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Lo sai che? È legale il baratto?

Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 dicembre 2017

Scambio di cosa contro cosa e permuta: il trattamento fiscale e il modello di contratto scritto.

Hai scambiato con un amico un vecchio oggetto che, per te, era solo un ferro vecchio mentre per lui era un cimelio. Dallo scambio hai ottenuto un altro oggetto più nuovo che, altrimenti, avresti dovuto acquistare. Il vantaggio, dal tuo punto di vista, è stato tale che hai pensato di farne una vera e propria attività. Per non dover aprire negozi e dotarti di una partita Iva hai deciso di gestire, da casa, un piccolo centro di baratto grazie all’aiuto di internet, dei forum, dei siti dedicati e dei social network. In buona sostanza ti procurerai, tramite scambio, oggetti che potrebbero interessare te o  altre persone le quali, a loro volta, ti hanno promesso in cambio ulteriori oggetti. Insomma, a vedere casa tua sembra uno piccolo magazzino di smistamento, tra merce che viene e va con una velocità tale da occuparti a tempo pieno. Il ritmo è diventato così serrato che inizi a temere le attenzioni da parte delle autorità: potrebbero ostacolarti nella tua nuova attività? In altre parole è legale il baratto? La risposta è abbastanza semplice.

Cos’è il baratto e come funziona

Quello che comunemente si chiama scambio o baratto, giuridicamente ha un nome ben preciso: si chiama permuta ed è un contratto disciplinato dal codice civile [2]. Si tratta cioè dello scambio della proprietà di una cosa a fronte della cessione della proprietà su un’altra cosa. Con questa operazione, Mario, proprietario del bene A, cede a Giovanni, proprietario del bene B, la titolarità del bene A; Giovanni, nel contempo, gli trasferisce la proprietà del bene B.

La permuta è quindi il contratto che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un soggetto a un altro.

Il fatto che sia disciplinato dal codice civile fa comprendere che il baratto è legale sia tra privati che tra aziende. Anzi, è uno dei contatti più antichi che esistano. Proprio su di esso si è formata l’economia (che non a caso viene detta «economia di scambio»).

Perché si realizzi un baratto, o meglio una permuta, non è necessario firmare un documento scritto, ma basta la semplice consegna delle due cose o l’impegno a consegnarle in un successivo momento [2]. Se una delle due parti anziché cedere la proprietà di un oggetto cedesse la proprietà di una somma di denaro si avrebbe allora un diverso contratto: la vendita.

Il baratto può avvenire tanto con beni mobili quanto con immobili. Un esempio oggi piuttosto ricorrente della permuta è quando una persona, titolare di un terreno, ne cede la proprietà a un costruttore perché vi realizzi un edificio, in cambio del trasferimento della proprietà di uno degli appartamenti di tale palazzo. Anche questo è un baratto. Se il contratto di permuta ha ad oggetto beni immobili è però necessario l’atto notarile e la trascrizione nei pubblici registri immobiliari.

Rientriamo ugualmente nell’ambito della permuta se, insieme alla proprietà di un bene, una delle parti corrisponde anche un conguaglio in denaro a integrazione della propria prestazione. Si pensi al caso in cui Tizio ceda a Caio la proprietà di un bene che vale 100 euro a fronte della proprietà di un bene che ne vale invece 200; in tal caso, se i patti lo prevedono, Tizio dovrà corrispondere anche un controvalore in denaro pari a 100 euro, per equilibrare le due prestazioni. Ebbene, tale integrazione in denaro non trasforma la permuta in una vendita.

È anche possibile la permuta di cosa altrui: è il caso di Caio che delega Tizio di procurargli la proprietà del bene B, di proprietà di Sempronio, in cambio della proprietà del bene A. Tizio così contatta Sempronio e cerca di ottenere da questi la cessione del bene B che poi scambia con Caio dietro la titolarità del bene A.

È necessario che il soggetto che chiede la permuta di cosa altrui sia consapevole dell’altruità della stessa.

È infine lecita la permuta di caso futura ossia che ancora non è stata prodotta o venuta ad esistenza.

Baratto e fisco

Da un punto di vista fiscale, bisogna distinguere il baratto tra privati da quello tra aziende. Nel caso di baratto tra privati, quando l’attività avviene occasionalmente,  contribuente non deve fare né dichiarazioni né aprire un’attività o una partita Iva. Se però l’attività è produttrice di reddito (si pensi, ad esempio, a chi scambia merce con conguaglio in denaro, che si è procurato senza dover versare alcun corrispettivo) sarà necessario dichiarare i redditi nella sezione “diversi” della dichiarazione dei redditi. Invece il baratto tra aziende richiede l’emissione dei documenti fiscali e, anche ai fini Iva, è assoggettato alle stesse regole della compravendita.


Ecco un modello di contratto di permuta

Fac simile di permuta senza conguaglio in denaro

Il sig. … (permutante A) trasferisce, a titolo di permuta, al sig. … (permutate B) che a tal titolo accetta ed acquista il diritto di piena proprietà sul bene così descritto …;

A sua volta il sig. … (permutante B) trasferisce ad egual titolo di permuta al sig. … (permutante A), che accetta ed acquista, il diritto di piena proprietà sul bene così descritto ….

Le parti dichiarano di attribuire ai beni permutati pari valore per cui le stesse riconoscono non doversi procedere al versamento di alcun conguaglio in denaro.

Le parti si prestano le più ampie garanzie di legge, garantendo l’assoluta ed esclusiva proprietà dei beni rispettivamente ceduti e la libertà degli stessi da ogni peso e vincolo, da trascrizioni pregiudizievoli e da ipoteche.

Luogo, data e firma

note

[1] Tecnicamente la permuta si considera un contratto consensuale ad effetti reali in cui il trasferimento della proprietà delle cose, ovvero della titolarità dei diritti, avviene all’atto della prestazione del reciproco consenso tra le due parti, cui conseguono, come principali obbligazioni, la consegna delle cose e, ove preciso, il pagamento della somma fissata per l’eventuale conguaglio dei valori.

[2] Art. 1552 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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