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Lo sai che? È legale avere una spada?

Lo sai che? Pubblicato il 21 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 dicembre 2017

La spada rientra tra le armi proprie: è necessario, quindi, il porto d’armi. Ma non sempre.

La legislazione italiana a proposito di armi è piuttosto complicata: non esiste un’unica legge e le distinzioni tra armi proprie e improprie non è sempre così netta. Molte persone conservano in casa alcuni strumenti di cui ignorano la pericolosità. Questi oggetti andrebbero dichiarati e per essi occorrerebbe il porto d’armi.

Soprattutto le spade, per la loro bellezza ed eleganza, nonché per il richiamo a battaglie di altri tempi, vengono tenute in casa, a volta messe addirittura in bella mostra. Ma è legale avere una spada? Approfondiamo l’argomento.

Quali sono le armi proprie?

Secondo la legge [1] le armi proprie sono:

  • quelle da sparo;
  • le materie esplodenti ed i gas asfissianti o accecanti;
  • tutti gli strumenti atti ad offendere dei quali è dalla legge vietato il porto in modo assoluto, ovvero senza giustificato motivo;
  • tutte le altre armi la cui destinazione naturale è l’offesa della persona.

All’interno della categoria delle armi proprie vengono fatte diverse distinzioni (armi da guerra, da uso sportivo, ecc.) che qui non è il caso di riproporre. In sintesi, possiamo dire che rientrano senz’altro tra le armi proprie:

  • i fucili, anche semiautomatici, con una o più canne ad anima liscia;
  • i fucili con due o tre canne miste, ad anima liscia o rigata, a caricamento successivo con azione manuale;
  • i fucili, le carabine ed i moschetti ad una canna ad anima rigata, anche se predisposti per il funzionamento automatico;
  • le rivoltelle a rotazione;
  • le pistole a funzionamento semiautomatico;
  • le carabine;
  • le repliche di armi antiche ad avancarica di modelli anteriori al 1890;
  • le mazze ferrate,i bastoni ferrati, gli sfollagente, i tirapugni [2];
  • le armi bianche, cioè gli strumenti da punta o da taglio (pugnali, baionette, coltelli, spade).

Quali sono le armi improprie

Nella categoria delle armi improprie rientrano le mazze, i tubi, le catene, i bulloni, le sfere metalliche e tutti quegli oggetti che, per loro natura, non sarebbero destinati all’offesa della persona ma che, se brandite, possono comunque risultare pericolose. Ad esempio, la Corte di Cassazione ha stabilito che il coltello chirurgico (il bisturi, cioè) deve considerarsi arma impropria trattandosi di strumento che, per la funzione cui è destinato e per la struttura della lama, ha caratteristiche tali che lo rendono chiaramente utilizzabile per l’offesa alla persona [3].

Al contrario delle armi proprie, la vendita e la detenzione di quelle improprie sono libere se si ha la maggiore età. Il porto è consentito solo per giustificato motivo  (caccia, attività sportiva, outdoor, campeggio, etc.).

È legale avere una spada?

Le spade rientrano senz’altro tra le armi bianche e, pertanto, tra le armi proprie. L’acquisto e la detenzione devono quindi avvenire dietro presentazione di un porto d’armi o permesso d’acquisto rilasciato dalla questura competente. La detenzione deve essere immediatamente denunciata all’autorità di pubblica sicurezza. Pertanto, è legale avere una spada, ma solo in presenza di regolare denuncia e porto d’armi.

La spada è sempre un’arma?

Non sempre è necessario il porto d’armi per avere una spada. Le spade prive di filo (cioè non taglienti) sono considerate strumenti sportivi o oggetti decorativi: sono pertanto di libera vendita e detenzione se si ha la maggiore età.

Lo stesso si dica per le repliche di spade, le spade da arredo o da mera cerimonia, gli accessori della divisa, gli arnesi teatrali: non sono considerate armi e, pertanto, l’acquisto e la detenzione è libera.

Cos’è il porto d’armi?

La licenza di porto d’armi è un’autorizzazione rilasciata dalla questura o dalla prefettura territorialmente competente. Trattasi di un vero e proprio nulla osta concesso soltanto ai cittadini italiani maggiorenni incensurati, cioè senza precedenti penali. Per ottenerlo, il richiedente deve specificare le ragioni che giustificano il possesso di un’arma; in base a tale circostanza, distinguiamo: il porto d’armi per uso sportivo, il porto d’armi per uso venatorio e quello per difesa personale. Quest’ultimo è rilasciato dal prefetto ed ha un periodo di validità molto limitato, di solo un anno.

Il porto d’armi per difesa personale può essere rilasciato soltanto ai maggiorenni incensurati che dimostrino concretamente di aver bisogno di un’arma per la propria difesa. Questa licenza consente non solo di detenere ma anche di portare con sé l’arma. Il porto d’armi per uso sportivo o per uso venatorio, invece, consente il trasporto solamente per l’esercizio dell’attività alla quale è ricollegato il rilascio della licenza, trasporto che deve sempre garantire la massima sicurezza e l’indisponibilità dell’arma durante il trasporto (ad esempio, perché chiusa nel portabagagli).

Quante spade si possono detenere con il porto d’armi?

Come detto, il porto d’armi occorre anche nel caso di possesso di armi bianche, cioè di strumenti diversi da quelli da fuoco ma comunque idonei ad offendere, quali le spade, i pugnali, le sciabole, gli storditori elettrici, i tirapugni, ecc.

La differenza con le armi da fuoco è che, nel caso delle armi bianche, il porto d’armi non prevede limiti nella quantità di strumenti che è possibile detenere.

note

[1] Art. 585 cod. pen.

[2] Legge n. 110/1975 del 18.04.1975.

[3] Cass., sent. n. 5112/1982 del 20.05.1982.

Autore immagine: Pixabay.com


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1 Commento

  1. Secondo quanto ho letto la detenzione della spada da alta uniforme di mio padre (Marina) defunto ben 49anni fa non dovrebbe essere denunciata. Sbaglio?

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