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Bollo auto veicoli d’epoca

21 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 dicembre 2017



I veicoli d’epoca sono autovetture che ancora si vedono circolare, e diverse dalle macchine storiche. Quali sono? Si paga il bollo auto per le macchine d’epoca?

Il fascino delle auto d’epoca non ha prezzo. Per alcune persone è una passione che diventa collezionismo, per altri ancora solo un sogno abbastanza difficile – economicamente parlando – da realizzare. Se si è fra i fortunati proprietari di un’autovettura d’epoca, tuttavia, bisogna comprendere come regolarsi per ogni adempimento burocratico che la riguardi, oltre a tutte le questioni meccaniche di mantenimento del veicolo per il suo effettivo utilizzo e, eventualmnete, circolazione su strada. Tra gli adempimenti che vanno sicuramente tenuti in considerazione e da non dimenticare c’è anche quello relativo al versamento del bollo auto. Sapere come comportarsi è rilevante a prescindere dall’uso che si faccia della vettura, anche nell’ipotesi in cui si lasci il veicolo in un garage oppure in un posto auto. In particolare, la disciplina riguardante il bollo auto per i veicoli d’epoca è cambiata da poco, e bisogna distinguere fra un’autovettura d’epoca e un veicolo storico: le due tipologie di autovetture, infatti, non coincidono. Bisogna pagare il bollo auto per i veicoli d’epoca? In caso poi fosse dovuto, come funziona il bollo auto per i veicoli d’epoca e per le auto storiche?

Il pagamento del bollo auto e le autovetture d’epoca e storiche

Il bollo auto, come noto, è una tassa sulla proprietà dei veicoli, determinato sulla base della potenza e dell’impatto ambientale del veicolo stesso. Conosciuto anche come tassa di circolazione, il suo pagamento è pertanto un obbligo di legge, annuale, che deve essere assolto da chiunque possieda un veicolo, a prescindere dal fatto che se ne serva per circolare o che decida di non utilizzare il mezzo di trasporto. Bisogna inoltre prestare attenzione ad essere in regola con i pagamenti, in quanto se non si paga il bollo auto ci sono conseguenze non soltanto economiche ma anche pratiche (ritiro del veicolo). Tuttavia, per alcune particolari tipologie di veicoli, sono previste determinate esenzioni dal pagamento del bollo auto, e tra queste ipotesi c’è anche quella che riguarda le autovetture d’epoca e storiche. Bisogna però al riguardo fare delle precisazioni, sia per quanto concerne cosa si intende per autovetture storiche e per veicoli d’epoca che in relazione ai cambiamenti di legge che ci sono stati da qualche anno a questa parte, in quanto, specialmente e proprio in riferimento al pagamento del bollo auto, la disciplina ha subito delle modifiche circa le esenzioni e in relazione alle autovetture che possono usufruirne. Cosa si intende però, anzitutto, per autovetture d’epoca e veicoli storici?

Veicoli d’epoca e autovetture storiche: differenze

Quando si parla di auto d’epoca non bisogna cadere nell’errore di confonderle con le auto storiche, in quanto sono due tipologie di vetture diverse, a prescindere dai termini che si possano utilizzare nell’italiano quotidiano e quindi dall’uso che se ne possa fare nel linguaggio comune.

La macchina storica è un’autovettura che circola su strada, nonostante sia stato riconosciuto il suo valore storico. È pertanto iscritta al pubblico registro automobilistico (Pra), dato che come detto continua a transitare su strada, e deve aver ottenuto il certificato di rilevanza storica e collezionistica per poter essere considerata un’autovettura storica.

Autovetture d’epoca: quali sono

Per potersi riferire ad un’autovettura come veicolo d’epoca, invece, il veicolo deve presentare determinate caratteristiche, dovendo essere:

  • iscritto in uno specifico elenco presso il centro storico del dipartimento dei trasporti terrestri;
  • cancellato dal pubblico registro automobilistico;
  • tendenzialmente inadeguato, sotto il profilo dei requisiti meccanici e degli equipaggiamenti previsti per legge, alla corcolazione su strada, salvo in particolari occasioni (ad esempio manifestazioni) per le quali occorre ad ogni modo apposita autorizzazione preventiva.

Autovetture storiche e veicoli d’epoca: si paga il bollo auto?

Classificare l’autovettura come una macchina d’epoca o come un veicolo storico, però, è importante per capire se va pagato il bollo auto delle vetture d’epoca. Fino a tre anni fa la distinzione aveva importanza, soprattutto in relazione al fatto che le autovetture storiche circolano su strada, e pertanto di conseguenza dovrebbero essere in regola con la normativa vigente in materia di bollo auto. Prima del 2015, infatti, i veicoli storici che avessero più di vent’anni e quelli ultratrentennali benificiavano dell’esenzione dal pagamento del bollo auto.

Come abbiamo accennato, tuttavia, la disciplina in materia di bollo auto è stata recentemente modificata, in quanto il criterio che era stato utilizzato fino al 2015, e che dava in concreto rilevanza all’interesse storico e collezionistico della vettura (ripercuotendosi pertanto di conseguenza anche sull’obbligo di pagamento del bollo auto) non è più utilizzabile.

Con la legge di stabilità del 2015, infatti, c’è stata una modifica in relazione al pagamento del bollo auto per le auto d’epoca e storiche e alle relative ed eventuali esenzioni in materia.

L’esenzione dal pagamento del bollo auto infatti fa attualmente riferimento ad un criterio di natura temporale, in quanto per non pagare il bollo auto dovuto sull’autovettura occorre che il veicolo (o la moto, si tenga presente) sia stato costruito da almeno 30 anni, non rilevando quindi più il suo valore storico per poter fruire dell’esenzione. Le autovetture storiche che abbiano un’età ventennale, compresa fra i 20 e i 29 anni (che vanno calcolati a partire dalla data di costruzione) invece, devono essere in regola, e devono quindi conseguentemente pagare il bollo auto. Per i veicoli ultratrentennali pertanto l’esenzione opera automaticamente, non occorrendo l’iscrizione a un registro storico: nel caso in cui però il veicolo venga utilizzato su una pubblica strada, e quindi circoli, è dovuta una tassa di circolazione in misura forfettaria (chiamata mini-bollo). Nel caso di vetture o moto infratrentennali, invece, è sempre dovuto il pagamento del bollo auto.

Una precisazione importante deve comunque essere fatta per quanto riguarda la situazione sull’intero territorio nazionale. Non tutte le regioni italiane, infatti, hanno adottato le nuove misure per quanto riguarda i veicoli storici ultraventennali, per cui può essere consigliabile effettuare una verifica sul sito internet Aci (automobile club d’Italia) della propria regione di residenza.

note

Autore immagine: Pixabay.

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2 Commenti

  1. Possiedo regione lombardia un’ autovettura da oltre 22 anni, da 2 anni non pago la tassa di circolazione, posso incorrere in sanzioni

  2. Che ingiustizia, avete tolto un diritto acquisito anche a chi possedeva una vettura di sucuro interesse storico sulla quale aveva speso denari per renderla conforme per avere l’attestato di storicità.
    Sto parlando di vetture che utilizzate solo per manifestazioni che fanno parte della lista vetture di interesse storico.
    È una vergogna, pagare più di 1000€ di bollo OGNI ANNO per una vettura del genere che sta ferma…!!!
    Le regione VENETO mel 2016 aveva fatto credere ripristinando l’esenzione del bollo, ma poi una volta preso i nostri voti ci ha illusi ripristinando con effetto retroattivo il bollo.
    RIMGRAZIAMO ZAIA E CIAMBETTI…..!!!!!!!
    UN VERGOGNA

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