape (Attestato di prestazione energetica): una sorta di pagella energetica della casa che stiamo acquistando [3], in una scala che va da A a G e che misura le prestazioni energetiche della nostra abitazione
  • Così come chi costruisce una casa o un edificio deve presentare al Comune l’Ape per ottenere l’agibilità, le agenzie immobiliari devono inserire nei loro annunci la presenza di questo certificato e anche chi fa una ristrutturazione importante deve dotarsene

Se chi ci vende casa non ci rilascia il certificato Ape rischia una sanzione dai 3 mila ai 18 mila euro. All’atto di vendita va inserita un’apposita clausola in cui l’acquirente dichiara di aver ricevuto tutta la documentazione necessaria, tra cui l’Ape.

Come risparmiare sul riscaldamento?

Ribadito che riscaldare casa può trasformarsi in una vera e propria trappola svuota tasche, mettiamoci in testa che se vogliamo tagliare il costo delle bollette del gas, dobbiamo impegnarci in prima persona. Vediamo allora alcuni consigli per rompere la spirale del dissanguamento economico e risparmiare sul riscaldamento.

Isolare bene la casa

Quante volte ci infastidiscono quegli odiosi spifferi, che sembrano entrare da ogni angolo della casa? Sono proprio loro a farci sentire ancora più freddo, a farci correre dritti in direzione termostato per aumentare i gradi e a causare l’impennata di consumi e di costi.

Il problema è la mancanza di isolamento termico, che porta a un’altissima dispersione di calore. Il primo passo per inaugurare la nostra politica di risparmio è quindi quella di migliorare l’isolamento termico della nostra casa. Come?

  • Sostituendo gli infissi vecchi con infissi nuovi a taglio termico
  • Se non abbiamo ora le possibilità economiche, cerchiamo di mettere una toppa, utilizzando delle fascette isolanti da attaccare agli infissi oppure applicando pellicole trasparenti isolanti.
  • Applicando tende pesanti a porte e finestre e tappeti sul pavimento
  • Mettendo i doppi vetri in tutte le finestre della casa
  • Se l’aria passa dai cassettoni delle tapparelle, isolandoli con silicone sigillante oppure inserendo pannelli isolanti in polietilene
  • Se dobbiamo ristrutturare casa, optiamo per il cappotto termico – esterno o interno. Così il calore resterà all’interno della casa. Quello esterno è un po’ caro, ma consideriamolo come investimento a lungo termine

Ridurre i consumi

Mettiamoci in testa che se vogliamo un cambiamento e un risparmio, dobbiamo rimboccarci le maniche e agire, innanzitutto smettendola di creare quel clima caraibico che ci fa stare in maglietta in soggiorno.

Il troppo caldo fa male alla salute, alla bolletta e all’ambiente. Cerchiamo di tarare quindi una temperatura massima tra i 19 e i 20 gradi. E ricordiamoci che a ogni grado in più, il consumo aumenta di circa l’8 per cento.

Le valvole termostatiche in condominio ci aiuteranno inoltre a tenere a bada i consumi.

Cambiare le abitudini quotidiane

Abbassare la temperatura non basta. Occorre mettere in pratica una serie di accorgimenti che aiuteranno non poco a risparmiare sul riscaldamento:

  • Non coprire mai i termosifoni con i panni sopra oppure con i mobili davanti. I caloriferi devono sempre essere liberi di sprigionare il calore
  • Non teniamo le finestre aperte per troppo tempo. Dieci minuti sono sufficienti a cambiare l’aria.
  • Prendiamo l’abitudine di spurgare l’aria dai termosifoni per massimizzare la loro efficienza. Basta posizionare una piccola bacinella sotto la valvola di sfiato e ruotarla per fare in modo che esca tutta l’aria accumulata.
  • Facciamo una periodica manutenzione e pulizia degli apparecchi (caldaie, termosifoni, stufe a pellet). Una caldaia sporca e intasata fa aumentare anche del 30 per cento il consumo annuo.
  • Impostare una temperatura dell’acqua calda attorno ai 45-50 gradi.

Scegliere migliori tariffe di gas

Non dimentichiamoci che nell’attuale mercato dell’energia (il mercato libero) possiamo scegliere operatori che ci offrono tariffe migliori di altri. Ci vengono spesso fatte offerte a prezzo bloccato o in base al nostro consumo. E alcune offerte sono più convenienti in base alla nostra condizione: se siamo una famiglia o se siamo sigle. Tutto dipende da cosa ci viene proposto.

Teniamo presente che la nostra valutazione deve essere fatta sulla base del consumo annuo in metri cubi, in base ai componenti della nostra famiglia e alla grandezza della casa. In alcuni casi può convenire scegliere tariffe a prezzo bloccato, cioè oltre il quale la bolletta non può salire.

Cambiare operatore è gratuito, anche se non sempre veloce. Si possono impiegare anche fino a due o tre mesi per riuscire a scappare dal proprio operatore e passare a un altro.

Scegliere impianti efficienti

Un buon modo per abbattere i costi e dare una bella sforbiciata alla bolletta è quello di scegliere impianti di riscaldamento efficienti e orientati al risparmio energetico.

  • Le caldaie a condensazione, ad esempio, costeranno forse un po’ di più di quelle tradizionali, ma nel medio e lungo periodo permettono di risparmiare fino al 20 per cento dei consumi, ammortizzando il costo dell’acquisto. Questo tipo di caldaia infatti recupera i fumi della combustione e li riutilizza per riscaldare casa. Ha inoltre un effetto positivo sull’ambiente, perché permette di ridurre i gas rilasciati nell’atmosfera.
  • L’impianto di riscaldamento autonomo si rivela economico quando si vive in una casa indipendente o al massimo in una piccola palazzina di poche unità. Nei condomini con più di 4 unità invece conviene l’impianto centralizzato. Tante caldaie autonome installate insieme hanno infatti una potenza sproporzionata rispetto alle esigenze energetiche dell’edificio. Inoltre hanno un costo di manutenzione più alto. Tanto più che oggi i riscaldamenti centralizzati hanno il sistema di contabilizzazione con le termovalvole, quindi spendiamo in base al nostro consumo.
  • Possiamo anche pensare di optare per un sistema ibrido di riscaldamento: un impianto con più generatori, alimentati da una fonte di energia rinnovabile e da una fonte combustibile fossile (gas o gasolio). È molto più efficiente di una vecchia caldaia e può portare un risparmio fino al 50 per cento.
  • C’è poi la possibilità di installare un impianto solare termico. Qui si viaggia al massimo dell’energia rinnovabile. È il famoso impianto a pannelli solari, integrato a una caldaia a condensazione per il riscaldamento e a una pompa per la circolazione dell’acqua, un serbatoio di accumulo e i pannelli per catturare il calore del sole. Anche qui i vantaggi cono tanti: la bolletta si alleggerisce fino al 50 per cento, ci sono detrazioni fiscali per l’acquisto e abbatte l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera.

note

[1] D. lgs. n. 102 del 4 luglio 2014

[2] Legge n.10 del 9 gennaio 1991

[3] D. legge n. 63 del 2013

Legge n. 90 del 3 agosto 2013

Autore immagine: Pixabay


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1 Commento

  1. DOVREI SOSTITUIRE LE 2 CALDAIE IN UN VILLETTA BIFAMILIARE: usata solo dalla mia famiglia e da mia figlio, l’impianto va molto bene ma è datato da oltre 40 anni, vorrei sostituirle con una sola con una ROBUR a pompa di calore cose ne dite.
    Premesso che le caldaie sono poste in un apposito locale caldaia le seminterrato

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