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Notifica più cartelle con unica raccomandata: come difendersi

21 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 dicembre 2017



Se in un plico raccomandato vi sono più cartelle ma il destinatario afferma di averne ricevuta solo una, l’onere della prova contraria ricade sull’Agenzia delle Entrate Riscossione.

In caso di notifica tramite raccomandata con avviso di ricevimento, se il plico contiene più cartelle e il destinatario ne riconosce solo una, è necessario, perché operi la presunzione di conoscenza, che l’agente della riscossione fornisca la prova che l’involucro le conteneva tutte. Difatti, solitamente ad ogni atto da comunicare corrisponde una singola spedizione.

Per provare che tutte le cartelle fossero nel plico non basta l‘indicazione dei numeri delle cartelle sull’avviso di ricevimento, dato che a ciò non provvede l’agente postale ma lo stesso mittente.

È quanto precisato da una recente ordinanza della Cassazione [1].

Notifica con raccomandata: presunzione di conoscenza

La notifica della cartella di pagamento tramite raccomandata con avviso di ricevimento comporta la presunzione di conoscenza da parte del destinatario.

In tema di notifiche a mezzo posta, la disciplina relativa alla raccomandata con avviso di ricevimento, mediante la quale può essere notificata la cartella di pagamento senza ufficiale giudiziario, è quella dettata dalle disposizioni concernenti il servizio postale ordinario per la consegna dei plichi raccomandato.

L ‘atto pervenuto all’indirizzo del destinatario deve ritenersi ritualmente consegnato a quest’ultimo, stante la presunzione di conoscenza, superabile solo se il medesimo dia prova di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilità di prenderne cognizione.

Se il plico contiene più cartelle

Secondo la Cassazione, quando l’involucro della raccomandata contiene plurime comunicazioni e il destinatario ne riconosca solo una, è necessario, perché operi la presunzione di conoscenza, che l’agente della riscossione, il quale abbia scelto questa modalità di spedizione per inviare più comunicazioni, fornisca la prova che l’involucro le conteneva.

All’indicazione dei numeri delle cartelle sull’avviso di ricevimento della raccomandata non può essere riconosciuta fede privilegiata, in quanto essa non è riconducibile all’agente postale. Gli avvisi di ricevimento sono infatti predisposti dai mittenti interessati e quindi dallo stesso agente della riscossione.

La circostanza che l’avviso di ricevimento è avviato insieme con l’oggetto cui si riferisce e che l’agente postale fa firmare quest’ultimo dal destinatario, provvedendo a rispedire subito all’interessato la ricevuta così completata, comporta che le indicazioni dell’avviso, ritualmente prodotto agli atti, debbano essere valutate sul piano presuntivo, ai fini del giudizio sul riparto dell’onere della prova.

note

[1] Cass. ord. n. 25598/2017.

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