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Cosa significa scrittura privata

5 febbraio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 febbraio 2018



Tra privati possono sottoscriversi non solo contratti ma anche scritture private, che possono anche essere autenticate: cosa significa scrittura privata?

Il mondo del diritto è basato su leggi, discipline e prassi che regolano i rapporti fra privati e fra privati e lo stato, attraverso atti e documenti scrutti che servono alle arti per fissare e dare valore a quanto hanno pattuito e stabilito preventivamente. Quando il rapporto viene instaurato fra due persone, e si intende realizzarlo attraverso un ducumento ufficiale che abbia valore di legge, e che quindi possa essere fonte di obbligazioni per le parti, è possibile ricorrere a due strumenti principali: il contratto e la scrittura privata. Il contratto prevede una particolare disciplina, che segue regole dettate dal codice civile e varia a seconda della tipologia di contratto che di volta in volta si è scelto di stipulare. Per quanto riguarda invece la scrittura privata, che è un documento diverso dal contratto, ne esistono diversi tipi, che possono avere differente valore e che devono essere sottoscritti con specifiche modalità, in modo tale da poter essere utilizzabili come fonte di prova nei confronti di coloro che hanno, in concreto e materialmente, sottoscritto il documento. Cosa significa scrittura privata? Quanti tipi ne esistono, cos’è la scrittura privata semplice, e cosa si intende per scrittura privata autenticata?

La scrittura privata e la sua funzione

Quando si parla di scrittura privata si fa riferimento ad un atto sottoscritto da uno o più soggetti e che, secondo la disciplina del nostro codice civile [1], assume un particolare valore legale. Un documento quindi, contenente il regolamento di una particolare situazione (economico – finanziaria, commerciale, di scambio) fra privati, che può avere la natura più varia e libera, e che si fonda poi chiaramemte sulla base del tipo di rapporto che i sottoscrittori intendono disciplinare e delle concrete modalità attraverso le quali decidono di realizzare quanto è stato pattuito nel documento stesso. La possibilità di ricorrere ad una scrittura privata per decidere come regolare una determinata situazione deve naturalmente tenere conto del tipo di rapporto che si sta andando a instaurare in concreto, dal momento che a seconda di quanto stabilito dalle parti non è possibile far ricorso alla scrittura privata. Per alcune tipologie specifiche di relazioni contrattuali o atti, infatti, la legge richiede determinate forme a pena di nullità, per le quali occorre che la stipulazione del regolamento sia fatta mediante specifiche modalità (si pensi ai contratti di compravendita immobiliare, o alle donazioni): in queste ipotesi, pertanto, non sarà possibile fare ricorso alla sottoscrizione di una scrittura privata. Negli altri casi, invece, l’autonomia contrattuale delle parti è libera di esprimersi, fermo restando – in linea generale e inteso in senso lato – il rispetto delle normative di legge vigenti.

Scrittura privata e valore legale del documento

Per quanto riguarda il valore che una scrittura privata può assumere, bisogna specificare quanto segue, e definire con precisione i contorni e le differenze fra la scrittura privata semplice e la scrittura privata autenticata.

Anzitutto, la legge stabilisce che la scrittura privata fra più parti può fare piena prova – fino a querela di falso – della provenienza delle dichiarazioni dei sottoscrittori, sia nel caso in cui la persona contro la quale la scrittura viene prodotta ne riconosca la sottoscrizione sia nell’ipotesi in cui la stessa scrittura privata sia legalmente considerata come riconosciuta. Pur non avendo quindi, di suo, efficacia di prova legale, la scrittura privata può però assumere questa efficacia limitatamente alla provenienza delle dichiarazioni contenute nel documento (mentre non assume efficacia di prova legale per quanto riguarda invece la veridicità delle dichiarazioni). Bisogna tuttavia fare una distinzione importante, che ha rilevanza specialmente in relazione all’eventuale intenzione di non riconoscere, in seguito, validità alla scrittura privata sottoscritta. Esistono infatti due diverse tipologie di scrittura privata: la scrittura privata semplice e la scrittura privata autenticata.

Scrittura privata semplice

Si definisce scrittura privata semplice quella che viene sottoscritta (e quindi firmata, in calce o a margine) dalla parte, liberamente e in autonomia, senza che ci sia un pubblico funzionario presente. La firma può essere messa sia soltanto alla fine del documento (cioè in calce) che in tutte le pagine, e deve essere decifrabile e chiara, non composta quindi da segni illeggibili o simboli che non permettano di risalire a chi l’abbia apposta. La firma della persona deve essere autografa, pertanto scritta a penna dalla parte che la appone, perchè in questo modo si ricava l’identità della persona che l’ha scritta nel documento.

La scrittura privata semplice, poiché sottoscritta solamente dalle parti, può essere disconosciuta dalla persona contro la quale il documento sia prodotto. Questo significa che se uno dei firmatari vuole contestare e quindi disconoscere il documento, sarà l’altra persona a dover provare che il documento è stato effettivamente sottoscritto da quella controparte (attraverso uno specifico procedimento che si chiama istanza di verificazione). La procedura di disconoscimento è invece diversa nel caso in cui si sia sottoscritta una scrittura privata autenticata. Cosa comporta una scrittura privata autenticata?

Scrittura privata autenticata

La scrittura privata autenticata è la scrittura privata fra due persone che è stata, appunto, autenticata da un notaio o da un altro pubblico ufficiale. Non ci sono differenze sostanziali in relazione al contenuto, o alle modalità di accordo fra le parti, e valgono le stesse indicazioni per quanto riguarda l’apposizione della firma autografa. La diversità rispetto alla scrittura privata semplice sussiste unicamente nel fatto che, nella scrittura privata autenticata, la materiale sottoscrizione del documento viene fatta di fronte ad un pubblico ufficiale autorizzato, che provvederà in sede di firma anche alla verifica dell’accertamento dell’identità delle persone che sottoscrivono il documento. Il pubblico ufficiale, o il notaio, attesterà che la sottoscrizione del documento è avvenuta in sua presenza, e in qualità di pubblico ufficiale conferisce alla scrittura privata il valore di prova legale in relazione alla provenienza delle dichiarazioni che contiene. Attraverso l’autenticazione del pubblico ufficiale si rende inoltre certa la data della sottoscrizione, conferendo quindi indubbio carattere probatorio al documento autenticato.

note

[1] Art. 2702 codice civile.

Autore immagine: Pixabay.

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